Scoperto un Tesoro nel Garage: 2TB di RAM Server Valore 12.000 Dollari Dimenticati per Anni

Salvatore Broggi

18 Settembre 2026

Sydney, 18 settembre 2026 – Un uomo di Brisbane, impiegato nel settore IT, ha fatto una scoperta inattesa: nei giorni scorsi ha trovato dei moduli di RAM server usata dal valore stimato di circa 12.000 dollari australiani dentro un vecchio server aziendale abbandonato da anni nel garage di casa. A raccontare l’episodio è stato lui stesso durante una trasmissione radio locale. È stato un colpo di fortuna: stava semplicemente facendo ordine tra scaffali impolverati in vista di lavori in casa, quando si è imbattuto in quel pesante chassis metallico dimenticato da tempo.

RAM server usata, una scoperta fortuita nel garage

L’australiano, che ha preferito mantenere l’anonimato, spiega che il server era stato dismesso dalla sua azienda nel 2018. “Me lo hanno portato a casa per liberare spazio negli uffici. Pensavo potesse servire a qualcosa, invece è finito nascosto nel garage”, ha raccontato in un’intervista alla ABC Radio Brisbane. Per quasi otto anni nessuno aveva più toccato quel macchinario. Dentro c’erano sedici moduli di memoria RAM ECC, componenti pensati esclusivamente per server professionali, alloggiati ordinatamente negli slot.

All’inizio l’idea era di buttar tutto nella raccolta dei rifiuti elettronici. Ma poi, spinto dalla curiosità, ha cercato online i codici identificativi sui moduli. In pochi minuti è arrivata la sorpresa: “Ho visto che un singolo modulo si vende anche a 800 dollari australiani. Ho fatto due conti veloci… non ci volevo credere”.

Mercato secondario della RAM: numeri e tendenze

Negli ultimi anni il mercato della RAM server usata ha avuto una crescita a sorpresa, favorita dalla crisi dei semiconduttori e dall’aumento della domanda da parte di aziende e privati. Moduli come quelli trovati nel server australiano – memoria DDR4 ECC, diffusa nei datacenter fino al 2021 – sono ancora molto richiesti sia da piccole imprese che da appassionati di home server. Mark Tan, analista sentito dal portale TechAU, conferma: “Il valore della RAM sul mercato dell’usato può restare alto a lungo, soprattutto se si tratta di componenti compatibili con macchine enterprise”. Su eBay Australia i prezzi partono da circa 500 dollari per pezzo e possono superare il migliaio per kit ormai fuori produzione.

Il protagonista della storia racconta di aver già ricevuto offerte tramite forum specializzati. “Mi hanno scritto dall’India e dalla Malesia – dice – c’è sempre richiesta per hardware affidabile, anche se non freschissimo”. Però avverte: “Bisogna fare attenzione perché alcune componenti potrebbero avere restrizioni all’export o richiedere certificazioni specifiche per la vendita internazionale”.

Cosa fare con il vecchio hardware aziendale

La vicenda riporta in primo piano un tema spesso ignorato: la gestione corretta dei materiali informatici dismessi. In Australia come in Europa esistono regole precise per lo smaltimento dei dispositivi elettronici. “La memoria può contenere dati sensibili – spiega Janet Firth dell’associazione Information Security Down Under – prima di vendere bisogna assicurarsi che sia stata cancellata in modo certificato o distrutta fisicamente”.

Secondo le linee guida del governo federale australiano, i componenti recuperati dai server aziendali possono essere venduti solo dopo controlli accurati sulle condizioni e sul contenuto. Nel caso del server trovato a Brisbane, il proprietario dice di aver già fatto tutte le verifiche necessarie: “Non c’erano dati memorizzati su questi moduli, solo hardware puro”.

La storia ha incuriosito gli ascoltatori e animato i social locali: tanti hanno condiviso esperienze simili con veri e propri tesori tecnologici nascosti tra cantine e depositi. Adrian Law, tecnico informatico del Queensland, conferma: “Non è raro imbattersi in vecchie workstation o NAS pieni di memoria ancora perfettamente funzionante”. E scherza: “A volte ci si trova seduti su una vera miniera d’oro senza saperlo”.

Un mercato in evoluzione fra nostalgia e sostenibilità

Questa vicenda riflette un fenomeno più ampio: il recupero e il riciclo dell’hardware IT in tempi segnati dall’aumento dei rifiuti tecnologici. Secondo la Global E-Waste Statistics Partnership, ogni anno in Australia si producono circa 554 mila tonnellate di rifiuti elettronici; però solo una piccola parte viene effettivamente riciclata o rimessa sul mercato.

Eppure la domanda resta viva — lo dimostra questa storia — sia da parte delle aziende sia dei privati. “Recuperare hardware non è solo questione di soldi”, osserva Law, “serve anche a ridurre l’impatto ambientale e a dare nuova vita a componenti ancora validi”.

Nel frattempo a Brisbane quel vecchio server polveroso è tornato sotto i riflettori suo malgrado. L’ex impiegato IT sta pensando se vendere i moduli online o magari regalarli a qualche progetto locale dedicato all’insegnamento informatico. “Magari serviranno a qualcuno per studiare o lavorare meglio”, riflette davanti ai microfoni — mentre il valore di quella memoria continua a crescere giorno dopo giorno, non solo in termini economici ma anche affettivi.

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