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Dogecoin verso il 10X: la nuova normativa giapponese sulle meme coin apre il mercato nel 2026

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
7 Gennaio 2026
in Crypto

Tokyo, 7 gennaio 2026 – Il Giappone si prepara a un passo atteso da mesi: da aprile, secondo fonti della Financial Services Agency (FSA), la popolare criptovaluta Dogecoin sarà ufficialmente riconosciuta come prodotto finanziario. Una scelta che negli ambienti finanziari di Tokyo è stata definita “un’apertura storica” verso i nuovi asset digitali. L’annuncio è arrivato ieri durante una conferenza al quartier generale dell’agenzia nel distretto di Kasumigaseki, davanti a una platea di analisti e giornalisti.

Dogecoin diventa prodotto finanziario in Giappone

La decisione della FSA rappresenta una svolta per le criptovalute in Giappone, già fra le più avanti nel mondo quando si parla di regolamentazione dei pagamenti digitali. Fino a oggi, Dogecoin era considerato solo un bene virtuale: poteva essere usato come mezzo di scambio ma non aveva lo status necessario per entrare in prodotti finanziari derivati o strumenti d’investimento più complessi. “Abbiamo notato un aumento costante della domanda di Dogecoin da parte degli investitori al dettaglio”, ha spiegato questa mattina Junichi Yamashita, portavoce dell’agenzia. “Con questa regolamentazione vogliamo garantire più tutele e trasparenza, senza però frenare l’innovazione”.

Secondo il testo della nuova direttiva, disponibile sul sito della FSA, le piattaforme autorizzate potranno offrire ai clienti prodotti legati a Dogecoin, come fondi tematici o futures regolamentati. Rimarranno però in vigore limiti severi sulle operazioni speculative e sulle campagne pubblicitarie rivolte ai risparmiatori, ha precisato Yamashita.

Impatto sul mercato e prime reazioni

Subito dopo l’annuncio, la quotazione di Dogecoin sulla principale piattaforma giapponese (BitFlyer) è balzata del 9% intorno alle 10:30 ora locale. Dagli operatori nelle sale trading di Marunouchi arrivano conferme di un “forte interesse sia tra i clienti retail che tra gli investitori istituzionali”, soprattutto tra chi cerca di diversificare i portafogli con asset non legati alle tradizionali valute fiat.

“L’effetto è stato immediato – commenta Akiko Suzuki, analista di Nomura Securities – ed è un segnale importante anche per altre criptovalute che finora erano rimaste un po’ nell’ombra rispetto ai grandi nomi come Bitcoin ed Ethereum”. Nel corso della giornata il volume degli scambi su Dogecoin è più che raddoppiato rispetto alla media dell’ultima settimana. Dati forniti dalla Japan Cryptoassets Business Association mostrano che solo tra le 11 e le 13 sono stati movimentati oltre 450 milioni di yen.

Regole più rigide ma spazio all’innovazione

Il riconoscimento di Dogecoin come prodotto finanziario arriva mentre la FSA rafforza il controllo sulle criptovalute. Negli ultimi mesi il governo guidato da Fumio Kishida ha intensificato il dialogo con gli operatori del settore, spinto anche dagli scandali che hanno coinvolto alcuni exchange asiatici fra fine 2024 e inizio 2025. “Abbiamo imparato molto da quei casi”, ammette Hiroko Matsuda, membro del panel tecnico che ha aiutato a scrivere le nuove linee guida. “Ora la trasparenza è la priorità”.

Su questo punto si sono concentrati anche i dirigenti delle principali associazioni bancarie. Ieri pomeriggio, durante un incontro riservato a Nihonbashi, diversi manager hanno espresso preoccupazioni sull’arrivo dei nuovi strumenti legati a Dogecoin, temendo possibili spinte speculative difficili da tenere sotto controllo. La FSA rassicura: “Faremo controlli serrati e applicheremo sanzioni severe a chi infrangerà le regole sul tracciamento delle transazioni”.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Per molti osservatori la nuova classificazione potrebbe spingere l’adozione di Dogecoin anche nei negozi e nei servizi digitali. A Shibuya, cuore tecnologico di Tokyo, alcuni commercianti già accettano pagamenti in Dogecoin; da aprile potrebbe partire una piattaforma pilota per comprare biglietti ferroviari usando questa criptovaluta, secondo indiscrezioni raccolte nel mondo fintech.

Intanto gli investitori istituzionali stanno valutando gli effetti del nuovo quadro normativo sui loro portafogli multi-asset. “Non possiamo ignorare strumenti che ora hanno una base legale più solida”, confida con prudenza un gestore senior di Mizuho Bank.

La vera sfida resta capire se l’interesse per Dogecoin durerà nel tempo: nata quasi per gioco nel 2013, oggi è al centro di attenzioni ben diverse. Il Giappone punta sulla maturità del suo sistema finanziario e – per la prima volta – su una meme coin che potrebbe davvero cambiare le regole del gioco.

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