Palermo, 21 agosto 2026 – Una bimba di quattro anni è morta ieri sera all’Ospedale dei Bambini di Palermo, probabilmente a causa di una difterite, riaccendendo così il dibattito sulle vaccinazioni per l’infanzia. Secondo il personale sanitario, la piccola non era stata vaccinata secondo il calendario obbligatorio. I genitori, che abitano nel quartiere Zisa, avrebbero spiegato ai medici di aver evitato le vaccinazioni per motivi personali contrari ai vaccini.
La dinamica dei fatti
La tragedia si è consumata nel giro di poche ore. Martedì mattina, intorno alle 8, la bambina ha iniziato a mostrare gravi problemi respiratori e difficoltà a deglutire, come ha riferito la madre al 118. Il suo stato è peggiorato rapidamente: quando l’ambulanza è arrivata in via Imera, la situazione era già molto seria. Ricoverata in rianimazione pediatrica, la bimba è deceduta alle 19.45 nonostante i disperati tentativi del team guidato dal dottor Sergio Tedesco. “Abbiamo fatto tutto il possibile”, ha detto il primario, “ma quando è arrivata le sue condizioni erano già gravissime”.
Difterite sospetta e mancanza di vaccino
Il primo sospetto dei medici – comunicato subito ai genitori – è caduto sulla difterite, un’infezione batterica che in Italia era praticamente scomparsa grazie alle campagne vaccinali degli ultimi decenni. Solo nei prossimi giorni, con i risultati delle analisi biologiche, si potrà confermare se a causare la morte sia stato davvero il batterio _Corynebacterium diphtheriae_. Per ora la direzione sanitaria parla di “ipotesi clinica fondata”, in attesa delle verifiche.
Fonti ospedaliere hanno precisato che la bambina non risultava vaccinata né contro la difterite né contro le altre malattie coperte dall’esavalente. Una scelta che riflette lo scetticismo diffuso nel quartiere Zisa. “Non crediamo nei vaccini, temiamo possano essere pericolosi”, avrebbe detto il padre ad alcuni operatori sanitari nei corridoi del reparto. La famiglia non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali.
L’allarme delle autorità sanitarie
La notizia ha messo in allarme pediatri ed esperti di sanità pubblica. “Non registravamo casi sospetti di difterite infantile da almeno trent’anni”, spiega Giusy La Rocca, referente del Servizio epidemiologico dell’ASP di Palermo. È già partita la mappatura dei contatti della bimba nei giorni scorsi: scuola materna, vicini e familiari saranno sottoposti a controlli e profilassi antibiotica preventiva per evitare nuovi casi. In totale si prevede l’intervento su almeno 26 bambini e una decina tra insegnanti e parenti stretti.
I dati regionali indicano che in Sicilia la copertura dell’esavalente tra i nati nel 2022 si ferma all’89%, poco sotto quella raccomandata dall’OMS per garantire l’immunità di gregge. Nel quartiere Zisa sono molte le famiglie restie a vaccinare i figli: “Negli ultimi anni abbiamo visto un aumento delle rinunce”, ammette una pediatra locale.
Reazioni e dibattito acceso
Il caso ha subito riacceso il confronto sulle vaccinazioni obbligatorie. Il ministro della Salute Andrea Ferrara, informato ieri sera, ha diffuso una nota breve ma netta: “Un episodio gravissimo. Ricordo a tutte le famiglie che i vaccini salvano vite: la sicurezza dei bambini viene prima di paure e fake news”. Parole sostenute anche dall’Ordine dei Medici di Palermo e dalle principali associazioni pediatriche italiane.
Intanto sui social si sono moltiplicate le reazioni – alcune solidali verso la famiglia, altre molto critiche –, mentre davanti all’ospedale sono comparsi peluche e messaggi di affetto. Tra gli operatori sanitari domina invece la preoccupazione: “Temiamo che casi come questo diano fiato alla disinformazione”, confida un’infermiera che preferisce restare anonima.
Indagini in corso
Nella tarda serata di ieri il caso è stato segnalato alla Procura di Palermo che sta valutando eventuali responsabilità penali legate all’omissione degli obblighi vaccinali previsti dalla legge 119/2017. I Carabinieri del NAS hanno acquisito la cartella clinica della bimba e ascoltato i medici coinvolti.
Ora resta da capire con certezza se si tratti davvero di difterite: solo le analisi dell’Istituto Superiore di Sanità potranno confermarlo. Per molti esperti però questa vicenda rappresenta un campanello d’allarme serio. “La prevenzione resta l’unico modo per evitare tragedie come questa”, ricorda il virologo Massimo Andreoni dell’Università Tor Vergata. A Palermo oggi si piange una vita spezzata ma resta anche una domanda aperta: cosa succede quando viene meno la fiducia nella scienza?