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Home DeFi

Bitcoin stabile a 64.000$: inflazione e debutto di Kevin Warsh frenano la criptovaluta

Cristina Manetti by Cristina Manetti
23 Giugno 2026
in DeFi

New York, 23 giugno 2026 – Kevin Warsh ha preso ufficialmente il comando della Federal Reserve lunedì mattina, ma il suo debutto non ha certo rassicurato i mercati delle criptovalute. Bitcoin, la regina delle valute digitali, ha continuato a muoversi intorno ai 60.000 dollari, lasciando analisti e investitori a chiedersi se questo livello possa diventare davvero un nuovo “pavimento” dopo settimane di alta volatilità.

Bitcoin cerca stabilità sotto la nuova guida Warsh

Mentre il mondo finanziario era incollato alle prime parole di Warsh da presidente della Fed – un evento seguito in diretta da Bloomberg e media specializzati dalle 14:30 ora di New York – Bitcoin non è riuscito a scrollarsi di dosso la pressione, perdendo quasi il 2% in 24 ore. Alle 16:00 su Binance il cambio BTC/USD segnava 60.220, con scambi leggermente più attivi rispetto ai giorni precedenti.

Warsh, già consigliere economico alla Casa Bianca sotto Bush e membro del board Fed tra il 2006 e il 2011, era visto da molti come portatore di una politica più morbida su tassi e liquidità. Invece, le sue prime parole sono state all’insegna della prudenza: “Serve stabilità nei prezzi e attenzione all’inflazione”, ha detto rispondendo alle domande al Federal Reserve Building di Washington DC. Un messaggio che ha subito spento un po’ l’entusiasmo tra gli operatori cripto, come conferma Anthony Sica, portfolio manager di Safeguard Investments: “Il mercato sperava in segnali chiari su tassi o liquidità, ma Warsh per ora resta sul vago”.

I riflettori puntati sui 60.000 dollari

Nelle settimane scorse, dopo la correzione che ha portato Bitcoin dai picchi di marzo – sopra i 74.000 dollari – agli attuali livelli, la moneta digitale ha mostrato una buona tenuta. Ecco perché la soglia dei 60.000 è diventata cruciale: non solo un numero psicologico ma anche un supporto tecnico importante, sottolinea l’analista Marcus Chen di Bitwise: “Sembra che il mercato si sia stabilizzato tra 59.500 e 60.500 dollari, ma qualsiasi parola della Fed può spostare gli equilibri”.

I dati sulle posizioni aperte raccontano la stessa storia: Glassnode segnala un aumento dei volumi di opzioni e futures intorno ai 60mila nelle ultime 24 ore, segno che i grandi investitori stanno cercando di proteggersi o puntano a un rimbalzo veloce. Nel frattempo, sui social come Reddit e Telegram i trader si chiedono: “È questo il nuovo pavimento?”, come emerge dai commenti più votati domenica sera.

Inflazione alta e liquidità ristretta: la doppia incognita

Il vero nodo resta la politica monetaria americana. Con un’inflazione ancora sopra il 3%, la nuova Fed guidata da Warsh potrebbe mantenere i tassi alti più a lungo del previsto, mettendo sotto pressione anche asset alternativi come Bitcoin. “Al momento mancano le spinte dagli investitori istituzionali viste lo scorso inverno”, spiega Melania Russo, strategist di CryptoLab. “Se la Fed non accenna a nuovi tagli entro settembre, sarà difficile vedere nuovi rialzi”.

Sul fronte macroeconomico, l’appuntamento chiave sarà venerdì 28 giugno con i dati su salari e occupazione: secondo JP Morgan solo una decisa frenata del mercato del lavoro potrebbe spingere la Fed verso un cambio di rotta più accomodante.

Le altre criptovalute soffrono insieme a Bitcoin

Non solo Bitcoin fa fatica. Ethereum è scesa sotto i 3.300 dollari nel pomeriggio; Solana, XRP e Cardano hanno perso tra l’1 e il 3%. Nel breve periodo il sentiment resta prudente: “Il mercato sembra in attesa”, ammette Marco Palumbo di Blockchain Italia. “La nuova leadership Fed genera più dubbi che entusiasmo”.

Le chat Telegram degli operatori sono divise: c’è chi teme nuovi cali e chi vede invece opportunità d’acquisto in questa fase di stallo. “Fino a quando non avremo chiarezza su inflazione e tagli ai tassi – riassume uno dei moderatori del gruppo ‘Bitcoin Italia’ – resteremo fermi qui”.

Per ora quindi Bitcoin si aggrappa ai suoi 60.000 dollari, con tutti gli occhi puntati su Washington e sulle prossime mosse di Kevin Warsh. Pare chiaro che solo nuove indicazioni dalla Fed potranno rompere questo fragile equilibrio.

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