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Home DeFi

Bitcoin scende sotto i 60k: volumi in aumento ma segni di capitolazione per il mercato crypto?

Cristina Manetti by Cristina Manetti
29 Giugno 2026
in DeFi

Milano, 29 giugno 2026 – Nonostante un aumento consistente dei volumi di scambio su Bitcoin negli ultimi giorni, il prezzo di BTC resta fermo, lasciando sorpresi investitori e analisti che seguono il mercato con attenzione. Siamo a fine giugno, un periodo in cui tradizionalmente le criptovalute mostrano una volatilità più alta. Eppure, il valore del principale asset digitale si mantiene stabile, senza quei balzi che – almeno fino a poco tempo fa – molti si aspettavano.

Volumi alle stelle ma prezzo che non si muove

I numeri forniti da CoinMarketCap e CryptoCompare confermano un incremento netto nelle transazioni: nelle ultime 48 ore si sono superati i 42 miliardi di dollari in scambi giornalieri. Eppure, il prezzo di Bitcoin resta intorno ai 61.300 dollari (dato aggiornato alle 11 di stamattina), senza variazioni degne di nota rispetto alla settimana scorsa. Un’immobilità che lascia spiazzati quanti avevano puntato su una reazione del mercato dopo le recenti indiscrezioni sui possibili tagli dei tassi negli Stati Uniti.

Marco Sbardella, analista indipendente sentito da alanews.it, spiega: “L’aumento dei volumi, in questo momento, non significa un ritorno massiccio della domanda reale. La liquidità è ancora alta nei book degli ordini, ma non si vedono spinte rialziste vere”. Per Sbardella la questione è soprattutto di sentiment: gli operatori restano prudenti e aspettano segnali chiari dai dati macro prima di tornare a comprare con decisione.

Investitori fermi in attesa

Guardando più da vicino i dati sugli scambi emerge un aspetto interessante: le piattaforme spot come Binance e Coinbase mostrano volumi solidi, ma gran parte degli scambi arriva dal trading algoritmico e dagli hedge fund. Il pubblico retail, invece, è quasi fermo: una fetta che ha frenato dopo i cali di aprile e maggio.

Un operatore di una società di gestione patrimoniale tra le più importanti spiega: “La vera domanda tornerà solo se Bitcoin rompe la soglia dei 63mila dollari. Fino ad allora assisteremo solo a oscillazioni tecniche e movimenti interni agli exchange”. Insomma, l’aumento dei volumi non sta ancora segnando una vera svolta. Manca sia l’entusiasmo degli acquisti da parte del grande pubblico sia quei segnali dai big istituzionali che possono fare la differenza.

Il quadro macro e le attese sul dollaro

Non va dimenticato che tutto resta influenzato da fattori esterni. La Federal Reserve ha deciso di mantenere i tassi invariati anche a giugno; una scelta che ha smorzato le aspettative su una ripresa veloce per il mercato cripto. A questo si aggiunge la forza del dollaro: il cambio con l’euro resta alto (1,065 secondo Bloomberg), segno di nervosismo sui mercati valutari.

“Bitcoin continua a comportarsi come un asset rischioso”, sottolinea Carlo Benini, professore all’Università Bocconi. “Quando l’incertezza globale è alta, gli operatori preferiscono restare liquidi piuttosto che esporsi a strumenti volatili”. Per Benini il vero banco di prova arriverà solo con una svolta nei dati sull’inflazione Usa o dopo indicazioni più chiare dalla Banca centrale europea sulla politica monetaria.

Previsioni: prudenza prima di tutto

Al momento la situazione sembra congelata. L’assenza di segnali tecnici chiari lascia poco spazio alle scommesse; molti trader hanno chiuso le posizioni più aggressive e puntano su strategie a breve termine. Nel frattempo cresce l’attenzione sul supporto a 60mila dollari; una barriera psicologica fondamentale per capire dove potrebbe andare il prezzo.

In definitiva, l’ultimo aumento dei volumi su Bitcoin non basta a far partire un nuovo rally della domanda. Le prospettive restano caute, con grandi investitori e piccoli risparmiatori ancora fermi ai margini. Solo uno shock – economico o regolamentare – potrebbe cambiare le carte in tavola nelle prossime settimane. Per ora i dati dicono una cosa sola: l’attesa continua.

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