Trump convoca SEC, CFTC e settore crypto alla Casa Bianca: il Clarity Act al voto decisivo al Senato

Corrado Pedemonti

19 Settembre 2026

Washington, 19 settembre 2026 – Donald Trump, tornato da qualche mese a guidare la Casa Bianca, ha convocato ieri pomeriggio – stando a quanto riferito da fonti federali – un vertice senza precedenti con i presidenti della SEC, della CFTC e alcuni rappresentanti del mondo crypto. L’incontro si è svolto nello Studio Ovale poco dopo le 16:00 locali, proprio mentre al Senato si preparava un voto decisivo sul Clarity Act, la legge che potrebbe rivoluzionare le regole sulle criptovalute negli Stati Uniti.

Clarity Act, il Senato verso il voto decisivo

Al centro del dibattito c’è una questione che ormai nessuno può più ignorare: serve mettere ordine e chiarezza attorno a Bitcoin, Ethereum e le altre valute digitali più diffuse. Il Clarity Act, che da mesi è al vaglio della commissione Finanze, mira a definire con precisione quali asset digitali vanno considerati titoli finanziari (securities) e quali sono invece commodity. Una differenza fondamentale, come hanno spiegato i tecnici della SEC, perché stabilisce chi dovrà sorvegliare il mercato crypto.

Fonti vicine alla Casa Bianca raccontano che Trump abbia spinto molto sull’urgenza di “eliminare ogni dubbio” sul settore, per non frenare la leadership tecnologica americana. Stesso messaggio dal presidente della Commodity Futures Trading Commission, Angela Morris: “Serve una normativa chiara, senza zone d’ombra. Solo così investitori e imprese potranno muoversi senza paura”, ha detto ai giornalisti dopo l’incontro.

Un confronto diretto tra regolatori e industria

Alla riunione hanno partecipato una ventina di delegati: oltre ai capi delle due agenzie federali, c’erano i CEO di Coinbase, Kraken e Gemini, insieme a rappresentanti della Blockchain Association e una delegazione di start-up da Silicon Valley e New York. Il clima è stato cordiale, ma non sono mancati momenti di tensione. Secondo un consigliere presente, “le aziende hanno chiesto meno rigidità sulle norme antiriciclaggio, preoccupate che regole troppo strette possano spingere innovazione e investimenti fuori dagli Stati Uniti”.

Dall’altra parte, Elaine Brewster della SEC ha ribadito che “la trasparenza e la sicurezza degli investitori sono priorità assolute. Non possiamo permettere zone grigie che mettano a rischio la fiducia nei mercati”. Ha comunque lasciato aperta la porta a qualche aggiustamento tecnico per rendere più agile l’attività delle imprese americane.

L’incognita politica e le reazioni del mercato

Al Congresso la partita resta apertissima. Il testo del Clarity Act ha l’appoggio dei repubblicani e di una parte dei democratici più attenti all’innovazione digitale. Il senatore Mark Feldman (D-California) lo riassume così: “Servono leggi moderne; se gli Stati Uniti vogliono restare competitivi devono adattare le regole alla tecnologia, non il contrario”. Contrari sono invece alcuni esponenti dell’ala progressista e associazioni dei consumatori, che chiedono tutele più forti contro frodi e instabilità.

Sul mercato la risposta è arrivata in fretta. Nella tarda serata di ieri – appena trapelate le prime indiscrezioni sul vertice – il prezzo di Bitcoin ha superato i 48mila dollari con un balzo del 4% in poche ore. Anche Ethereum ha messo a segno un rialzo simile. Gli analisti però mettono in guardia: “Molti puntano su norme favorevoli ma serve cautela; il testo finale del Clarity Act potrebbe cambiare ancora parecchio”, avverte Grace Liu di CryptoPolicy Advisors.

Prossime tappe: attesa per il voto e nuovi scenari

Oggi sarà giornata calda a Capitol Hill. Il voto al Senato sul Clarity Act potrebbe arrivare già in serata (ora italiana), salvo imprevisti dell’ultimo minuto. Se passerà, toccherà poi alla Camera esaminarlo prima della firma definitiva da parte di Trump. Solo allora – dicono fonti vicine al Tesoro – si capirà se davvero gli Stati Uniti stanno cambiando pagina sulla regolazione delle criptovalute.

Alla fine del vertice è arrivata una nota asciutta dal portavoce della Casa Bianca: “Il presidente vuole sostenere lo sviluppo della blockchain proteggendo al contempo gli investitori americani. Nessuna decisione sarà presa senza ascoltare tutte le parti”. Un equilibrio delicato da mantenere tra crescita economica e tutela degli utenti, mentre tutto il mondo guarda a Washington come laboratorio per l’economia digitale del futuro.

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