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Home Cyber Security

Allarme in Italia: finta app WhatsApp spia 200 utenti, Meta avvia causa legale

Salvatore Broggi by Salvatore Broggi
6 Aprile 2026
in Cyber Security

Roma, 6 aprile 2026 – In Italia almeno 200 utenti sono stati spiati tramite una finta applicazione che somiglia in tutto e per tutto a WhatsApp, diffusa da una società con sede nel nostro Paese. A reagire è stato Meta, il colosso americano proprietario di WhatsApp, che ha subito avviato una serie di azioni legali, sottolineando la gravità dell’accaduto. L’inchiesta, in corso da alcune settimane, riaccende i riflettori sulla sicurezza digitale e sulla tutela dei dati personali nel nostro Paese.

App truccata, identica all’originale: come ha agito la società italiana

Fonti investigative raccontano che la società dietro la diffusione ha messo in circolazione un’app con la stessa interfaccia e funzioni apparenti di WhatsApp. Il trucco — spiegano gli esperti di cybersecurity — era nascosto nel codice: una volta installata, l’app permetteva l’accesso remoto ai contenuti privati degli utenti, dai messaggi alle foto conservate sul telefono. Nessun nome ufficiale al momento, ma gli investigatori parlano di un’azienda con base tra Milano e hinterland. Alcuni degli utenti colpiti hanno riferito di aver scaricato l’app attraverso link diffusi in gruppi Telegram chiusi o chat parallele, spesso allettati dalla promessa di “funzioni extra” o “più privacy”.

I numeri dell’operazione e i rischi per i dati personali

Al momento le vittime accertate sono almeno 200, sparse soprattutto tra Lombardia, Lazio e Campania. Ma le forze dell’ordine non escludono che il numero possa crescere. “Stiamo ancora cercando di capire quanto è estesa questa truffa”, ha spiegato uno degli investigatori coinvolti. Le persone colpite raccontano di aver visto le proprie conversazioni spiolate senza alcun preavviso. “Mi sono accorto che qualcuno leggeva i miei messaggi in tempo reale”, confida Luca S., uno degli utenti che si è rivolto alle autorità. Altri segnalano accessi sospetti anche ai loro account social e bancari collegati al telefono.

La risposta di Meta: azioni legali e segnalazioni alle autorità

Con una nota diffusa ieri sera, Meta ha ribadito la propria posizione: “La privacy per noi è fondamentale – ha detto il portavoce – Per questo abbiamo denunciato alle autorità italiane e avviato un procedimento legale contro chi c’è dietro.” L’azienda ha chiesto anche la rimozione immediata dell’app falsa dai principali store digitali e invita gli utenti a segnalare qualsiasi anomalia sulle proprie chat. “Siamo pronti ad agire in ogni sede per difendere i nostri utenti”, si legge nella comunicazione ufficiale. Nel frattempo sono stati intensificati i controlli sulle piattaforme collegate.

La macchina delle indagini: tra Polizia Postale e segnalazioni spontanee

Le indagini sono nelle mani della Polizia Postale, che negli ultimi giorni ha aumentato i controlli sui canali digitali più esposti. Secondo alanews.it, sono già partite ispezioni in diverse sedi aziendali del Nord Italia. Si cerca anche di scovare eventuali complici o venditori coinvolti nella distribuzione dell’app truffaldina. In tutto questo il ruolo dei cittadini resta fondamentale: molte denunce infatti arrivano proprio da chi ha notato comportamenti strani sul proprio dispositivo. “Bisogna stare sempre attenti – ricorda un funzionario della Postale – Prima di installare qualunque app bisogna verificarne bene la provenienza.”

Sicurezza digitale, ancora troppi rischi: l’appello degli esperti

Questo caso riporta al centro il tema della sicurezza digitale e delle falle nella protezione dei dati personali. Secondo gli esperti, episodi simili stanno crescendo: “Abbiamo visto aumentare queste truffe del 20% nell’ultimo anno”, spiega Marco Croce, consulente informatico esperto di privacy. Il consiglio resta sempre lo stesso: scaricare app solo da fonti ufficiali, aggiornare spesso il sistema operativo e attivare l’autenticazione a due fattori. Eppure è proprio la promessa di funzioni extra o anonimato a spingere ogni giorno nuovi utenti verso app poco affidabili.

Le autorità invitano chiunque abbia dubbi o sospetti a non perdere tempo: disinstallare subito la finta app, cambiare tutte le password e rivolgersi alla polizia. Meta intanto promette tolleranza zero contro ogni tentativo di imitazione che metta a rischio la privacy dei suoi utenti in Italia e nel mondo.

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