Roma, 30 ottobre 2026 – Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo per volumi, è finito nel mirino di un grave attacco informatico che, secondo fonti interne, potrebbe aver coinvolto fino a 5 miliardi di dollari tra prelievi sospetti e fondi bloccati. L’attacco, avvenuto nella notte tra il 29 e il 30 ottobre, ha subito messo in allarme gli investitori: da questa mattina l’operatività su alcune stablecoin resta parzialmente bloccata. Intanto, il quartier generale di Changpeng Zhao (meglio noto come CZ), fondatore della piattaforma, è diventato un punto chiave per fare chiarezza sulla situazione.
Prelievi sospetti e movimenti strani: la situazione
Le prime segnalazioni sono arrivate intorno alle 23.30 (ora italiana), quando diversi utenti hanno denunciato su X (ex Twitter) trasferimenti non autorizzati dai propri wallet Binance. Stando a quanto emerge da Etherscan, sono stati avviati movimenti massicci verso indirizzi collegati a mixer anonimi, strumenti che gli hacker usano spesso per nascondere le tracce dei fondi. In una nota ufficiale pubblicata sul blog alle 6.15 di oggi, Binance ha confermato “un’anomalia nei flussi di alcuni asset digitali”, ma ha subito precisato che “il sistema di sicurezza ha immediatamente congelato le principali stablecoin coinvolte”.
Fonti vicine all’azienda – che hanno chiesto l’anonimato per motivi di sicurezza – parlano di asset come USDT, USDC e BUSD, le stablecoin più usate dagli utenti in tutto il mondo. Al momento non ci sono dettagli precisi sulla quantità di fondi recuperati o sull’ammontare effettivamente compromesso.
Stablecoin bloccate e preoccupazioni tra i risparmiatori
La prima mossa di Binance è stata quella di bloccare tutte le operazioni su diverse stablecoin: depositi e prelievi sono fermi da ore per migliaia di utenti soprattutto in Europa e Asia. Anche alcuni risparmiatori italiani hanno raccontato ad alanews.it le difficoltà incontrate questa mattina nell’accedere ai propri fondi digitali: “Non riesco a prelevare né USDT né BUSD – ci ha detto Enrico R., utente romano – la piattaforma parla di ‘manutenzione straordinaria’, ma non dà altre spiegazioni”. Problemi simili arrivano da Milano e Napoli.
Il team legale della società, guidato da Rachel Conlan, si è affrettato a tranquillizzare i clienti con una nota ufficiale: “I fondi degli utenti sono protetti dal fondo Secure Asset Fund for Users (SAFU), in caso di perdita saranno rimborsati”. Stessa linea ribadita durante la giornata dal CEO CZ, che ha sottolineato come “la trasparenza rimane una priorità assoluta”.
Reazioni sul mercato e tensione tra gli operatori
Nonostante le rassicurazioni, la notizia dell’attacco ha subito fatto tremare il mondo delle criptovalute. Dati alla mano, alle 10.45 il prezzo del Bitcoin è scivolato sotto i 34.000 dollari dopo settimane abbastanza tranquille, mentre Ethereum e altre altcoin hanno perso terreno tra il 3% e il 7%. Diversi operatori, tra cui l’italiana Young Platform, hanno annunciato controlli extra sulle transazioni provenienti da Binance.
Nei gruppi Telegram dedicati al settore si moltiplicano le domande sulla sicurezza delle piattaforme centralizzate. “Questi episodi fanno crescere solo la sfiducia”, ha commentato Fabio A., moderatore del gruppo Crypto Italia con oltre 12mila iscritti.
Indagini aperte e scenari incerti
Le autorità internazionali, compresa l’Europol, sono già al lavoro per seguire i movimenti dei fondi e provare a individuare i responsabili. Ma la natura pubblica delle blockchain e l’uso di servizi come Tornado Cash complicano molto le indagini. Secondo alcune fonti investigative, una parte dei soldi sarebbe già stata frammentata in centinaia di indirizzi secondari.
Questo episodio riporta al centro il tema della sicurezza delle grandi piattaforme centralizzate: l’attacco a Binance segue una serie di colpi subiti negli ultimi dodici mesi da realtà come KuCoin e HTX. In Italia la Consob aveva già messo in guardia sui rischi legati al deposito diretto delle criptovalute su exchange senza licenza nazionale.
Al momento non c’è alcuna certezza su chi abbia orchestrato l’attacco. La priorità resta mettere in salvo i fondi degli utenti: solo dopo sarà possibile capire davvero cosa sia successo – e se i risparmi siano veramente al sicuro.