Stablecoin e RWA: la nuova era del mercato crypto con asset tokenizzati in crescita

Corrado Pedemonti

27 Maggio 2026

Milano, 27 maggio 2026 – I dati più recenti di Messari e Chainalysis confermano che, da gennaio 2024 a oggi, il mercato globale delle cripto-attività ha visto crescere con forza la presenza di asset tokenizzati e delle cosiddette stablecoin yield-bearing. Un cambiamento importante, che per molti analisti segna una vera e propria rotazione strutturale dei capitali crypto. Ora la domanda è: questa tendenza si consoliderà o è solo una fase passeggera?

Asset tokenizzati in forte crescita: numeri e protagonisti

Gli RWA (Real World Assets) — cioè quei token digitali che rappresentano beni concreti come immobili, obbligazioni o materie prime — hanno attirato circa 9,4 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2026. Una cifra che fino a poco tempo fa sembrava irraggiungibile anche per i più ottimisti. “Stiamo vedendo un trasferimento graduale dei capitali dai token più speculativi verso prodotti più ancorati all’economia reale”, spiega Julian Oliver, responsabile ricerche di CoinShares.

Parallelamente, il valore totale delle stablecoin “yield-bearing”, cioè quelle stablecoin che generano rendimento tramite prestiti o investimenti sottostanti, ha superato i 41 miliardi di dollari a livello globale. L’aumento è stato particolarmente rapido da novembre scorso in poi. Tra i nomi più importanti in questa crescita ci sono Tether Gold, USDC Treasury e Ondo.

Rotazione dei capitali: tra incertezze e certezze

Perché sta accadendo tutto questo? Gli operatori indicano due motivi principali: la crescente volatilità dei token tradizionali — il prezzo del Bitcoin ha oscillato fra 51mila e 72mila dollari negli ultimi sei mesi — e la ricerca di strumenti capaci di offrire rendimenti più stabili in un contesto macroeconomico incerto. “Oggi l’investitore cerca protezione, trasparenza e un flusso di reddito prevedibile”, ammette Lara Greco di CryptoCompare.

E non è più solo roba da grandi fondi: molte piattaforme per investitori retail come Coinbase e Bitpanda stanno inserendo nel loro catalogo nuovi strumenti basati sugli asset tokenizzati. Resta però viva la preoccupazione per i rischi regolatori, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa, dove le autorità stanno lavorando su nuove norme per garantire maggiore trasparenza sulle riserve e sui meccanismi con cui vengono generati i rendimenti.

Dove si concentra il denaro

New York, Singapore e Londra sono ancora i poli principali per gli investimenti in token RWA. In Europa stanno crescendo Francoforte e Zurigo grazie alle banche tradizionali che cominciano a sperimentare la tokenizzazione di obbligazioni corporate e titoli di Stato. “Siamo solo all’inizio”, commenta Eric Zimmermann del DWS Group, “ma la domanda di strumenti regolamentati è concreta e sta aumentando”.

Sul fronte delle stablecoin yield-bearing, invece, l’attenzione si è spostata verso piattaforme DeFi asiatiche. Ondo, nato negli Stati Uniti ma con fortissimi legami in Giappone, gestisce oggi oltre 7 miliardi di dollari grazie a varie partnership con istituti finanziari locali.

Sfide regolamentari e incognite

Non tutto fila liscio: uno studio della European Blockchain Association mette in luce come il quadro normativo europeo resti frammentato, rallentando così l’adozione diffusa degli asset tokenizzati sia da parte delle famiglie sia delle aziende. Bruxelles dovrebbe arrivare entro l’autunno con una proposta per regolamentare le stablecoin con rendimento — una mossa molto attesa dal settore.

Nel frattempo negli Stati Uniti le autorità hanno alzato la guardia su alcune piattaforme sospettate di non fornire dati chiari sulle riserve e sulla sostenibilità dei rendimenti promessi. “Non basta chiamarle stablecoin per garantirne l’affidabilità agli utenti”, ha ribadito recentemente Gary Gensler, chairman della SEC.

Il futuro prossimo

L’impressione diffusa tra gli addetti ai lavori è che il settore dei token RWA possa continuare a espandersi nei prossimi dodici mesi, spinto dalle esigenze degli investitori ma anche dagli sforzi delle istituzioni finanziarie per adattarsi alle nuove tecnologie. Resta però qualche dubbio sulla capacità dei nuovi protocolli di assicurare liquidità nei momenti più difficili del mercato. “Nei prossimi trimestri assisteremo a una selezione naturale”, anticipa Greco. Solo allora si capirà se questa rotazione rappresenterà davvero un cambio duraturo oppure resterà un ciclo tra tanti nella storia delle crypto.

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