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Da città smart a offline: cosa sta accadendo a Mosca

Alessandro Bolzani by Alessandro Bolzani
20 Marzo 2026
in Ultime notizie
Uno scorcio di Mosca

Uno scorcio di Mosca | Pixabay @Sergey - Cryptohack.it

Da metropoli iperconnessa a città costretta a fare i conti con continui vuoti di rete. A Mosca, da inizio marzo, la connessione mobile è diventata improvvisamente instabile, con interruzioni che si sono propagate dalle periferie fino al centro. Non si tratta di episodi isolati, ma di blackout ripetuti che stanno interessando anche altre grandi città russe, segnando un cambiamento evidente nella gestione dell’accesso a Internet.

Una capitale improvvisamente offline

Le conseguenze si sono fatte sentire rapidamente nella vita quotidiana. Servizi che dipendono dalla rete mobile, come taxi, consegne e pagamenti digitali, hanno subito rallentamenti o blocchi. Anche operazioni semplici, come utilizzare i parchimetri o effettuare una chiamata, in alcuni momenti sono diventate complicate. Secondo quanto riportato da Associated Press, molte attività economiche hanno registrato difficoltà operative, mentre il quotidiano Kommersant stima che cinque giorni di blackout abbiano generato perdite tra i 3 e i 5 miliardi di rubli per le imprese locali.

Di fronte a queste criticità, si è assistito a un ritorno a soluzioni analogiche: aumentano le vendite di walkie-talkie e telefoni fissi, cresce l’uso degli SMS e i contanti tornano a essere preferiti in molti negozi. In un contesto di incertezza, non mancano testimonianze di cittadini che descrivono la situazione come un improvviso passo indietro tecnologico.

Le motivazioni ufficiali e il ruolo della sicurezza

Le autorità russe non hanno smentito le restrizioni. Il Cremlino, attraverso il portavoce Dmitry Peskov, ha parlato di misure adottate nel rispetto della legge per garantire la sicurezza, in particolare nel contesto della guerra in Ucraina. Tra le motivazioni viene citato anche l’utilizzo delle reti mobili da parte dei droni per orientarsi.

A rafforzare questo quadro normativo è intervenuta una legge firmata il 20 febbraio dal presidente Vladimir Putin, che consente all’FSB di ordinare la sospensione delle comunicazioni in determinate aree, sollevando gli operatori da responsabilità verso gli utenti. Parallelamente, secondo Kommersant, dall’inizio dell’anno sono state bloccate oltre 400 VPN, con un incremento significativo rispetto al 2025.

Controllo della rete sempre più stretto

Il rafforzamento delle restrizioni si inserisce in una tendenza iniziata dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, quando il controllo statale su Internet è diventato progressivamente più rigido. I poteri di censura si sono ampliati e le interruzioni della rete si sono moltiplicate. Il progetto indipendente “Online” ha contato migliaia di blackout nei mesi successivi alla metà del 2025, per un totale di decine di migliaia di ore senza connessione che hanno coinvolto milioni di persone. Alla fine dello stesso anno, la Russia risultava il Paese con il maggior numero di interruzioni di Internet a livello globale.

Ipotesi whitelist e pressione sulle piattaforme

Accanto alla versione ufficiale, emergono interpretazioni alternative. Secondo The Guardian e Human Rights Watch, le autorità starebbero sperimentando un sistema basato su una “whitelist”, che consente l’accesso solo a siti e servizi approvati dallo Stato. I blackout nella capitale potrebbero rappresentare un test su larga scala di questo modello.

Nel frattempo continua anche la pressione sulle piattaforme straniere. Telegram ha subito rallentamenti e limitazioni in alcune aree, mentre WhatsApp è stato bloccato per mancato adeguamento alle normative locali. Gli utenti sono stati indirizzati verso alternative sostenute dallo Stato, come MAX. Le accuse sono state respinte dal fondatore di Telegram, Pavel Durov, che ha denunciato tentativi di restringere la libertà di espressione e la tutela della privacy.

Tags: Russia

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