TD Cowen taglia target Bitcoin a 100.000$ e MSTR a 260$: ecco i 4 fattori chiave da monitorare

Corrado Pedemonti

2 Luglio 2026

Milano, 2 luglio 2026 – TD Cowen ha abbassato le sue aspettative sul prezzo del Bitcoin, ora fissate a 100.000 dollari entro fine 2026, e ha rivisto al ribasso anche il target di MicroStrategy, che scende a 260 dollari per azione. La notizia, arrivata ieri dopo la chiusura dei mercati, ha scosso una platea di investitori già alle prese con una forte volatilità negli ultimi mesi. La banca d’affari americana punta il dito su quattro fattori chiave — i cosiddetti “pilastri” — che influenzano queste nuove stime. Vediamoli da vicino.

Quattro fattori pesano sulle previsioni

Il primo nodo da sciogliere, spiegano gli analisti di TD Cowen, riguarda la domanda istituzionale. Dopo un primo entusiasmo legato agli ETF su Bitcoin, la spinta degli investitori istituzionali si è ridotta notevolmente. “La domanda da parte degli istituzionali è meno solida di quanto ci aspettassimo all’inizio dell’anno”, scrive John Todaro, responsabile crypto research della banca. Non solo fondi pensione e assicurazioni stanno procedendo con cautela, ma anche diversi family office stanno frenando gli investimenti in criptovalute.

Il secondo fattore chiave è la questione regolatoria. Gli esperti evidenziano le incertezze normative sia negli Stati Uniti sia in Europa. Da una parte, la SEC ha aperto nuove indagini sulle piattaforme di scambio; dall’altra, l’entrata in vigore della direttiva MiCA in Europa — avvenuta a gennaio — procede più lentamente del previsto. In questo contesto, spiegano da TD Cowen, “gli operatori aspettano segnali più chiari prima di aumentare le loro esposizioni”.

Pressione dai fondamentali: domanda retail e andamento del mining

Il terzo aspetto riguarda la domanda retail, cioè quella degli investitori privati. Negli ultimi tre mesi, secondo CoinShares, i flussi netti verso gli exchange sono calati del 14%. “I piccoli risparmiatori hanno alzato il piede dopo i rialzi di marzo e aprile”, racconta un broker milanese che preferisce restare anonimo. “Molti hanno incassato i profitti e ora attendono segnali più netti dal mercato”. Questa riduzione della liquidità pesa anche sulla valutazione di MicroStrategy, particolarmente esposta al Bitcoin.

Il quarto pilastro è l’economia del mining. Lo “halving” dello scorso aprile ha tagliato quasi a metà le ricompense per i minatori, costringendo molti operatori meno efficienti a uscire dal gioco. Dati del Cambridge Centre for Alternative Finance parlano chiaro: oltre il 17% degli impianti minori nordamericani ha chiuso negli ultimi sei mesi. Il risultato? Meno pressione dalle vendite dei minatori, ma anche una rete meno distribuita e costi medi più alti.

MicroStrategy, strategia sotto esame

Per quanto riguarda MicroStrategy, guidata da Michael Saylor, TD Cowen sottolinea che il destino dell’azienda resta strettamente legato al prezzo del Bitcoin. Da inizio anno la società ha aumentato le sue riserve fino a superare i 250.000 BTC, come riportato nell’ultimo bilancio trimestrale. Però il recente calo delle quotazioni ha intaccato sia il valore degli asset sia la fiducia degli investitori.

Alcuni esperti — tra cui Kate Rooney della CNBC — mettono in guardia sull’alto livello di debito accumulato dalla società, che potrebbe diventare un problema se il prezzo del Bitcoin dovesse restare sotto i 90.000 dollari ancora per molto tempo. Finora MicroStrategy ha puntato su una strategia “buy and hold”, ma Saylor non manca mai di sottolineare che “stiamo valutando tutte le opzioni sul tavolo”. Un messaggio per tranquillizzare i mercati? Forse sì, ma intanto il titolo ieri ha chiuso a 278 dollari, segnando quasi un -7% rispetto alla metà di giugno.

Sguardo al futuro: stime conservative ma variabili

Secondo TD Cowen dunque i 100.000 dollari per Bitcoin sono un traguardo possibile, a patto che questi quattro pilastri mantengano un andamento favorevole nei prossimi mesi. La domanda istituzionale resta il punto più delicato; molto dipenderà dalle mosse dei grandi fondi americani dopo la pausa estiva. Sul fronte regolatorio si attendono novità entro settembre: la SEC dovrebbe finalmente chiarire alcune richieste su nuovi ETF spot legati ad altre criptovalute.

In questo quadro gli investitori devono muoversi con prudenza. “Non c’è più quella sicurezza che c’era fino a poco tempo fa”, confida un gestore romano raggiunto telefonicamente stamattina. Tra continue oscillazioni e previsioni che cambiano ogni settimana, una cosa è certa: la partita su Bitcoin e MicroStrategy è tutt’altro che chiusa e si gioca tutta sui fondamentali.

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