Crisi ETF Bitcoin: Sei Settimane Consecutive di Deflussi e Prospettive Negative per l’Azionario

Cristina Manetti

23 Giugno 2026

Milano, 23 giugno 2026 – I fondi ETF spot su Bitcoin continuano a segnare la sesta settimana di fila con deflussi, una tendenza che sta mettendo in allarme chi opera nel settore. Un settore già sotto pressione a causa di una fase poco brillante dei principali indici azionari mondiali. Gli usciti, iniziati a metà maggio, hanno preso velocità negli ultimi giorni, sollevando dubbi su come i mercati reagiranno se le vendite dovessero proseguire. Intanto il comparto tecnologico statunitense – ma non solo – dà segnali di stanchezza.

Deflussi costanti dagli ETF spot BTC

I dati di CoinShares parlano chiaro: tra la fine di maggio e il 21 giugno, i maggiori ETF spot BTC americani hanno registrato deflussi per oltre 1,2 miliardi di dollari. Un trend costante, anche se i volumi cambiano giorno per giorno. Solo venerdì scorso il fondo Grayscale – GBTC – ha chiuso con un saldo negativo vicino ai 140 milioni di dollari. La settimana prima i deflussi erano meno intensi, ma la direzione è chiara e negativa dal 13 maggio in poi. “Il sentiment si è rotto”, ha commentato un analista di Blockworks Research sentito da alanews.it.

Le ragioni? Sono tante e spesso intrecciate. Da una parte c’è la debolezza del Bitcoin, sceso oltre l’8% dai massimi di inizio giugno e oscillante tra 61mila e 63mila dollari; dall’altra la volatilità che imperversa sui mercati globali. “Abbiamo visto nervosismo anche tra i grandi investitori istituzionali”, conferma Jack Connors, senior manager di Fidelity Investments. Il risultato? Pochi soldi in entrata e molte richieste di rimborso.

Azionario debole e effetto contagio

Nel frattempo, anche i principali listini – da Wall Street a Piazza Affari – stanno attraversando settimane complicate. Il Nasdaq ha perso circa il 4% nell’ultimo mese; l’S&P 500 è stato scosso da prese di profitto su titoli tech come Nvidia e Apple. In Europa la musica non cambia: Dax e CAC40 hanno toccato nuovi minimi mensili. Gli esperti vedono un legame tra queste due tendenze: “Molti usano gli ETF Bitcoin per diversificare. Se l’avversione al rischio cresce sul mercato azionario, si ripercuote anche sulle criptovalute”, spiega Marco Giudici, portfolio manager alla Franklin Templeton.

Dati preliminari forniti da BlackRock mostrano che l’iShares Bitcoin Trust (IBIT) ha visto un calo del volume degli scambi del 18% rispetto alla media degli ultimi due mesi. “Non sorprende che gli afflussi rallentino – aggiunge Giudici – perché quando cala la voglia di rischio, si preferisce tenere liquidità o puntare sull’obbligazionario a breve”.

La posizione degli operatori e le prospettive

Quanto durerà questa fase? È difficile dirlo. Le cause strutturali ci sono: dalla normalizzazione delle politiche monetarie all’incertezza geopolitica che non dà tregua. Diversi operatori incontrati al CryptoSummit2026 a Zurigo venerdì scorso parlano di una strategia “in attesa” adottata dagli investitori istituzionali, almeno finché Fed e Bce non daranno segnali più chiari.

“Si è passati dall’entusiasmo quasi irrazionale dei primi mesi dell’anno a una fase più prudente”, ammette Sophie Delcourt, analista di SocGen AM. Per questo molti preferiscono spostarsi su asset meno volatili o restare liquidi almeno fino a fine estate.

Non mancano però parole rassicuranti da parte dei gestori: “Questi movimenti sono normali – dice Alan Hughes, responsabile ETF Crypto per WisdomTree Europe – dopo afflussi record come quelli visti a febbraio e marzo serve una correzione”.

Volumi e volatilità: cosa osservare nelle prossime settimane

Guardando avanti, il dato più importante sarà il volume giornaliero degli scambi sugli ETF spot BTC. Se continuerà a calare, potrebbe scattare un’ondata di vendite anche sul Bitcoin stesso, alimentando una spirale negativa difficile da fermare. Se invece si stabilizzerà intorno ai livelli attuali, sarà un segnale che il mercato sta consolidando.

Nel frattempo rimane forte la correlazione con le borse americane: quando Nasdaq e S&P 500 perdono terreno rapidamente, i deflussi dai fondi crypto aumentano sensibilmente. Sarà dunque cruciale seguire le reazioni già dalla prossima settimana. Per ora – dicono numeri e umori raccolti tra operatori milanesi e londinesi – prevale la cautela. E resta un fatto chiaro: le criptovalute sono ormai parte integrante della finanza globale, per il bene e per il male.

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