Bitcoin sopra i 65.000$: la reazione al primo FOMC con Kevin Warsh presidente

Cristina Manetti

23 Giugno 2026

New York, 23 giugno 2026 – Il Bitcoin resiste sopra i 65mila dollari, mentre a Washington si apre il primo Federal Open Market Committee (FOMC) con a capo il nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh. È un appuntamento che tutti aspettavano da settimane, con gli operatori che seguono ogni minimo segnale dagli Stati Uniti, soprattutto dopo i forti scossoni subiti dai mercati digitali nell’ultimo semestre.

La prima riunione Fed targata Warsh

L’incontro di oggi – iniziato alle 14.30 ora locale nella storica sede della Fed, tra le grandi vetrate che si affacciano su Constitution Avenue – è il battesimo di Warsh al comando della banca centrale americana. Gli occhi sono puntati non solo sulle possibili mosse sui tassi, ma anche sul modo in cui Warsh intende approcciare l’innovazione finanziaria. Stamattina i mercati hanno viaggiato con prudenza: Bitcoin, pur oscillando tra i 65.300 e i 65.800 dollari, ha mantenuto una certa stabilità, soprattutto rispetto ai ribassi visti all’inizio di giugno.

Gli analisti, come James Friel di Goldman Sachs e Sheila Patel di Coinmetrics, hanno sottolineato come il mercato stia “tirando il fiato” in attesa delle decisioni della Fed: “Warsh eredita una situazione complicata, dove trovare un equilibrio tra inflazione e innovazione è più delicato che mai”, ha commentato Patel da New York.

Investitori in attesa e mercato in stand-by

In questo momento, dicono diversi gestori, il mercato delle criptovalute sembra voler evitare brusche frenate. Non solo Bitcoin: anche Ethereum e Solana si tengono su valori simili a quelli della scorsa settimana, come se l’intero comparto stesse aspettando indicazioni chiare prima di cambiare passo.

La ragione di questa prudenza sta nel “percorso stretto” che Warsh ha annunciato fin dal suo insediamento. “Ha promesso trasparenza ma meno flessibilità rispetto al passato”, ricorda Friel. Molti investitori sperano inoltre in qualche segnale sulla regolamentazione delle cripto, un tema che negli Stati Uniti è diventato centrale dopo il boom del 2024 e la correzione di fine 2025.

Cripto in stand-by in un contesto incerto

I dati forniti da Coinmarketcap mostrano una volatilità contenuta: stamattina in Europa i volumi di scambio su Bitcoin sono calati del 12% rispetto alla media mensile. Eppure, come spiega Marco Bellini, trader romano contattato da alanews.it alle 10.45, “molti stanno semplicemente aspettando: l’ultima parola spetterà a Powell e Warsh”.

L’atmosfera resta comunque tesa. Dopo l’aumento dell’inflazione Usa (3,7% su base annua) annunciato a inizio giugno, molti temevano nuove pressioni sulle criptovalute. Ma negli ultimi giorni diversi report hanno evidenziato un rallentamento nei deflussi dai principali fondi Bitcoin quotati a Wall Street – tra cui Grayscale e Blackrock – segno che almeno una parte del mercato istituzionale preferisce muoversi con cautela.

Tassi d’interesse e digital dollar: cosa ci aspetta?

L’esordio di Warsh è visto dagli addetti ai lavori come un momento chiave non solo per la politica sui tassi ma anche per capire cosa succederà al cosiddetto digital dollar. Un tema rimasto sospeso dalla gestione Powell e ora al centro della ricerca di un equilibrio tra innovazione e stabilità.

Nel primo pomeriggio sono attesi gli interventi dei membri del FOMC: “Ogni parola sarà scrutata con attenzione”, confida un analista di JP Morgan che preferisce restare anonimo, “perché l’ultima correzione di Bitcoin ha dimostrato quanto poco basta per cambiare l’umore degli investitori”.

Per ora non si prevedono decisioni shock. Ma basta una parola sbagliata per far scattare reazioni immediate: tutti ricordano la primavera del 2022 quando una frase imprevista di Powell fece crollare il prezzo del Bitcoin in poche ore.

Milano osserva da vicino

A Milano – nella sede storica delle società di gestione in via Meravigli 9 – la situazione viene osservata con una calma che sembra quasi apparente. “Nessuno si muove forte né in acquisto né in vendita prima delle 20 italiane”, racconta uno dei responsabili di una grande SIM mentre sorseggia un caffè durante la pausa pranzo.

Tra i piccoli risparmiatori invece prevalgono prudenza e qualche punto di disillusione. Negli ultimi due giorni sono aumentate le richieste di chiarimenti negli sportelli delle banche digitali italiane. “C’è chi teme bruschi cali e chi invece spera ancora in un rimbalzo verso quota 70mila”, dice Marco Esposito, consulente finanziario attivo tra Roma e Napoli.

Per ora – ed è questo il dato più significativo – il prezzo del Bitcoin resta sopra i 65mila dollari, in attesa che da Washington arrivi quel segnale capace di indirizzare davvero il mercato.

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