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Home DeFi

Bitcoin verso i 70.000$: perché il vero boom dipende dalle decisioni della Fed

Cristina Manetti by Cristina Manetti
24 Agosto 2026
in DeFi

Roma, 24 agosto 2026 – La politica monetaria della Federal Reserve sotto la guida di Kevin Warsh sta rimescolando le carte sui mercati internazionali, con gli occhi puntati soprattutto sulla reazione delle criptovalute, primo fra tutti il Bitcoin (BTC). Tra Washington e Wall Street, si moltiplicano le domande: chi comanda davvero il destino degli asset digitali? E che ruolo avrà la Fed nei mesi che verranno?

Kevin Warsh cambia passo alla Federal Reserve

Da quando ha preso le redini a marzo, Warsh ha segnato una netta differenza rispetto ai suoi predecessori. Addio alle conferenze stampa fissate con largo anticipo, pochi indizi per i giornalisti e soprattutto una strategia che fa girare la testa anche ai grandi operatori finanziari. “Non è detto che il futuro debba somigliare sempre al passato”, ha detto qualche giorno fa, in un incontro riservato con analisti di Bloomberg Economics.

In questo contesto, l’imprevedibilità non è un capriccio. Fonti di mercato sentite da alanews.it raccontano che la nuova linea della Fed ha già fatto tremare i portafogli dei principali investitori. Non si tratta solo dell’inflazione americana – salita al 2,8% su base annua a luglio – ma della sensazione che la banca centrale stia uscendo dagli schemi abituali.

Bitcoin e Fed: un legame ancora saldo

Nel frattempo, il valore di Bitcoin continua a oscillare in base alle mosse della Fed. Dopo il crollo dello scorso maggio, scatenato da un rialzo a sorpresa dei tassi, la criptovaluta si è assestata tra i 37.000 e i 38.500 dollari, ben lontana dai picchi del 2025. Gli esperti di JP Morgan e Nomura, nelle ultime note agli investitori, sottolineano che “finché la Federal Reserve terrà questa linea attendista, i mercati crypto resteranno sotto pressione”.

Il quadro macroeconomico non aiuta: la crescita americana ha rallentato all’1,3% su base annua e il tasso di disoccupazione resta intorno al 4,4%. Warsh – giudicato più prudente del previsto – ha scelto di non fare passi falsi. “La priorità è tenere tutto sotto controllo”, avrebbe confidato ai suoi collaboratori. Per i trader però significa dover procedere senza punti fermi.

Volatilità in aumento: come reagiscono gli operatori

La svolta decisa dal presidente della Fed – meno parole e decisioni meno prevedibili – si traduce in più volatilità per le criptovalute. Negli ultimi quindici giorni i volumi sulle piattaforme di trading sono cresciuti del 13%, secondo i dati di CoinMarketCap, segno evidente di un clima incerto.

Per Marco Gentile, gestore del fondo New FinTech Strategies: “I mercati stanno imparando a convivere con l’opacità decisionale della banca centrale. Siamo a un punto di svolta”. Mentre alcuni investitori cercano rifugio in asset più tradizionali come oro e titoli di stato USA, altri vedono proprio in questa fase una buona opportunità per entrare a prezzi più bassi.

Fed e criptovalute: un legame difficile da spezzare

La questione chiave resta questa: il futuro del Bitcoin dipende ancora troppo dalle scelte monetarie americane, anche se molti sostenitori delle valute digitali preferirebbero negarlo. Il decoupling tanto sperato dai puristi è ancora lontano. A dirlo è anche un report recente di Chainalysis: “Finché le banche centrali delle economie principali non metteranno regole chiare e stabili, la correlazione tra politica monetaria e criptovalute rimarrà forte”.

Nelle chat delle community crypto su Discord e Telegram il dibattito si fa acceso. Molti si chiedono se questa crisi non sia semplicemente una selezione naturale: sopravviveranno solo le criptovalute con fondamentali solidi e vera utilità? Un utente americano noto come “CryptoDan1987” ha scritto ieri sera: “Ormai dobbiamo guardare prima cosa fa Warsh e poi tutto il resto”.

Il futuro vicino: attese strette attorno alla Fed

Tra pochi giorni arriveranno i verbali dell’ultimo meeting del FOMC (Federal Open Market Committee). Gli operatori li seguiranno parola per parola: qualsiasi segnale su possibili tagli o rialzi potrebbe ribaltare rapidamente il mercato digitale.

Per ora però la sensazione è questa: in una fase segnata da comunicazioni rarefatte e strategie poco chiare, il mondo delle criptovalute resta appeso alle mosse della Federal Reserve più che a qualsiasi rivoluzione tecnologica. Solo allora capiremo se Bitcoin potrà davvero fare a meno di Wall Street e Washington.

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