Londra, 10 luglio 2026 – Standard Chartered conferma il suo ambizioso obiettivo di 100.000 dollari per Bitcoin entro fine anno, nonostante le recenti vendite e la prudenza crescente tra gli investitori di tutto il mondo. La banca britannica ha chiarito la sua posizione mercoledì mattina, in una nota inviata ai clienti e subito ripresa dai principali media finanziari, spiegando nel dettaglio le ragioni dietro questa previsione. Il dibattito su Bitcoin e i suoi movimenti nelle ultime settimane è ancora acceso, con il mercato che naviga tra prese di profitto e tensioni geopolitiche.
Bitcoin, vendite tattiche ma obiettivi rialzisti
Negli ultimi trenta giorni, il prezzo di Bitcoin ha oscillato parecchio: da 61.500 a meno di 58.900 dollari, in un range nervoso segnato da una volatilità che ha spinto molti a vendite calibrate, spesso guidate dai grandi fondi istituzionali. Ma gli esperti di Standard Chartered non si fanno scoraggiare: “La recente pressione al ribasso non cambia il quadro generale”, si legge nella loro nota. Il traguardo di 100mila dollari resta in piedi “grazie alla domanda strutturale e ai fondamentali sul lungo termine”, spiega Geoffrey Kendrick, responsabile della ricerca crypto della banca.
Negli ultimi giorni – tra preoccupazioni per alcune posizioni importanti come quelle di Grayscale e dubbi sulle prossime mosse della Federal Reserve – si è percepita una certa tensione fra gli investitori. “Volatilità sì, ma anche segnali chiari di accumulo”, racconta un gestore fondi basato a Zurigo. In generale, gli operatori europei vedono queste vendite più come manovre tattiche che come cambiamenti strutturali.
Mercati in bilico e strategie di difesa
A Wall Street l’umore resta altalenante. L’ETF su Bitcoin gestito da BlackRock ha registrato un calo dei volumi del 18% rispetto alla media mensile, mentre in Asia diversi fondi hedge hanno ridotto l’esposizione nel breve termine. Tuttavia, proprio Standard Chartered fa notare che la quantità di bitcoin disponibile sul mercato si sta restringendo: “Con i nuovi flussi dagli ETF statunitensi e la diminuzione dei bitcoin nei wallet degli exchange, la pressione sulla domanda potrebbe tenere i prezzi ben saldi”, afferma Kendrick.
Sul fronte delle vendite, Strategy è solo uno dei nomi citati tra chi ha alleggerito le posizioni recentemente. Le prime stime degli operatori londinesi parlano di circa 17.000 bitcoin liquidati da portafogli istituzionali nelle ultime tre settimane — ma questo non sembra ancora indicare un’inversione di tendenza. “Finché l’interesse delle banche centrali sull’oro digitale resterà alto – aggiunge un analista di City AM – sarà difficile vedere crolli prolungati.”
Domanda istituzionale in crescita secondo Standard Chartered
Dal quartier generale della banca britannica arriva un messaggio chiaro: “Le prese di profitto erano prevedibili dopo il rally tra maggio e giugno”. Secondo Standard Chartered, tra luglio e agosto assisteremo a una “nuova fase di accumulo”, alimentata dall’ingresso di capitali freschi da fondi pensione americani e investitori retail asiatici. Le simulazioni interne indicano che un ritorno sopra i 70mila dollari potrebbe arrivare già entro settembre “se i tassi negli Stati Uniti si stabilizzano”.
Nonostante le incognite macroeconomiche — fra inflazione negli Usa e tensioni commerciali tra Pechino e Washington — la banca vede nel processo di halving e nelle nuove strategie degli ETF leve importanti per sostenere i prezzi. Resta però un rischio da non sottovalutare: “Una stretta monetaria più dura del previsto”, avvertono nel documento.
Investitori cauti ma senza panico
Nel cuore della City londinese i desk delle grandi banche lavorano serrato tra telefonate e report quotidiani, occhi puntati sui dati in tempo reale. “C’è tensione nell’aria, ma nessuno parla davvero di bolla pronta a scoppiare”, dice un trader di Morgan Stanley durante una call mattutina. I volumi restano robusti sui principali exchange europei, mentre gli operatori americani preferiscono muoversi con prudenza aspettando le prossime mosse della Federal Reserve.
Secondo CoinShares, piattaforma specializzata ad Amsterdam negli asset digitali, negli ultimi sette giorni sono usciti dagli ETF bitcoin oltre 340 milioni di dollari. Un segnale che conferma un momento di riflessione per gli investitori istituzionali, ma senza suggerire una fuga generale dal mercato.
Guardando avanti: l’estate sotto osservazione
Tra volatilità delle borse e incognite sulle politiche monetarie globali, il prezzo di Bitcoin resta sotto la lente dei grandi gestori anche nei mesi estivi. L’obiettivo fissato da Standard Chartered a 100mila dollari continua a far discutere e rappresenta una delle scommesse più seguite del momento. Molto dipenderà dalle decisioni delle banche centrali e dalla capacità del mercato di digerire nuove ondate di vendita o ritorni improvvisi d’interesse.
“Il quadro resta fragile”, conclude Kendrick nella nota inviata ai clienti. “Ma la direzione strutturale non è cambiata”.