Catania, 16 settembre 2026 – L’Etna ha dato segni di vita nella notte tra lunedì e martedì, regalando uno spettacolo che fa parte della sua natura ma non smette mai di preoccupare: una nuova eruzione. Secondo l’INGV di Catania, la colata di cenere vulcanica ha raggiunto diversi centri abitati intorno al vulcano. Le prime avvisaglie sono arrivate intorno alle 23, quando una lunga scia arancione si è accesa sul cratere sud-est, illuminando la costa orientale della Sicilia. Poco dopo la Protezione civile ha alzato il livello di allerta e disposto controlli sulle strade e sulle piste dell’aeroporto.
Cenere e voli dirottati, notte complicata a Fontanarossa
La situazione si è subito fatta tesa: tra l’una e le due di notte la direzione dell’aeroporto di Catania Fontanarossa ha sospeso temporaneamente alcuni voli in partenza e in arrivo, per la presenza di cenere vulcanica sulle piste. Dall’alba diversi aerei sono stati dirottati su Palermo e Comiso. “Appena ci è arrivata la segnalazione dalle autorità abbiamo fermato tutto – racconta un responsabile della Sac, la società che gestisce lo scalo –. Non potevamo rischiare”.
I disagi hanno colpito soprattutto chi doveva volare verso le isole minori o sulla penisola: tra le 5 e le 7 sono stati cancellati almeno sette voli diretti a Roma, Milano, Napoli e Lampedusa. Nei corridoi dell’aeroporto si sono formate lunghe code, con viaggiatori carichi di valigie in attesa di notizie dagli altoparlanti. “Dovevamo partire alle sei per Bologna – racconta Rosaria Zappalà, insegnante di Acireale – ma ora ci dicono forse alle dieci, senza certezze”.
Caduta di cenere nei paesi etnei, strade imbiancate
Mentre all’aeroporto si lavorava per ripulire le piste, nei paesi ai piedi dell’Etna la notte è passata tra finestre chiuse e raccomandazioni a stare attenti. A Nicolosi, Pedara, Mascalucia, ma anche a Giarre e Zafferana, i residenti si sono svegliati coperti da una sottile coltre nera: cenere che ha imbiancato auto, terrazze e marciapiedi. La polizia locale ha invitato tutti a guidare con prudenza: “La cenere rende l’asfalto scivoloso e copre i segnali – avverte il comandante di Zafferana – Meglio uscire solo se necessario”.
Il Comune di Nicolosi, come altri centri in zona rossa, ha messo in campo squadre speciali per togliere la cenere dalle vie principali. I mezzi della Protezione civile hanno iniziato le operazioni fin dall’alba. Non sono mancati problemi ai trasporti pubblici: alcune corse degli autobus extraurbani hanno subito ritardi o modifiche. Nei cortili delle scuole il personale tecnico ha lavorato a lungo per liberare ingressi e passaggi.
Situazione in miglioramento ma allerta alta
Con le prime luci del giorno l’attività stromboliana dell’Etna ha dato segnali di calo. L’INGV registra un progressivo ridimensionamento dell’emissione di cenere, ma mette in guardia sulla “possibilità che tornino episodi esplosivi nelle prossime ore”. La Protezione civile regionale mantiene il livello di allerta gialla nell’area circostante, invitando tutti a seguire solo le fonti ufficiali.
“La situazione è sotto controllo ma resta fluida – dice il prefetto di Catania, Maria Concetta Ricciardi – Chiediamo ai cittadini massima attenzione”. Nel primo pomeriggio l’aeroporto Fontanarossa ha riaperto parzialmente due piste; alle 15 erano atterrati regolarmente voli da Malta e Firenze.
Il racconto dei residenti: “Ci siamo abituati, ma c’è sempre apprensione”
Tra i balconi imbiancati dalla polvere nera c’è chi guarda con rassegnazione e chi scatta foto al paesaggio quasi surreale. “Succede sempre così – confida Salvo Leonardi, pensionato di Nicolosi – Ci si abitua a spalare la cenere ogni tanto. Però la paura resta”. Nei negozi di ferramenta stamattina hanno venduto soprattutto mascherine protettive e scope larghe.
Secondo i dati storici INGV questa è già la quinta eruzione importante dell’Etna nel 2026. Gli esperti dicono che rientra nel normale andamento per uno dei vulcani più monitorati d’Europa. L’ultima eruzione simile risale a maggio: anche allora furono sospesi i voli per qualche giorno e le scuole rimasero chiuse.
Per ora, nonostante l’allerta resti alta e gli interventi per pulire continuino senza sosta nelle zone più esposte, sembra che il peggio sia passato. Ma in molti bar o seduti sulle panchine delle piazze etnee continuano a ripetere con un filo d’amaro fatalismo: “Con l’Etna non si può mai stare tranquilli”.