San Paolo, 26 ottobre 2026 – Le previsioni dei bookmaker online su Polymarket puntavano tutte su Flávio Bolsonaro, ma alla fine delle elezioni di domenica è stato Luiz Inácio Lula da Silva a riconquistare il Palazzo del Planalto. Una sorpresa che ha colto di sorpresa analisti e mercati, convinti fino all’ultimo che Bolsonaro avrebbe avuto la meglio tra gli elettori brasiliani.
Polymarket: il termometro che ha sbagliato temperatura
Nelle ore prima del voto, sulla piattaforma di scommesse decentralizzate Polymarket, le quote erano chiare: il candidato conservatore sembrava spacciato vincitore. Verso le 16 locali, circa il 60% delle puntate dava per scontata la vittoria del figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro. “Sembrava fatta,” ha scritto su Telegram un utente con lo pseudonimo ‘CariocaTrader’. Poi, però, nella notte tra domenica e lunedì, con l’alta affluenza a Rio e Recife, i dati parziali hanno iniziato a raccontare un’altra storia.
I mercati hanno invertito rapidamente la rotta. Il real si è rafforzato, e le borse locali hanno aperto in rialzo deciso alle 9:30 di lunedì mattina. Rodrigo Martins, un operatore di mercato, ha confidato al telefono: “Nessuno si aspettava la rimonta di Lula. I numeri dicevano tutt’altro. Qualcuno avrà perso davvero tanto.”
Lula torna e i mercati tirano un sospiro
Contrariamente a quanto prevedevano molti analisti finanziari internazionali – alcuni dei quali si erano espressi sulle pagine del Financial Times proprio pochi giorni fa – la vittoria del leader del PT non ha scatenato panico né fughe di capitali. Secondo le prime stime dell’Istituto Brasiliano di Statistica, nella sola mattina dopo il voto sono entrati circa 400 milioni di dollari nel mercato obbligazionario.
Dal cuore della Borsa di San Paolo, il broker Eduardo Torres commenta: “È curioso dirlo, ma sembra che la gente stia dando fiducia al ritorno di Lula. Forse perché vogliono stabilità.” Molti investitori, soprattutto dall’Europa e dagli Stati Uniti, stanno puntando su un possibile riavvicinamento tra governo e grandi gruppi energetici. Il nodo privatizzazioni resta sul tavolo, ma per ora le piazze finanziarie tirano un respiro di sollievo.
Dove hanno sbagliato i bookmaker e cosa ci dice il voto
Polymarket aveva fissato una linea chiara: il sentimento internazionale scommetteva tutto su Flávio Bolsonaro. Ma le urne brasiliane hanno scritto un copione diverso. L’analista politico Joao Mendes, intervistato da Folha de S.Paulo poco dopo la chiusura delle votazioni, ha ammesso: “Probabilmente abbiamo sottovalutato le periferie, soprattutto in Bahia e nel Nordest. La mobilitazione socialdemocratica è stata davvero forte.”
Il voto decisivo delle donne e dei giovani – secondo i primi dati dell’Istituto Datafolha – ha fatto la differenza in almeno cinque stati chiave. Un risultato difficile da captare con i sondaggi online o le quote digitali: questa volta i mercati predittivi si sono rivelati meno affidabili della buona vecchia urna.
Reazioni dal Brasile e dal mondo
Il presidente uscente Luiz Fux ha commentato subito: “È una prova della solidità della nostra democrazia.” Da Washington a Bruxelles sono arrivate congratulazioni ufficiali già all’alba. Wall Street ha accolto la notizia con un moderato rialzo degli indici legati ai mercati emergenti.
Nel frattempo a San Paolo, poco dopo l’annuncio ufficiale dei risultati, qualche centinaio di sostenitori si è radunato intorno alla Avenida Paulista sventolando bandiere rosse e cantando vecchi inni sindacali. Luiz Carlos Ferreira, pensionato di Itaquera incontrato vicino alla metropolitana Bresser, sorrideva così: “Lula è tornato perché nessuno qui dimentica davvero cosa significa essere povero.”
Uno scenario che cambia passo
La lettura politica è semplice: mentre le piattaforme digitali puntavano tutto su Bolsonaro, il voto reale ha scelto ancora una volta il carisma popolare dell’ex presidente operaio. I mercati lo stanno accettando – questa volta senza scosse –, forse ricordando crisi passate o forse sperando in giorni più tranquilli.
Ora tutti gli occhi sono sulle prime mosse economiche del nuovo governo. Ma almeno per oggi, sia a San Paolo sia a Brasilia regna una calma insolita. Una calma quasi sospetta se vogliamo. Ma stavolta è tutto vero: contro ogni pronostico algoritmico, Lula è davvero tornato.