Roma, 26 ottobre 2026 – Questa mattina Bitcoin si è fermato a 77.800 dollari, mentre tutto il mondo delle criptovalute osserva con attenzione una settimana densa di appuntamenti cruciali: il voto del Congresso americano sul CLARITY Act e la riunione del FOMC della Federal Reserve. Sul mercato regna una prudenza diffusa, con una volatilità ancora contenuta, in attesa di segnali che potrebbero cambiare le carte in tavola sul piano normativo e macroeconomico.
Bitcoin tiene quota 77.800 dollari
Dopo un piccolo sprint nel fine settimana, che aveva portato la criptovaluta a sfiorare i 78.200 dollari nella notte tra venerdì e sabato, questa mattina Bitcoin ha registrato un lieve ritracciamento, tornando ai livelli visti a metà ottobre. I dati di Coinmarketcap, aggiornati alle 9 italiane, mostrano un prezzo oscillante tra 77.700 e 78.000 dollari, con un volume di scambi leggermente inferiore rispetto ai giorni scorsi.
Marco Rossi, analista milanese, parla di “un consolidamento naturale dopo le accelerazioni recenti”. Ma non tutti si sbilanciano: “Ora tutto dipende dalle scelte politiche e monetarie dagli Stati Uniti – commenta Rossi – la volatilità potrebbe scattare all’improvviso”.
Il Congresso USA al voto sul CLARITY Act
Mercoledì 28 ottobre sarà il giorno chiave per il voto sul CLARITY Act alla Camera dei Rappresentanti americana. Il provvedimento punta a mettere ordine nella regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti, stabilendo con chiarezza cosa debba essere considerato security e cosa invece commodity digitale. Un passaggio che potrebbe rivoluzionare le strategie delle grandi piattaforme, dicono gli addetti ai lavori.
La discussione è partita accesa all’alba ora di Washington (le 11 in Italia). La deputata democratica Jennifer Adams ha sottolineato: “Serve una normativa trasparente e prevedibile”. Le associazioni di settore, come la Digital Assets Association, hanno spedito una lettera aperta al presidente della Camera chiedendo regole semplici e chiare, pubblicando il testo anche su X.
Se il provvedimento passerà con un ampio consenso, fonti come CoinDesk prevedono movimenti significativi anche su altre criptovalute importanti: Ethereum, fermo intorno ai 4.080 dollari, e Solana, che ha superato nuovamente i 150 dollari dopo la correzione della scorsa settimana.
FOMC: attesa per la decisione sui tassi
L’altro appuntamento cruciale è la riunione del FOMC della Federal Reserve, prevista per giovedì 29 ottobre. Gli operatori, secondo gli ultimi dati Bloomberg, puntano su un mantenimento dei tassi tra il 5,25% e il 5,5%, ma l’incertezza resta alta.
Paolo Messina, docente di economia alla Sapienza di Roma, mette in guardia: “Un cambio inatteso nella politica monetaria potrebbe far saltare i mercati tradizionali ma anche quelli crypto”. Messina aggiunge che “molti investitori vedono in Bitcoin un rifugio quando le cose si fanno difficili; tuttavia una stretta sui tassi rafforzerebbe il dollaro rendendo meno appetibili gli asset alternativi”.
Nel frattempo i mercati dei derivati su Bitcoin rimangono stabili: open interest saldo e tassi di funding appena sopra lo zero. Tutti aspettano ora le parole chiare del presidente Fed Jerome Powell dopo la conferenza stampa post riunione.
Investitori cauti in attesa
Nel frattempo il clima tra chi opera nel settore resta prudente. Nei canali Telegram dedicati alle criptovalute come “CryptoItalia” o nei forum su Reddit si leggono commenti che oscillano tra speranze e timori: “Non è il momento per mosse azzardate”, scrive un utente romano alle 8:43; mentre da Bergamo qualcuno azzarda “Se passa il CLARITY Act ci aspetta un boom”.
I numeri parlano chiaro: secondo Glassnode gli indirizzi attivi su Bitcoin si mantengono stabili poco sopra i 950.000 nelle ultime 48 ore, senza particolari fughe o ingressi anomali.
Settimana decisiva per le crypto
Gli occhi restano puntati sulle prossime ore: mercoledì e giovedì potrebbero arrivare scosse che non si vedevano da tempo nei mercati delle criptovalute. Per ora Bitcoin resta quasi sospeso poco sotto i 78.000 dollari; tutti aspettano le decisioni americane nelle aule del Congresso e nella sala stampa della Fed per capire se questa sarà davvero una settimana spartiacque per l’universo digitale o solo un altro giro di attesa senza svolte vere.