New York, 28 ottobre 2026 – Sul mercato delle scommesse decentralizzate di Polymarket si registra un fenomeno interessante: nelle ultime settimane, i flussi e i movimenti sulle previsioni relative alle elezioni di metà mandato Usa hanno mostrato un’attenzione insolita. Dati interni alla piattaforma, ottenuti da alanews, rivelano che la gran parte dei volumi scambiati – sia in termini di scommesse aperte che di liquidità – proviene da pochi wallet.
Polymarket, numeri e protagonisti delle scommesse
Fonti vicine a Polymarket, che opera sulla blockchain Ethereum e permette agli utenti di puntare su eventi politici e altro, confermano che nell’ultimo quindici giorni almeno il 78% del volume totale sulle elezioni Usa è stato mosso da meno di dieci indirizzi digitali. Una sorpresa, soprattutto se si pensa alla narrazione pubblica che parla di una partecipazione ampia e diffusa nelle previsioni elettorali. Chi guarda dall’esterno vede tanto movimento, ma i numeri dicono chiaramente che sono pochi a guidare il traffico reale.
«Pensavamo ci fosse più gente coinvolta», ha ammesso un analista che segue il settore. Tra i wallet più attivi ci sono indirizzi collegati a società di trading algoritmico e investitori singoli già noti nella comunità DeFi americana.
Le ragioni della concentrazione: competenze e capitali
Dietro questa concentrazione si nascondono motivi strutturali. Da un lato c’è la natura stessa di Polymarket – che richiede una buona dimestichezza con criptovalute, piattaforme non regolamentate e dinamiche della finanza decentralizzata – diventando così una sorta di barriera per molti utenti. Dall’altro, come spiega Ethan Rose, esperto in mercati predittivi presso Coinmetrics: «Chi ha più capitale può affrontare oscillazioni anche brusche e prendere posizioni importanti; i piccoli giocatori invece si fermano davanti al rischio».
Secondo quanto riportato da “The Block” venerdì scorso, uno dei wallet coinvolti avrebbe movimentato oltre 2,3 milioni di dollari in USDC sulle ultime consultazioni politiche, puntando sia su una vittoria Repubblicana al Senato sia su possibili colpi di scena alla Camera. Situazioni simili si erano già viste a novembre 2024: sempre su Polymarket un solo indirizzo digitale aveva gestito il 22% dei contratti legati alle presidenziali.
Implicazioni per il mercato e per la narrazione pubblica
Le conseguenze sono tutt’altro che irrilevanti. L’idea della “saggezza della folla” – spesso usata per spiegare il fascino dei mercati predittivi – qui sembra un po’ sbiadita: in realtà pochi grandi soggetti possono condizionare sia le quote sia le storie diffuse sulla probabilità di vittoria dei candidati. «Non è raro vedere variazioni improvvise nei prezzi dopo movimenti strani da uno o due wallet», spiega Alana Lin, ricercatrice dell’Università di Chicago.
Sul fronte regolatorio la questione resta delicata. Negli Stati Uniti la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) segue da mesi quello che succede su Polymarket proprio perché teme che soggetti troppo influenti possano alterare l’informazione pubblica con mosse coordinate. Un portavoce della CFTC ha ribadito che «la trasparenza è fondamentale», senza però confermare se ci siano indagini specifiche.
Percezione degli utenti e limiti delle piattaforme decentralizzate
Tra chi usa più attivamente Polymarket il dibattito è acceso. C’è chi considera questa concentrazione normale: “Sono strumenti tecnici, non roba da massaia”, ha scherzato un trader durante una chat su Discord sabato sera. Altri invece temono derive oligopolistiche o manipolazioni: «Se dieci persone muovono milioni, quanto contano davvero i prezzi di Polymarket?» si chiedeva domenica un utente con nickname CryptoHamster.
Dietro le quinte emerge anche realismo: l’ingresso non è solo una questione tecnica ma anche psicologica. “Mettersi contro hedge fund non è cosa per tutti”, ammette un veterano della piattaforma.
Lo scenario futuro: partecipazione e fiducia
Il futuro rimane incerto. I vertici di Polymarket – contattati via mail – hanno detto soltanto che “la piattaforma è aperta a tutti” e che “la decentralizzazione garantisce trasparenza”. Resta però aperta la questione della partecipazione: negli ultimi tempi gli iscritti attivi sono cresciuti appena del 5%, secondo CoinGecko, mentre i volumi medi per transazione sono quasi raddoppiati.
A poche settimane dall’election day del 5 novembre, gli occhi restano puntati su pochi indirizzi digitali. Puntate alte e pochi protagonisti: questa è l’immagine reale del nuovo mercato delle previsioni politiche nell’era blockchain.