Milano, 25 ottobre 2026 – Dogecoin ha oltrepassato quota 0,10 dollari questa mattina, scatenando un rally che sta attirando l’attenzione di analisti e investitori. La criptovaluta nata nel 2013 come una semplice battuta ha messo a segno un balzo del 27% nell’ultima settimana, trascinando con sé tutto il mondo delle meme coin, che ha guadagnato circa il 22% arrivando a una capitalizzazione di mercato di 33,82 miliardi di dollari. Numeri che fino a qualche mese fa sembravano un miraggio per asset noti per la loro volatilità.
Rally Dogecoin: i numeri della settimana
I dati raccolti da CoinMarketCap e rilanciati dagli operatori di settore raccontano di un rally partito lunedì scorso, intorno alle 7 del mattino in Italia, con Dogecoin poco sopra gli 0,08 dollari. Da lì, una serie continua di acquisti — soprattutto da parte di piccoli investitori, ma anche da istituzionali secondo alcune piattaforme — ha spinto il prezzo oltre i 10 centesimi. I volumi di scambio sono saliti del 35% rispetto alla media di settembre. Gli esperti di Glassnode notano un ritorno massiccio dei cosiddetti “hodler”, ossia chi tiene Dogecoin da anni senza cedere un singolo token, insieme a nuovi ingressi soprattutto dall’Asia e dagli Stati Uniti. “Negli ultimi tre giorni si è vista una concentrazione anomala di ordini tra le 16 e le 18 UTC,” ha spiegato via X (ex Twitter) lo strategist fintech Marco Zorzoli.
Il mercato delle meme coin vola sopra quota 33 miliardi
Non è solo Dogecoin a correre: come riporta Coingecko, tutto il settore delle meme coin — dal famoso Shiba Inu fino ai più piccoli Pepe e Floki — ha messo a segno una crescita superiore al 22% in sette giorni. La capitalizzazione complessiva è arrivata a 33,82 miliardi di dollari, con afflussi netti stimati attorno ai 4,5 miliardi solo tra il 19 e il 24 ottobre. In borsa si respira un’atmosfera elettrica: “Stiamo assistendo a una rotazione degli investimenti dalle altcoin tradizionali verso asset più rischiosi ma con potenziale rendimento alto,” osserva Alessandro Crociata, portfolio manager in un fondo crypto milanese. E non mancano sorprese: anche token meno conosciuti come BONK e Wojak hanno registrato rialzi a doppia cifra, alimentando ulteriormente la febbre speculativa.
Le ragioni dietro il rally: social media, movimenti retail e qualche indizio tech
Gli addetti ai lavori concordano su un mix di cause dietro questo boom. Prima fra tutte la spinta dai social network: su Reddit e X si sono moltiplicati meme e thread carichi d’entusiasmo proprio mentre Bitcoin arrancava sotto i 34.000 dollari. “C’è una chiara correlazione tra l’attività sui social e i picchi negli acquisti,” conferma uno dei moderatori della community /r/cryptocurrency. A questo si aggiungono voci su possibili aggiornamenti tecnologici: Bloomberg Crypto Desk riferisce che sarebbe in cantiere un miglioramento del protocollo Dogecoin per renderlo più efficace nelle microtransazioni — notizia che attrae sia piccoli investitori sia appassionati dei pagamenti digitali.
Rischi e prospettive: volatilità alta, analisti cauti
Nonostante l’entusiasmo, il settore rimane molto incerto. Le meme coin come Dogecoin sono famose per la loro alta volatilità: ieri sera intorno alle 23 italiane il prezzo è sceso brevemente sotto i 0,099 dollari dopo alcune prese di profitto. Gli esperti invitano alla prudenza: “Molti si lasciano trascinare dall’euforia sui social senza considerare i fondamentali,” avverte Francesca Mainardi, docente di Economia Digitale all’Università Bocconi. Il rischio è elevato soprattutto per chi entra ora senza un piano chiaro o conoscenze solide.
Cosa succede ora: occhi puntati sulle prossime settimane
Il traguardo degli 0,10 dollari rappresenta al momento una resistenza tecnica importante per Dogecoin. Se nei prossimi giorni il trend riuscirà a consolidarsi — avvertono alcuni operatori — potremmo vedere nuove fiammate speculative in tutto il settore. Nel frattempo le community online non si fermano mai: tra post ironici e screenshot dei guadagni spuntano discussioni su obiettivi futuri. Per chi segue da vicino il mondo crypto questa fase conferma ancora una volta quanto l’emotività resti un fattore decisivo nella finanza digitale.