Bitcoin ed Ethereum resistono: Strategy e Bitmine rafforzano le loro treasury chiave

Cristina Manetti

23 Giugno 2026

Milano, 23 giugno 2026 – Strategy, uno dei fondi italiani più attivi nel mondo delle criptovalute, ha continuato a comprare bitcoin nelle ultime settimane, scegliendo di andare avanti a testa bassa nonostante il clima di sfiducia che grava su STRC, il token simbolo del progetto. Nel frattempo, Bitmine – un altro protagonista fintech del settore – ha deciso di aumentare la sua esposizione su ethereum, disegnando così una netta differenza di approccio tra i due player. Sullo sfondo, la volatilità che ha agitato le ultime sedute dell’intero comparto digitale resta altissima.

BTC: Strategy non molla la presa

Questa mattina alle 8.45, nella sede milanese di via Meravigli, il team di Strategy ha confermato in una nota alla stampa di aver “effettuato nuovi acquisti di BTC”, portando il totale a quota 12.400 bitcoin (dati verificati su blockchain da Arkham Intelligence). “Siamo convinti del potenziale a lungo termine della rete”, ha spiegato con chiarezza Enrico Valli, portfolio manager del fondo. Una posizione tutt’altro che scontata, soprattutto se si guarda all’impatto negativo che la pressione sul token STRC sta avendo sui mercati.

Gli ultimi dati pubblici raccontano che in due settimane la quotazione di STRC ha perso il 7,2%, scendendo ieri notte fino a 0,74 dollari su Binance. Un calo che alcuni analisti – come Davide Paroli di CryptoData – collegano alla generale debolezza degli altcoin, mentre altri puntano il dito sull’aumento dei prelievi dal protocollo e su alcune voci non confermate riguardo difficoltà nel settore DeFi associato. Ma Strategy sembra fregarsene della volatilità: “La nostra strategia di accumulo su BTC va avanti come previsto – ha detto Valli – e ci aspettiamo un nuovo ciclo rialzista nella seconda metà dell’anno”.

Bitmine punta tutto su ETH

Dall’altra parte della barricata, Bitmine sotto la guida di Giulia Torresi ha scelto una strada diversa, rafforzando in modo deciso la sua posizione in ethereum. I dati raccolti ieri alle 11.10 mostrano che Bitmine ha spostato altri 21.000 ETH verso cold wallet, superando così una disponibilità complessiva superiore a 142.000 ethereum. “Su ETH vediamo un valore più solido e resistente”, ha commentato la CEO ai microfoni di alanews.it.

Secondo CoinMarketCap, aggiornato alle 9.30, ethereum si mantiene stabile sopra i 3.350 dollari, dopo essere sceso fino a 3.120 dollari durante la settimana scorsa. “Le recenti modifiche al protocollo – ricorda Torresi – ci hanno rafforzato nella convinzione che ETH rimarrà al centro dello sviluppo della finanza decentralizzata nei prossimi anni”. Per diversi trader questa mossa è vista come una difesa contro i rischi crescenti legati agli asset più piccoli.

Pressione sul token STRC: cosa c’è dietro

La flessione del prezzo di STRC, particolarmente marcata tra venerdì e domenica, sembra avere diverse cause. Una riguarda l’aumento delle transazioni in uscita registrate dalla piattaforma DeBank: solo tra le 16 e le 23 di sabato sono stati prelevati oltre 4 milioni di dollari dal protocollo STRC-Lend, il servizio prestiti legato al token stesso. Fonti vicine al progetto spiegano che parte della pressione deriva da una rotazione degli investitori verso asset digitali più sicuri.

Un altro fattore chiave è stato lo scatto automatico delle liquidazioni a leva, meccanismo che fa amplificare le cadute nei momenti più turbolenti. Qualche utente Telegram ha segnalato ritardi nei rimborsi; tuttavia il team STRC ha rassicurato ieri sera alle 19.15: “Tutte le procedure sono operative”. Nel frattempo però il morale nella community ne ha risentito: diversi membri attivi del canale Discord ufficiale hanno espresso dubbi sulla chiarezza delle comunicazioni.

Gli scenari sul tavolo

Guardando avanti ai prossimi mesi, le strategie opposte di Strategy e Bitmine raccontano due visioni diverse: da un lato l’accumulo paziente e la fiducia sul lungo termine nel bitcoin; dall’altro la ricerca di rendimenti più stabili puntando sull’ecosistema ethereum. In una nota diffusa oggi dalla divisione ricerca di Banca Mediolanum si legge che “il settore resta soggetto a cicli molto forti”, ma “la tendenza degli investitori istituzionali ad accumulare gli asset principali indica una fiducia ancora solida nonostante le turbolenze”.

Nel frattempo i piccoli risparmiatori si muovono con cautela. “Dopo quello che è successo quest’anno preferisco tenere i piedi per terra – confida Marco, trentacinquenne milanese investitore nel digitale – almeno finché non ci saranno segnali più chiari”. Una prudenza condivisa da molti, in attesa che il mercato lanci un segnale deciso: rialzo o ribasso sarà solo questione di tempo.

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