Milano, 28 maggio 2026 – Standard Chartered, uno dei grandi nomi della finanza globale, continua a puntare forte su Ethereum, nonostante le recenti turbolenze che agitano il mondo delle criptovalute. Negli ultimi giorni, il secondo asset digitale per capitalizzazione ha mostrato segni di cedimento. Ma la banca britannica, nel suo report pubblicato lunedì mattina, conferma il suo ottimismo, ricordando quel periodo critico di Amazon nel 2001, quando il gigante dell’e-commerce affrontava critiche e oscillazioni simili.
Ethereum sotto pressione: dati e scenario attuale
Da metà maggio, il prezzo di Ethereum si è mosso tra i 3.500 e i 3.700 dollari, dopo aver sfiorato i 4.000 dollari solo un mese fa. Dietro questo calo ci sono diversi fattori. Come spiega l’analista Sara Leone, contattata ieri pomeriggio, «la riduzione dell’attività sulle piattaforme DeFi e le incertezze legate alle nuove regolamentazioni negli Stati Uniti» pesano sull’umore del mercato. «Il volume degli scambi è sceso rispetto al trimestre scorso», sottolinea Leone, aggiungendo che le nuove regole anti-riciclaggio hanno frenato l’entusiasmo soprattutto tra gli investitori retail.
Nonostante tutto questo, Standard Chartered non cambia idea. Nel report si legge chiaro: “Guardiamo al lungo termine con fiducia su Ethereum, che resta la piattaforma di riferimento per applicazioni decentralizzate e smart contract.” La banca punta anche sui progressi tecnici del protocollo – dal passaggio al Proof of Stake agli aggiornamenti sulla scalabilità – come fondamentali per il futuro valore della criptovaluta.
Il parallelo con Amazon nel 2001
La parte che ha attirato più attenzione è senza dubbio il paragone con Amazon fatto dagli strategist della banca: “Quello che vediamo oggi su Ethereum assomiglia molto a quello che successe ad Amazon nel 2001.” Dopo lo scoppio della bolla dot-com, il titolo del colosso di Seattle perse più del 90% dai massimi raggiunti nel ’99. “Eppure,” si legge nel report, “in quel momento di scetticismo alcuni investitori con una visione lunga accumularono azioni che oggi valgono decine di volte tanto.”
Standard Chartered usa questo esempio per spiegare la “resilienza tecnologica” nel mondo cripto: insomma, la crescita richiede fasi di assestamento e una selezione naturale dei progetti più validi. “Chi resta saldo durante i periodi turbolenti può scovare valore proprio quando gli altri si ritirano,” spiega Christopher Page, strategist della banca.
Dati tecnici e posizione istituzionale
Entrando nei dettagli, la banca evidenzia qualche numero interessante. Secondo Glassnode, gli indirizzi unici sulla rete Ethereum hanno superato i 260 milioni nel primo trimestre dell’anno: un segno di vitalità nonostante la flessione dei prezzi. E c’è anche chi punta lo sguardo sul fatto che circa il 24% dell’offerta totale è ora bloccata in staking — segnale chiaro di un interesse crescente da parte degli investitori istituzionali.
Nel report però non mancano segnali di prudenza. Gli analisti ricordano come le decisioni della SEC americana sugli ETF spot legati a Ethereum siano un nodo cruciale da seguire nei prossimi mesi. “Le regolamentazioni possono ribaltare tutto molto rapidamente,” avverte Page durante una call con gli investitori.
Mercati in attesa e prospettive
Tra gli operatori di Milano e Londra la domanda è sempre la stessa: quanto potrà reggere davvero questo confronto con Amazon? Qualcuno preferisce mantenere i piedi per terra: «Il quadro macro resta fragile», commenta Michele Ruini, responsabile investimenti in una società milanese attiva nelle criptovalute. «Ma Ethereum continua ad attrarre progetti e capitali; alla fine sarà la qualità dell’ecosistema a fare la differenza.»
Intanto sui mercati di Coinbase e Binance la volatilità rimane alta. Nelle ultime 24 ore sono stati scambiati oltre 12 miliardi di dollari, secondo CoinMarketCap.
La partita resta aperta. Tutti guardano sia ai livelli tecnici sia agli sviluppi regolatori in arrivo. Per ora però Standard Chartered tiene duro: “Sono proprio nelle fasi difficili che si gettano le basi per il prossimo ciclo,” scrivono nelle ultime righe del report. Un monito semplice ma efficace: spesso in finanza conviene pazientare invece di inseguire l’ultima moda del momento.
