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ETF Bitcoin: rallentano gli outflow nonostante il crollo del prezzo, segnali di ripresa in vista?

Cristina Manetti by Cristina Manetti
10 Febbraio 2026
in DeFi

Milano, 10 febbraio 2026 – La settimana scorsa ha portato un brusco crollo del prezzo di Bitcoin, che è sceso sotto i 39.000 dollari tra giovedì e venerdì. Eppure, proprio nei giorni più agitati, si è visto un netto rallentamento degli outflow dagli ETF. Un dettaglio che spinge molti operatori a chiedersi: sarà questo un potenziale fondo del mercato?

Bitcoin in altalena, ETF in fase di stallo

Il movimento del Bitcoin ha scosso sia i piccoli risparmiatori che i grandi investitori. I dati tra il 5 e il 9 febbraio mostrano come gli ETF legati al Bitcoin abbiano ridotto molto le uscite di capitale. Secondo CoinShares, venerdì scorso il deflusso netto dagli ETF americani è stato sotto i 20 milioni di dollari, contro i quasi 150 milioni dei giorni peggiori della settimana precedente.

I colossi come BlackRock, Grayscale e Fidelity confermano che la forte ondata di vendite sembra essersi calmata. “Il sentiment si sta stabilizzando, anche se la volatilità resta alta”, ha detto Mark Riddell, portfolio manager di Grayscale, contattato ieri sera. Nonostante ciò, l’atmosfera resta prudente: molti preferiscono aspettare ancora prima di muoversi.

Come cambia il mercato rispetto a gennaio

Non era affatto scontato questo nuovo corso. A gennaio, dopo che la SEC ha dato il via libera agli ETF spot su Bitcoin, il settore aveva visto entrare più di 1,8 miliardi di dollari. Poi però la correzione dei prezzi e alcune prese di profitto anticipate – soprattutto sui prodotti Grayscale – hanno invertito la rotta.

Negli ultimi sette giorni, però, qualcosa si è mosso diversamente. Gli ETF su Bitcoin hanno attirato nuovi capitali (soprattutto quelli di BlackRock), mentre i deflussi sono rimasti concentrati sui prodotti più “vecchi”, cioè i trust già esistenti. Bloomberg segnala circa 110 milioni in entrata su IBIT (l’ETF Bitcoin di BlackRock) tra martedì e venerdì, mentre Grayscale Bitcoin Trust ha perso meno di 40 milioni nello stesso arco.

La soglia chiave dei 38.000 dollari tiene banco

Un altro punto caldo è la soglia tecnica dei 38.000 dollari: più volte toccata ma mai superata con decisione al ribasso. I volumi sulle piattaforme sono calati rispetto al panico della settimana scorsa e molti analisti parlano ormai di una fase laterale “di consolidamento”.

Alessandro Moretti, analista indipendente intervistato domenica alla Borsa di Milano, è stato chiaro: “Ci sono segnali che potrebbero indicare un bottom temporaneo. Ma serve comunque prudenza: la volatilità nelle criptovalute è una costante”. Moretti ha sottolineato come gli ETF siano uno specchio utile per capire cosa fanno davvero gli investitori istituzionali: “Se gli outflow rallentano mentre il prezzo scende, vuol dire che la pressione sulle vendite sta diminuendo”.

Che succederà adesso? Le previsioni degli esperti

Cosa ci aspetta nelle prossime settimane? I grandi nomi della finanza restano cauti. Nel report settimanale JP Morgan osserva che “il movimento degli ETF manda segnali contrastanti”, perché se da una parte gli outflow rallentano dall’altra non c’è ancora un vero ritorno massiccio agli acquisti. Per JP Morgan la domanda cruciale è capire se il supporto reggerà e se gli investitori retail torneranno in massa.

Nel frattempo, nelle community online su Bitcoin l’atmosfera si fa meno tesa rispetto a una settimana fa. Sui forum Telegram e Reddit diversi utenti raccontano di aver “riacquistato qualche piccola quantità” durante il calo sperando in un rimbalzo almeno momentaneo. Ma nessuno parla ancora con sicurezza di un’inversione definitiva.

Bottom o no? L’incertezza resta alta

In sintesi, il rallentamento degli outflow dagli ETF su Bitcoin è un segnale da tenere d’occhio nei prossimi giorni. Ma molti analisti tornano sempre allo stesso punto: solo la tenuta dei supporti tecnici potrà dire se davvero siamo al fondo del mercato. Per ora c’è una sola certezza: la sfida tra tori e orsi sulle criptovalute continua senza sosta. E gli occhi restano puntati sugli ETF, veri termometri dell’umore degli investitori nel 2026.

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