Bitcoin supera gli 80.000 dollari: short squeeze da oltre 230 milioni scuote il mercato

Cristina Manetti

19 Settembre 2026

Milano, 19 settembre 2026 – Bitcoin torna a far parlare di sé, e lo fa con un colpo deciso: nella notte tra martedì e mercoledì la criptovaluta più famosa ha superato quota 50.000 dollari, sorprendendo sia i professionisti del settore che gli investitori al dettaglio. Tutto questo mentre a Washington si discuteva – senza grandi scosse – di politica monetaria e il Congresso Usa arrancava nelle trattative. Intanto, chi aveva puntato contro il Bitcoin ha visto le proprie posizioni “short” spazzate via dal rally improvviso.

Bitcoin oltre i 50.000 dollari: un balzo che ha preso alla sprovvista anche la Fed

Gli analisti questa mattina parlavano di un “movimento fuori dal normale” sia per tempi che per intensità. Il prezzo del Bitcoin, spinto da volumi che sono schizzati all’improvviso attorno alle 23:00 ora italiana, ha prima superato quota 48.000 e poi è volato oltre i 50.000 dollari – un livello che non si vedeva da giugno scorso. Secondo i dati di CoinMarketCap, il volume degli scambi è salito del 18% in meno di quattro ore, mentre le liquidazioni di posizioni corte hanno superato i 160 milioni di dollari in tutto il mondo.

“Sono movimenti già visti in passato, ma l’accelerazione di stanotte è stata davvero forte”, racconta a alanews.it Lorenzo Tagliaferri, analista della società BitReevo. Per lui “questa volta il mercato ha fatto finta di non sentire le indicazioni della Federal Reserve, concentrandosi su dinamiche interne al mondo crypto”. Infatti, la Fed ha lasciato i tassi fermi come previsto, ma le criptovalute hanno reagito in modo completamente diverso rispetto ai mercati azionari statunitensi.

Gli short travolti dal rischio-rally

Tra gli operatori, la notte è stata una corsa a chiudere le posizioni corte. In poche ore, secondo la piattaforma Coinglass, sono stati liquidati oltre 160 milioni di dollari in scommesse ribassiste solo sul Bitcoin, con effetti a catena anche su altre valute come Ethereum e Solana. Un trader della community Telegram “CryptoLab Italia” ha commentato così: “Siamo finiti improvvisamente dalla parte sbagliata del mercato. Chi era short non aveva stop-loss stretti e molti hanno chiuso con perdite importanti”.

Dietro questo slancio verso l’alto, secondo alcuni esperti ci sono anche i timori legati allo stallo politico negli Stati Uniti e all’incertezza sulla solidità delle banche regionali dopo gli alert lanciati da Moody’s la scorsa settimana. Ma la vera scintilla sembra arrivata da fattori tecnici nel mercato crypto, con grandi portafogli che hanno iniziato a comprare massicciamente intorno alle 22:30 di ieri.

Congresso Usa bloccato, mercati tradizionali in stand-by

Mentre il Bitcoin raggiungeva nuovi picchi trimestrali, Washington restava ferma. Il Congresso americano si è riunito martedì per discutere sul bilancio senza però fare passi avanti concreti; il rischio “shutdown” federale resta sempre lì sullo sfondo. Anche la riunione della Federal Reserve, terminata poco dopo le 20:00 ora italiana, non ha riservato sorprese: tassi fermi e un comunicato prudente.

I mercati tradizionali invece sono rimasti cauti. L’indice S&P500 ha chiuso praticamente invariato (-0,1%), con pochi volumi e nessun movimento significativo nel settore bancario. Nel frattempo però nelle criptovalute si è scatenata una raffica di acquisti mai vista da settimane. “Ormai Bitcoin corre per conto suo – confida un gestore milanese che preferisce non essere citato – Sembra ignorare del tutto i grandi temi macroeconomici e muoversi secondo regole tutte sue”.

Volatilità dietro l’angolo: cosa potrebbe succedere ora

Il ritorno sopra quota 50.000 dollari riporta sotto i riflettori una criptovaluta che negli ultimi mesi era stata piuttosto tranquilla nei movimenti. Molti osservatori però pensano che la volatilità possa tornare forte nei giorni a venire. “C’è molta liquidità pronta a entrare nel settore”, avverte ancora Tagliaferri, “ma bisogna stare attenti a possibili correzioni improvvise”. Gli operatori restano divisi tra ottimisti e cauti.

Per chi investe al dettaglio il rischio rimane quello di sbalzi improvvisi e difficili da prevedere – lo dimostrano bene le liquidazioni lampo della notte scorsa. I dati dai principali exchange mostrano un aumento dell’open interest sui derivati Bitcoin: vuol dire che c’è chi punta ancora su rialzi futuri ma anche che la tensione è alta.

In sintesi: Bitcoin torna a comandare la scena delle criptovalute proprio mentre la finanza tradizionale resta a guardare dalla finestra. Se sarà solo un fuoco di paglia o l’inizio di una nuova corsa lo sapremo forse già nelle prossime sedute. Nel frattempo gli occhi degli operatori restano fissi sui grafici – senza mai perdere di vista Washington e la Fed, anche quando sembrano lontani dai riflettori principali.

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