New York, 18 ottobre 2026 – VanEck, uno dei big nella gestione globale di fondi, ha annunciato ieri sera alla Securities and Exchange Commission (SEC) americana il ritiro della domanda per quotare un ETF basato su Lido Staked Ethereum (stETH). La società parla di un “cambio di strategia”, mettendo così in pausa – almeno per ora – uno dei progetti più attesi nel settore per portare sul mercato Usa un prodotto legato direttamente agli asset dello staking.
VanEck fa marcia indietro sugli ETF crypto
L’annuncio è arrivato poco dopo le 20, ora di New York, con una comunicazione ufficiale indirizzata alla SEC. VanEck ha chiesto di ritirare la registrazione del suo ETF su Lido stETH, una mossa che, stando a fonti interne, “riflette una revisione generale delle priorità sugli investimenti digitali”, come ha spiegato un portavoce contattato da Alanews.it. La decisione arriva dopo mesi di attesa e confronti con l’autorità federale. Il quadro regolatorio su questi strumenti legati alle criptovalute si è fatto più intricato: lo confermano i continui rinvii della SEC, soprattutto quando si parla di prodotti innovativi come quelli che coinvolgono lo staking.
Gli esperti del settore non sembrano sorpresi. Mark Fisher, analista di Bloomberg Crypto, sottolinea che la scelta di VanEck dimostra come “le regole negli Stati Uniti siano ancora in alto mare”, soprattutto quando si tratta di prodotti che stanno a metà strada tra finanza tradizionale e DeFi. Secondo Fisher, “molti stanno aspettando segnali più chiari prima di impegnare risorse importanti”.
Dietrofront motivato da prudenza
Il documento inviato da VanEck alla SEC non entra nel dettaglio tecnico, limitandosi a dire: “a seguito di un cambiamento nella strategia d’investimento, si richiede il ritiro della registrazione”. Ma tra gli addetti ai lavori newyorkesi si parla anche di pressioni – sia interne che esterne – dietro questa scelta. Un gestore vicino al progetto ha confidato ad Alanews.it che la decisione “era nell’aria da settimane”, dopo vari confronti sul rischio regolatorio.
L’ETF ritirato avrebbe dovuto offrire a investitori istituzionali e retail americani l’opportunità di guadagnare indirettamente dal rendimento generato dal Lido Staked Ethereum, una piattaforma DeFi che paga ricompense in cambio del blocco degli Ethereum sulla rete. Un meccanismo seguito con attenzione dagli operatori crypto ma visto con cautela dalle autorità Usa, ancora impegnate a capire meglio gli aspetti legali e fiscali dello staking.
Cosa cambia sul mercato degli ETF crypto
Il passo indietro di VanEck arriva in un momento delicato per gli ETF crypto negli Stati Uniti. Altre richieste simili stanno accumulando ritardi o richieste di chiarimenti da parte della SEC. Il caso più noto resta quello degli ETF su Bitcoin spot, approvati solo nel gennaio 2025 dopo una lunga attesa. Per gli ETF legati a Ethereum e derivati, invece, il terreno è ancora meno definito: come ricordato dal commissario SEC Hester Peirce, “gli strumenti che generano ricavi dallo staking sono una frontiera nuova per la regolamentazione americana”.
Nella community degli investitori digitali questa notizia ha acceso dibattiti. Su X (ex Twitter), alcuni vedono nella mossa un possibile rallentamento dell’entusiasmo verso nuovi prodotti DeFi; altri invece – come l’analista James Butterfill di CoinShares – fanno notare che “il mercato Usa resta cruciale per gli ETF crypto” e puntano su nuove proposte modificate o alternative nei prossimi mesi.
Le prospettive per la DeFi negli Usa
In attesa di segnali più chiari dalla SEC e nuove regole sul fronte crypto, il ritiro di VanEck viene letto come un segnale prudente ma temporaneo. L’avvocato Marco Laganà, esperto in regolamentazioni fintech, commenta: “Non è uno stop definitivo, ma un passo indietro finché il quadro normativo non si farà più nitido”.
Per ora chi vuole puntare sui rendimenti dello staking su Ethereum negli Stati Uniti dovrà affidarsi a piattaforme non regolamentate o attendere sviluppi normativi. Nel frattempo in Europa ci sono già prodotti simili quotati in borse come Francoforte e Zurigo.
La partita è tutt’altro che chiusa: i grandi gestori – VanEck incluso – continuano a seguire l’evoluzione delle regole e studiano nuove soluzioni. Nessuna data certa per un possibile ritorno della proposta, anche se dagli uffici sulla Park Avenue fanno sapere che “il settore resta centrale nella strategia a lungo termine”.