Napoli, 28 ottobre 2026 – L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) sta seguendo da giorni lo sciame sismico nel Tirreno meridionale, dopo la forte scossa che alle 9:11 del 23 ottobre ha colpito tra la costa calabra e quella campana. Gli esperti sono al lavoro per capire cosa stia succedendo, con un occhio di riguardo ai possibili legami tra la faglia attiva, le placche tettoniche coinvolte e il vulcano sommerso Marsili.
Tirreno nel mirino: scosse a ripetizione
Dopo il sisma principale, la sala sismica dell’Ingv di Roma ha registrato almeno quindici eventi con magnitudo tra 2.0 e 3.1, tutti concentrati nell’area tra Ponza, Ischia e la costa di Vibo Valentia. Il geologo Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv, sottolinea: «La zona è da tempo sotto osservazione, non si escludono altre repliche nei prossimi giorni». I movimenti restano superficiali, dai 5 ai 15 chilometri di profondità. «Questo fa pensare a un’attività legata sia alla crosta sia al mantello superiore», ha spiegato Doglioni in radio.
Lunedì mattina, intorno alle 7, due scosse ravvicinate hanno fatto tremare il mare davanti a Stromboli. Sulle Eolie, come ha riferito il sindaco di Lipari Riccardo Gullo, i tremori sono stati brevi ma netti. Nessun danno agli edifici, ma qualche preoccupazione nelle scuole.
Faglia o vulcano? Le ipotesi degli esperti
La domanda resta aperta: questi terremoti dipendono dalla faglia tirrenica orientale, dalle placche in movimento o dal vulcano sommerso Marsili? L’Ingv e l’Università Federico II hanno appena lanciato nuove indagini marine proprio intorno al Marsili – un gigante nascosto sotto il mare, lungo quasi 70 km e largo 30, con la cima a soli 500 metri dalla superficie.
Secondo la vulcanologa Maria Cristina Buonasorte, «la pista più probabile è quella della faglia tirrenica orientale, che negli ultimi decenni ha già generato eventi importanti». Ma la presenza del Marsili complica le cose. È il vulcano sommerso più grande d’Europa. «Un risveglio improvviso è poco probabile», dice Buonasorte, «ma non si può escludere qualche micro-eruzione o fenomeno idrotermale in profondità». Gli strumenti posizionati sul fondale – idrofoni e sismografi sensibili – stanno raccogliendo dati senza sosta.
Situazione sotto controllo ma occhi aperti
Nonostante gli eventi recenti, l’Ingv al momento esclude scenari emergenziali, come chiarito nella nota inviata ieri ai sindaci delle coste calabresi e campane. Nessun allarme tsunami è stato lanciato. Tuttavia gli scienziati invitano a restare vigili. Il tratto tirrenico meridionale è da sempre un’area “attiva”, con una sismicità superiore alla media nazionale. Nel bollettino sul sito ufficiale si legge: «Seguiamo l’evoluzione per cogliere eventuali cambiamenti su magnitudo, profondità e distribuzione degli epicentri».
Intanto proseguono le riunioni in prefettura a Catanzaro: le protezioni civili sono pronte a intervenire se serve. «Nessun panico, ma informazione continua», ha rassicurato il prefetto Enrico Ricci lunedì mattina in conferenza stampa. Sul lungomare di Tropea c’è chi guarda il mare con un po’ di diffidenza e chi invece preferisce affidarsi alle parole degli esperti.
Ricerca in prima linea per prevenire
Dal punto di vista scientifico questo episodio riaccende il dibattito sulle relazioni tra terremoti e vulcani sommersi. Uno studio pubblicato a marzo su “Geophysical Research Letters” (con Neri e D’Auria come autori principali) evidenzia come «negli ultimi vent’anni i dati mostrano una correlazione tra sciami sismici profondi e variazioni nella temperatura delle fumarole sopra il Marsili». La questione però resta aperta: solo monitoraggi continui potranno fornire risposte più chiare.
Nel frattempo continuano i sopralluoghi delle navi oceanografiche “Dallaporta” e “Galatea”, coordinate dal Cnr. Le analisi subacquee riguardano gas disciolti nell’acqua e rilievi dettagliati dei crateri secondari.
Per ora le località costiere vivono normalmente. In piazza si parla poco della questione; è nei bar, davanti a un caffè, che si discute di più. Qualcuno ricorda il terremoto del 2012 o gli episodi del 2016. La memoria è corta quando la terra smette di tremare; ma quel mare lì – quello no – resta sempre sotto controllo.