Milano, 23 ottobre 2026 – Bitcoin perde quasi il 4% in un solo giorno, scivolando sotto i 61.000 dollari nel pomeriggio di oggi. Non è un caso isolato: anche il Nasdaq e il prezzo del petrolio stanno trascinando verso il basso i mercati globali. La correzione, partita già nelle prime ore della mattina in Europa e proseguita fino al primo pomeriggio, arriva in un momento di tensioni geopolitiche crescenti e di dubbi sempre più forti sulle reali prospettive del settore intelligenza artificiale rispetto a quelle che gli investitori si aspettavano.
Bitcoin in caduta, riflessi sui listini digitali
Il ribasso di oggi per Bitcoin non ha colto di sorpresa chi segue da vicino la situazione dei mercati. Da settimane la criptovaluta principale si muoveva tra i 60.000 e i 65.000 dollari, spesso seguendo l’andamento degli indici tecnologici americani. Ma oggi la discesa è stata più decisa: tra le 10 e le 14 ora italiana, ha perso quasi il 4%, trascinando con sé anche Ethereum (-3,2%) e le altre altcoin più importanti. Andrea Bassi, trader milanese, commenta: “Dopo le trimestrali Usa c’è molta più prudenza. Il clima è cambiato rispetto a settembre, si percepisce meno entusiasmo”.
Secondo CoinMarketCap, la capitalizzazione totale delle criptovalute è tornata sotto i 2.200 miliardi di dollari. “Il legame tra Bitcoin e Wall Street – spiega Federico Izzi, analista finanziario – diventa più evidente proprio in giornate come questa: quando il Nasdaq soffre, le criptovalute seguono quasi subito”.
Borse sotto pressione: Nasdaq e petrolio spingono la fuga dal rischio
Anche i listini azionari non hanno vissuto una giornata facile. A New York il Nasdaq ha aperto con un calo superiore al 2%, trascinato da vendite su titoli come Nvidia e Meta. In Europa invece Dax e Ftse Mib hanno perso oltre un punto percentuale. Sullo sfondo restano le tensioni nel Medio Oriente e i dubbi sulle spese per l’intelligenza artificiale.
Gli operatori sentiti da Alanews.it dicono che molti stanno rivedendo la loro esposizione alle società tecnologiche dopo risultati trimestrali meno brillanti del previsto. “Il tema AI sembra frenare un po’”, ammette Marco Del Vecchio, gestore di un fondo milanese. Nel frattempo il prezzo del petrolio Brent è sceso sotto gli 87 dollari al barile nel primo pomeriggio, lasciando sul campo quasi il 2% in poche ore. Gli analisti collegano questo calo anche al rischio di un rallentamento economico nei prossimi mesi.
La geopolitica pesa: incertezza tra Medio Oriente e USA
A condizionare l’umore dei mercati ci sono soprattutto i fatti geopolitici. Dopo i bombardamenti al confine tra Israele e Libano delle ultime ore, l’ansia degli operatori è tornata alta: molti temono che lo scontro possa allargarsi coinvolgendo direttamente Stati Uniti e Iran. “Quando aumenta l’incertezza cala ovunque la voglia di correre rischi – osserva Francesca Guidi, analista a Londra – non riguarda solo petrolio o Bitcoin: è tutto il mercato che cambia umore”.
Negli Stati Uniti pesano anche le preoccupazioni sul futuro degli investimenti nell’AI. Alphabet e Microsoft confermano impegni importanti ma i guadagni sembrano ancora lontani dalle aspettative ottimistiche diffuse tra il 2025 e l’inizio del 2026.
Timori sul futuro della crescita tecnologica
Nonostante lo slancio degli ultimi due anni — con titoli come Nvidia che hanno triplicato valore — oggi i mercati sembrano prendere atto che lo sviluppo non sarà così veloce come sperato. “Molti credevano che gli introiti dall’AI sarebbero arrivati prima”, riflette Del Vecchio. Ora però cresce la consapevolezza che servirà più tempo per una crescita solida. Questo raffreddamento delle attese si traduce in prese di profitto e maggiore attenzione alle mosse delle banche centrali.
Anche Bitcoin, insomma, resta molto legato all’umore dei mercati tradizionali: la volatilità è alta come dimostrano i dati di Coinglass, con oltre 170 milioni di dollari di contratti derivati liquidati nelle ultime 24 ore.
Gli occhi degli operatori sulla prossima settimana
Tutti guardano alla riunione della Federal Reserve del 29 ottobre con grande attenzione. “Fino ad allora prevedo ancora molta volatilità”, confessa Andrea Bassi. Tra tassi d’interesse incerti e dossier geopolitici ancora aperti nessuno sembra pronto a fare previsioni precise sul destino di Bitcoin o sull’ottimismo verso la tecnologia.
Insomma, saranno giorni decisivi non solo per chi opera nelle criptovalute ma per chi segue da vicino le prospettive della crescita mondiale. Solo allora capiremo se questa sarà stata una semplice battuta d’arresto o l’avvio di una fase più complicata per Bitcoin e per la finanza globale.