Unitree vola del 600% al debutto: come i mercati pre-IPO on-chain stanno rivoluzionando la finanza

Cristina Manetti

24 Agosto 2026

Milano, 24 agosto 2026 – Nel campo degli investimenti digitali, i mercati pre-IPO on-chain stanno sempre più attirando l’attenzione di investitori, startup e regolatori. A dimostrarlo è il caso di Unitree, una società cinese attiva nella robotica, che negli ultimi mesi ha fatto parlare di sé raccogliendo milioni tramite una piattaforma blockchain pochi mesi prima della sua quotazione al Nasdaq, cambiando così – in pratica – le regole del gioco. Ma cosa significa davvero questo nuovo scenario per il futuro delle raccolte di capitale? E perché la vicenda Unitree è vista come un vero spartiacque?

Cosa sono i mercati pre-IPO on-chain

I mercati pre-IPO on-chain permettono agli investitori di comprare quote di startup non ancora quotate usando le blockchain pubbliche, garantendo una trasparenza ben maggiore rispetto ai metodi tradizionali. L’operazione Unitree, che si è svolta tra aprile e giugno, ha coinvolto più di cinquemila piccoli investitori tra Asia ed Europa. “Abbiamo scelto questa strada per offrire un processo più rapido e aperto”, ha raccontato Zhou Hang, responsabile finanziario dell’azienda, durante una presentazione a Shanghai lo scorso maggio.

Secondo ChainVantage, società specializzata in ricerche sul settore, il volume delle transazioni sulle piattaforme pre-IPO on-chain ha superato i 2,4 miliardi di dollari nel primo semestre 2026, segnando un +35% rispetto all’anno precedente. L’interesse si concentra soprattutto su startup nei settori tech e biotech. Ma la crescita non è senza ostacoli: regolatori come la SEC americana e la CySEC cipriota hanno sollevato dubbi sulla tutela degli investitori e sulla trasparenza delle procedure.

Il caso Unitree: cosa cambia davvero

Nel dettaglio, Unitree ha aperto la raccolta sulla piattaforma GravityChain alle 9 del mattino del 12 aprile, proponendo “token azionari” legati al valore futuro dell’azienda. In appena sei ore, il target minimo di 15 milioni di dollari era già raggiunto; alla chiusura del round, il 20 giugno, la cifra aveva sfiorato i 37 milioni. Un record nel settore della robotica secondo diversi analisti.

“Molti investitori ci chiedevano chiarezza e tempi certi”, spiega Zhou. “Ecco perché abbiamo scelto la tecnologia on-chain”. I token distribuiti sono stati poi convertiti in azioni ordinarie al momento della quotazione al Nasdaq del 14 luglio. La rapidità e la tracciabilità dell’intera procedura hanno sorpreso anche gli operatori più esperti. Ma non sono mancati problemi: alcuni investitori hanno lamentato difficoltà nel riscattare i token o complicazioni legate alla gestione fiscale dei guadagni.

Potenzialità: trasparenza e accessibilità

Per esperti come Laura Galli, docente alla Bocconi di Milano, “la maggiore trasparenza garantita dalla blockchain riduce le informazioni asimmetriche e può rendere più accessibile l’investimento”. In pratica significa che anche i piccoli risparmiatori possono partecipare a operazioni che in passato erano riservate ai grandi fondi o family office.

Un altro vantaggio riguarda la liquidità: su alcuni mercati secondari on-chain è possibile scambiare i token già prima dell’IPO vera e propria. “Il modello Unitree è un vero laboratorio a cielo aperto”, ha detto Galli durante un convegno a Milano lo scorso 7 luglio. Anche alcune startup italiane come GreenMind e BioCircuit stanno considerando soluzioni simili per le prossime raccolte autunnali.

Limiti e incognite: tutela e regolamentazione

Resta però qualche problema importante. La normativa è ancora in movimento: negli Stati Uniti le regole per le security token sono solo parzialmente definite; nell’Unione Europea si attende l’arrivo del regolamento MiCA da gennaio 2027. Sul fronte fiscale le cose non sono ancora chiare: “Non sappiamo bene come tassare questi utili”, ammette Marco Sanna dell’Agenzia delle Entrate durante una tavola rotonda alla Luiss.

Non mancano poi rischi legati a frodi o manipolazioni: ChainVantage segnala che almeno sette piattaforme pre-IPO sono finite sotto indagine nei primi mesi dell’anno per pratiche poco trasparenti o scorrette. C’è infine da considerare la sicurezza informatica dei wallet digitali e degli smart contract usati per emettere i token.

Le prospettive dopo il caso Unitree

Dopo il successo dell’operazione Unitree, diversi osservatori parlano già di un “punto di non ritorno” per le startup in cerca di capitali freschi. Da GravityChain spiegano che “il modello ha dimostrato che funziona ed è replicabile”, almeno in settori ad alta crescita come quello tech e biotech. Il vero banco di prova sarà però la reazione dei regolatori nei prossimi mesi; solo allora capiremo se questa rivoluzione on-chain potrà davvero diventare qualcosa di comune.

Per ora c’è una cosa chiara: gli investimenti pre-IPO su blockchain non sono più un fenomeno marginale. Il tempo ci dirà se diventeranno una nuova normalità o resteranno appannaggio solo dei più coraggiosi innovatori.

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