Apple M7 Ultra 2028: il chip con 1,5TB di RAM e intelligenza artificiale rivoluzionaria

Salvatore Broggi

13 Luglio 2026

Cupertino, 13 luglio 2026 – Apple si prepara a una nuova rivoluzione tecnologica. Secondo fonti vicine all’azienda, il colosso californiano è al lavoro sul chip M7 Ultra, una piattaforma attesa per il 2028, pensata soprattutto per l’intelligenza artificiale e con una gestione della memoria mai vista prima. I rumor, circolati nelle ultime ore tra i corridoi della Silicon Valley e rilanciati da siti come MacRumors e Bloomberg, hanno subito acceso l’interesse degli analisti. Ma nonostante l’entusiasmo, restano dubbi importanti sulla solidità della filiera produttiva.

Apple M7 Ultra: potenza AI e memoria da record

L’ambizione è chiara: il nuovo M7 Ultra – nome ancora ufficioso – punta a superare di netto gli attuali chip della linea Apple Silicon. Chi ha avuto modo di dare un’occhiata ai primi prototipi parla di un processore capace di gestire modelli AI di nuova generazione e carichi pesanti, utili in ambiti come machine learning avanzato, grafica e simulazioni complesse.

La vera sorpresa arriva dai dettagli sulla memoria unificata: si parla addirittura di 1,5 terabyte. Un balzo enorme rispetto ai Mac top di gamma oggi sul mercato, dove il massimo si ferma a 192 gigabyte nella versione Ultra del chip M3. «Stiamo provando nuove architetture per lavorare su dataset molto più grandi», racconta – sotto anonimato – un ingegnere Apple coinvolto nel progetto. «La sfida è farlo senza perdere efficienza e mantenendo la scalabilità».

Innovazione spinta, ma la filiera non convince del tutto

Il lancio previsto per il 2028 dice che il progetto è ancora agli albori. Da Cupertino stanno esplorando sia soluzioni produttive sotto i 3 nanometri sia nuovi materiali per migliorare densità e stabilità. Ma analisti come Ming-Chi Kuo mettono le mani avanti: la catena di approvvigionamento resta un punto critico.

Per realizzare un chip così servirebbero moduli DRAM velocissimi e in grande quantità, difficili da mettere insieme in un solo package e costosi da produrre su larga scala. «Il rischio è che la domanda superi di molto l’offerta globale», avverte Kuo, riferendosi anche alle tensioni tra Stati Uniti e Cina nel settore semiconduttori. A complicare il quadro c’è poi la concorrenza agguerrita di giganti come NVIDIA e AMD, anch’essi in prima linea sull’AI.

AI al centro: la mossa strategica di Apple

Dietro questo sprint verso un chip dedicato all’intelligenza artificiale locale, spiegano le fonti, c’è la voglia di Apple di prendersi una posizione forte nel campo dell’AI “on device”. Il CEO Tim Cook ha ribadito più volte quanto sia importante lavorare direttamente sui dispositivi degli utenti piuttosto che affidarsi al cloud: «La privacy rimane la nostra priorità», ha sottolineato più volte.

Con una memoria unificata sopra il terabyte e mezzo, Cupertino punta a far girare modelli linguistici avanzati direttamente sui Mac senza passare per i server esterni. Solo così – dicono i progettisti – i computer Apple potrebbero davvero tenere testa alle workstation pensate apposta per l’AI professionale.

Un futuro tutto da scrivere: tempi incerti e reazioni dal mercato

Il percorso verso il chip M7 Ultra è ancora pieno di incognite. «Il 2028 è una data indicativa, non definitiva», confida una fonte interna. I test hardware dovrebbero partire tra fine 2027 e inizio 2028, ma tutto dipenderà dall’evoluzione delle tecnologie e dalla capacità dei fornitori.

Intanto l’attesa cresce nel mondo tech. Gli investitori osservano con attenzione (le azioni Apple hanno guadagnato quasi il 2% nell’ultima settimana), mentre gli addetti ai lavori discutono delle possibili applicazioni: dalla ricerca medica alle simulazioni industriali.

Resta da vedere se Apple riuscirà davvero a mettere sul mercato un processore con queste ambizioni. Ma anche solo sentire parlare del progetto spinge in avanti l’asticella dell’innovazione: ancora una volta, sarà Cupertino a indicare la strada del futuro.

Change privacy settings
×