Tempesta solare estrema minaccia blackout USA e danni da 1,8 miliardi al giorno: cosa sapere

Salvatore Broggi

18 Settembre 2026

Washington, 18 settembre 2026 – Una tempesta solare estrema potrebbe lasciare al buio milioni di americani, causando perdite economiche di circa 1,8 miliardi di dollari al giorno. L’allarme arriva da un gruppo di ricercatori dell’Università del Colorado, che ha appena pubblicato uno studio su “Space Weather” analizzando cosa potrebbe succedere se un evento geomagnetico intenso colpisse la rete elettrica nei prossimi anni. La professoressa Ellen Lawrence, a capo del team, non ha dubbi: “I rischi per le infrastrutture energetiche sono concreti e spesso sottovalutati”.

Gli scenari descritti nello studio

Le simulazioni, basate su dati solidi, immaginano una tempesta solare simile all’evento di Carrington del 1859, ma che colpisce la rete elettrica odierna. Secondo gli esperti, il blackout potrebbe coinvolgere tra i 10 e i 40 milioni di persone, a seconda della forza e della durata dell’evento. Le zone più a rischio? Quelle servite da linee dell’alta tensione datate e infrastrutture meno aggiornate, soprattutto nel nord-est e nel Midwest degli Stati Uniti.

Il team ha ricostruito una serie di conseguenze a catena: dai blackout nelle comunicazioni ai disagi nei trasporti pubblici fino alle emergenze negli ospedali. Non solo: l’impatto sui mercati finanziari sarebbe immediato. “Pensate a una mattina qualunque a New York,” suggerisce Lawrence. “La metropolitana ferma, i telefoni muti, le luci spente in milioni di case. Tutto dipenderebbe dalla rapidità con cui gli operatori riusciranno a isolare i guasti e ripristinare la corrente”.

Cosa causa una tempesta solare

Ma cos’è davvero una tempesta solare? La NASA spiega che si tratta di un’esplosione improvvisa dal Sole che lancia particelle cariche – plasma, protoni ed elettroni – a velocità fino a 2.000 km al secondo. Quando arrivano sulla Terra, possono scatenare disturbi geomagnetici capaci di sovraccaricare i trasformatori elettrici e mandare in tilt intere porzioni di rete. Non è teoria: nel marzo del 1989 un blackout simile lasciò al buio per ore sei milioni di persone in Québec.

L’attività del Sole segue cicli di circa undici anni. Secondo la NASA e il NOAA, il picco dell’attuale massimo solare è previsto tra il 2024 e il 2026, aumentando così la probabilità di tempeste più forti.

Impatti economici e sociali

Lo studio del Colorado stima danni materiali e produttivi attorno agli 1,8 miliardi al giorno se un blackout prolungato dovesse colpire il paese. Parliamo di fabbriche ferme, cibo che va a male e attività finanziarie bloccate. “Per un evento durato una settimana il conto salirebbe a decine di miliardi,” avverte Lawrence.

Le grandi compagnie elettriche sentite da Alanews confermano che “il rischio è reale ma i sistemi protettivi sono migliorati”. Resta però qualche preoccupazione: alcune centrali non hanno ancora adottato tutte le tecnologie necessarie per difendersi dalle correnti geomagnetiche.

Sul fronte sociale c’è timore per la tenuta dei servizi essenziali: ospedali senza energia sufficiente in riserva, pompe d’acqua ferme, internet che va a singhiozzo. La protezione civile americana ha diffuso ieri una nota in cui invita le famiglie a prepararsi con scorte minime e piani d’emergenza per almeno 48 ore in caso di blackout esteso.

Rischi sottovalutati, strategie future

“La vera sfida ora è prevenire,” spiega Tom Weiss del NOAA. “Abbiamo migliorato molto nel prevedere le eruzioni solari ma dobbiamo rendere più resistente la rete elettrica.” Il governo federale ha appena lanciato esercitazioni per testare come reagiscono le città più esposte.

Secondo gli esperti basterebbe poco – aggiornamenti software sui sistemi di controllo o sostituzione dei trasformatori più vecchi – per abbassare drasticamente la vulnerabilità alle tempeste solari estreme. “Non è fantascienza: la probabilità c’è ed è seria,” chiude Lawrence. Per ora non ci sono allerte immediate ma tutti invitano a non abbassare mai la guardia.

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