Cryptohack
  • Ultime notizie
  • Crypto
  • Metaverso
  • NFT
  • DeFi
  • Cyber Security
  • Approfondimenti
No Result
View All Result
  • Ultime notizie
  • Crypto
  • Metaverso
  • NFT
  • DeFi
  • Cyber Security
  • Approfondimenti
No Result
View All Result
Cryptohack
No Result
View All Result
Home DeFi

Bitcoin e guerra in Iran: come è cambiata la valutazione di BTC negli ultimi giorni

Cristina Manetti by Cristina Manetti
7 Marzo 2026
in DeFi

Milano, 7 marzo 2026 – Negli ultimi giorni, il prezzo del bitcoin ha vissuto forti scossoni, soprattutto dopo lo scoppio della nuova guerra in Iran. A spiegare cosa sta succedendo e perché proprio adesso sono esperti del settore, osservatori finanziari e investitori comuni, che si scambiano opinioni ogni giorno sui principali forum online e nelle sale operative delle piazze finanziarie europee.

Bitcoin sotto pressione: come reagiscono i mercati digitali alle tensioni in Medio Oriente

Da quando sono arrivate le prime notizie su attacchi militari e rappresaglie tra Iran e Stati Uniti, il valore di BTC è diventato estremamente volatile. Nella notte tra il 3 e il 4 marzo, ad esempio, il prezzo ha raggiunto un picco: la criptovaluta ha toccato i 67.000 dollari, per poi crollare di oltre il 7% nel giro di poche ore. Un operatore della Borsa di Milano, che preferisce restare anonimo, racconta: “Quando scoppia una crisi internazionale, il bitcoin si comporta un po’ come l’oro digitale – almeno all’inizio. Poi però arriva la speculazione”.

I dati di CoinMarketCap, ripresi questa mattina dal Sole 24 Ore, confermano il trend: tra lunedì e mercoledì, il volume degli scambi su BTC è salito del 25%. Gli analisti di Morgan Stanley parlano di un “forte afflusso di capitali speculativi in cerca di un rifugio temporaneo”, mentre i mercati tradizionali – Nasdaq e FTSE MIB in testa – registravano perdite importanti.

Bitcoin tra “bene rifugio” e incertezza crescente

Non è la prima volta che il bitcoin viene visto come un riparo nei momenti di tensione geopolitica. Già durante la crisi Russia-Ucraina del 2022 si erano viste dinamiche simili. Stavolta però la situazione è più complicata. Marco Gentile, economista all’Università Bocconi, spiega: “Dopo le prime ore molti investitori hanno capito che le tensioni in Iran non riguardano solo il petrolio ma anche infrastrutture digitali”. La paura più grande? Che un conflitto esteso possa mettere a rischio la rete Internet nella zona, con effetti difficili da prevedere sulle transazioni in bitcoin.

“Non abbiamo precedenti recenti”, sottolinea Gentile. Ed è proprio questa assenza di riferimenti a rendere gli investitori più nervosi: “Molti preferiscono incassare i guadagni piuttosto che tenere i soldi bloccati in BTC”. Così nella giornata del 5 marzo il valore è sceso fino a 61.800 dollari, per poi risalire nel pomeriggio. Fonti vicine agli hedge fund londinesi – sentite ieri sera – dicono che “la volatilità potrebbe durare almeno fino a fine settimana”.

Grandi giocatori in movimento: cosa fanno gli investitori e le piattaforme

Nel frattempo piattaforme come Binance e Coinbase hanno registrato un forte aumento delle richieste di prelievo, con qualche rallentamento momentaneo nei pagamenti in euro. Le società che analizzano i flussi blockchain segnalano invece una maggiore attività verso wallet privati: “Segnale chiaro che i grandi detentori stanno cercando di proteggere le loro posizioni”, commenta su X Paolo Ardoino, CTO di Tether.

Anche tra gli investitori al dettaglio si avvertono reazioni contrastanti. Laura F., trentaduenne milanese attiva sui mercati crypto dal 2021, confida: “Ho venduto tutto lunedì mattina, troppa confusione”. Altri invece dicono il contrario: “Ho comprato nelle fasi calanti. Se resta così al rialzo ci guadagno”, scrive un utente conosciuto come CryptoFede.

Dietro le quinte dei movimenti di Bitcoin: l’effetto halving

Oltre agli eventi geopolitici c’è anche un fattore tecnico che pesa sulle oscillazioni recenti. Da settimane si parla dell’imminente halving, cioè il dimezzamento della ricompensa per i miner previsto per metà aprile 2026. Tradizionalmente questo evento porta movimenti bruschi e rialzi nei prezzi: molti operatori si erano già mossi in vista della scadenza. La guerra in Iran ha solo accelerato una tendenza già evidente.

Andrea Rosa, analista di Bitfinex, spiega così la situazione: “Ogni volta che c’è tensione geopolitica, il bitcoin attira capitali nervosi – ma appena arrivano notizie negative o voci sulle infrastrutture digitali locali, il mercato reagisce subito”.

In poche parole: la situazione resta molto incerta, con continui ribaltoni tra chi vede nel bitcoin un rifugio sicuro e chi invece preferisce prendere profitto velocemente. Tutti tengono d’occhio da vicino l’evolversi delle tensioni tra Iran e Stati Uniti. E guardano anche al calendario del prossimo halving: secondo molti operatori potrebbe far muovere ancora una volta le quotazioni di BTC già nelle settimane a venire.

Articoli recenti

  • Aerodrome e Velodrome si uniscono nel nuovo dex AERO: la rivoluzione di stablecoin, forex on-chain e azioni tokenizzate
  • Marathon Fusion rivoluziona la scienza: mercurio trasformato in oro stabile, sfida al CERN e prospettive future
  • Bitcoin sotto 82.000$: Nasdaq e petrolio in calo frenano l’oro digitale tra tensioni geopolitiche e dubbi sull’AI
  • Come parlare con un operatore TIM: guida pratica per contattare il servizio clienti rapidamente
  • Short Squeeze Bitcoin: 260 Milioni Liquidati e Prezzo Oltre 84.000 Dollari, Rally in Corso
  • Redazione
  • Privacy Policy
  • Disclaimer

Copyright © 2025 - Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva 16947451007
legal@editorially.it - redazione@editorially.it
Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

No Result
View All Result
  • Ultime notizie
  • Crypto
  • Metaverso
  • NFT
  • DeFi
  • Cyber Security
  • Approfondimenti

Copyright © 2025 - Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva 16947451007 legal@editorially.it - redazione@editorially.it Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001