Cryptohack
  • Ultime notizie
  • Crypto
  • Metaverso
  • NFT
  • DeFi
  • Cyber Security
  • Approfondimenti
No Result
View All Result
  • Ultime notizie
  • Crypto
  • Metaverso
  • NFT
  • DeFi
  • Cyber Security
  • Approfondimenti
No Result
View All Result
Cryptohack
No Result
View All Result
Home DeFi

Bitcoin crolla sotto i 62mila dollari tra tensioni Iran-USA e il petrolio in rialzo

Cristina Manetti by Cristina Manetti
13 Luglio 2026
in DeFi

New York, 13 luglio 2026 – Il fragile equilibrio tra Stati Uniti e Iran è tornato a scricchiolare sabato, quando una serie di dichiarazioni contrastanti da Washington e Teheran ha riacceso l’allarme sui mercati globali. Bitcoin è precipitato sotto quota 62.000 dollari, mentre il prezzo del greggio ha toccato i massimi delle ultime settimane.

Tensioni Usa-Iran scuotono i mercati

Il colpo d’avvio è arrivato nel pomeriggio di ieri, ora di New York, con un comunicato della Casa Bianca che esprimeva “profonda preoccupazione” per presunte “violazioni significative” da parte dell’Iran sull’accordo negoziato da Donald Trump nel 2025. Non si è fatta attendere la replica di Teheran: il portavoce Mehdi Kalhor ha parlato a muso duro di “ingerenze inaccettabili” degli Stati Uniti.

Le conseguenze non si sono fatte attendere. Il petrolio Brent è balzato fino a 92,70 dollari al barile, un livello che mancava dallo scorso maggio. Nel frattempo, Bitcoin ha subito un brusco calo, scendendo in poche ore fino a 61.850 dollari su Coinbase, secondo i dati della piattaforma statunitense. La volatilità è stata alimentata dai timori di nuove sanzioni o possibili interruzioni nelle forniture dal Golfo Persico.

Mercati in subbuglio e analisti sulle spine

“Abbiamo visto una reazione quasi automatica degli algoritmi”, ha raccontato Simon Farrow, chief strategist di Bank of New York, durante una call con gli investitori alle 20.30 italiane. “Gli asset più esposti al rischio geopolitico – criptovalute ed energia – sono stati i primi a farne le spese”. Molti operatori avevano già ridotto le posizioni su asset sensibili alle tensioni internazionali nella mattinata, ma il vero salto è arrivato nel tardo pomeriggio, subito dopo le dichiarazioni americane.

Tra le 17 e le 19 ora italiana gli scambi sul future del Brent sono più che raddoppiati rispetto alla media delle ultime tre settimane. Le piattaforme crypto hanno registrato ondate di liquidazioni automatiche per un valore stimato oltre i 400 milioni di dollari, secondo Coinglass.

Dietro la nuova crisi: l’accordo Trump-Iran sotto pressione

L’intesa firmata a settembre 2025 dopo mesi di trattative in Oman e Svizzera aveva alleggerito le sanzioni e permesso un parziale ritorno delle esportazioni petrolifere iraniane. Ma non aveva mai convinto del tutto né i partner regionali né una parte della politica americana. Negli ultimi mesi sono fioccate segnalazioni di violazioni, soprattutto sul programma nucleare di Teheran.

A Vienna fonti diplomatiche sottolineano come il nodo sia nelle ispezioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica: “Siamo in stallo”, ammette un funzionario europeo presente ai tavoli tecnici. Da qui si capirà se questa crisi resterà confinata al negoziato o rischia di esplodere in nuove sanzioni.

L’effetto sui mercati globali

Le borse asiatiche hanno reagito subito: Tokyo ha chiuso in calo dell’1,3%, Shanghai dell’1%. Anche Wall Street si prepara a un avvio negativo: i future sul Dow Jones segnalano un calo tra lo 0,6% e lo 0,8%. “Il rischio reale è che la situazione sfugga al controllo”, mette in guardia Mark Dorsey, analista di Nomura Securities. Secondo lui se le tensioni dovessero protrarsi il petrolio potrebbe superare quota 100 dollari con ripercussioni pesanti sull’inflazione globale.

Non solo energia e criptovalute: anche i titoli tech soffrono nelle contrattazioni after hours. Tesla e Apple segnano cali oltre l’1%, mentre torna a crescere moderatamente la domanda per beni rifugio come l’oro.

Istituzioni prudenti in attesa dei prossimi sviluppi

Dalla Federal Reserve arriva un messaggio cauto: “Seguiamo da vicino l’evolversi della situazione nel Golfo e valuteremo l’impatto sulle prospettive economiche”, recita il comunicato firmato dal governatore Lisa Cook. A Bruxelles la Commissione europea insiste sulla diplomazia: “Lavoriamo per evitare escalation”, dice il portavoce Eric Mamer.

Nel frattempo la diplomazia lavora sottotraccia. Fonti ONU riferiscono che i contatti tra delegazioni statunitensi e iraniane sono ripresi a Ginevra, anche se nessun incontro ufficiale è previsto oggi.

Per ora tutti aspettano con il fiato sospeso. Trader e analisti avvertono che la crisi potrebbe prendere svolte imprevedibili nelle prossime 48 ore. Intanto a New York come a Teheran e sulle piazze finanziarie globali l’atmosfera resta carica: il rischio di una nuova escalation nel Medio Oriente continua ad appesantire mercati finanziari, energia e criptovalute.

Articoli recenti

  • Solana Triplica le Transazioni con il Nuovo Formato V1: LiquidChain Più Efficiente e SOL Oltre $100
  • Nasce Dogecoin Labs: il nuovo ecosistema italiano per pagamenti e DeFi con Dogecoin
  • Riacquisto STRC Strategy raggiunge 950,8 milioni $: stop temporaneo agli acquisti di Bitcoin dall’8 al 13 settembre
  • Bitcoin vola a 76.400$ dopo la Fed: mercato crypto cresce a 2,61 trilioni e sentiment in zona Greed
  • Solana accelera del 17% riducendo gli slot a 250 ms e punta su LiquidChain per efficienza e velocità
  • Redazione
  • Privacy Policy
  • Disclaimer

Copyright © 2025 - Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva 16947451007
legal@editorially.it - redazione@editorially.it
Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

No Result
View All Result
  • Ultime notizie
  • Crypto
  • Metaverso
  • NFT
  • DeFi
  • Cyber Security
  • Approfondimenti

Copyright © 2025 - Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva 16947451007 legal@editorially.it - redazione@editorially.it Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001