Londra, 23 luglio 2026 – Ieri sera gli azionisti di Satsuma Corporation hanno dato il via libera alla dissoluzione della società con un risultato netto: il 90,63% dei voti a favore, come riportato nei documenti inviati al London Stock Exchange. La decisione arriva dopo mesi di tensioni e confronti interni, in un contesto già segnato dal calo delle attività digitali principali dell’azienda. Da settembre il titolo sarà delistato dalla Borsa di Londra, mentre i 668 Bitcoin in mano a Satsuma saranno messi sul mercato. Secondo fonti vicine al consiglio, l’operazione dovrebbe chiudersi entro la prima metà dell’autunno.
Un voto che chiude un capitolo importante
Il voto degli azionisti, tenutosi nella sede centrale di Threadneedle Street, è stato quasi unanime. Solo pochi contrari e nessun astenuto tra i grandi investitori istituzionali. Il CEO Michael Turner, uscendo dalla sala, ha usato toni cauti: “Abbiamo preso atto dei cambiamenti del mercato e delle aspettative dei nostri azionisti, questa scelta è la più responsabile”. Già da mattina presto la City era in fermento: molti operatori avevano previsto una decisione netta, vista la crisi degli ultimi trimestri nella raccolta e gestione degli asset digitali.
Delisting e passi successivi
Fondata nel 2017, Satsuma è stata una delle prime a scommettere sulle criptovalute nei servizi finanziari. Ora sarà tolta dagli indici del London Stock Exchange probabilmente tra fine agosto e i primi giorni di settembre. La tempistica non è casuale: in quei giorni sono attesi aggiornamenti normativi cruciali per il fintech britannico. “Un altro esito era difficile da immaginare – spiega un analista di JP Morgan contattato oggi – il modello di business è stato stretto nella morsa di regolamenti più duri e dalla continua instabilità del prezzo del Bitcoin”.
Il management ha già informato gli azionisti che la liquidità derivante dalla vendita dei 668 BTC sarà distribuita “in modo trasparente e nel rispetto delle regole”. Le stime parlano di un valore superiore ai 38 milioni di dollari, basandosi sulle ultime operazioni OTC, ma tutto dipenderà dall’andamento del mercato. Solo una volta conclusa la vendita si potrà quantificare con precisione quanto spetterà ai soci.
Che ne sarà degli asset digitali?
La notizia della vendita dei Bitcoin ha già mosso le acque nelle ultime 24 ore: alcuni desk londinesi registrano un aumento delle offerte, soprattutto da parte di operatori asiatici interessati a blocchi consistenti. Una nota interna diffusa ieri conferma che la vendita avverrà “in più tranche”, per evitare forti impatti sul prezzo.
Durante l’assemblea non sono mancate tensioni: alcuni piccoli azionisti hanno chiesto garanzie sui tempi della liquidazione e sulla tutela dei loro diritti. La risposta della presidenza è stata chiara: “Ogni passaggio sarà controllato da un notaio e comunicato tempestivamente”, si legge nel verbale.
Un segnale che pesa sull’intero fintech londinese
Molti osservatori vedono nella vicenda Satsuma un segnale pesante per il fintech a Londra. Si ricordano ancora gli anni d’oro del 2021-22, quando il titolo sfiorava le 14 sterline. Oggi invece il settore deve fare i conti con regole più rigide e una concorrenza globale sempre più agguerrita.
“Il caso Satsuma dimostra come la volatilità delle criptovalute possa mettere in crisi anche aziende solide in apparenza”, ha detto ieri sera Jessica Coleman, ricercatrice al Centre for Digital Finance della LSE. Un monito raccolto con attenzione dai piccoli risparmiatori che abbiamo incontrato davanti alla sede: molti mostrano amarezza e incertezza sul loro futuro finanziario.
Una chiusura annunciata ma non senza conseguenze
Solo nelle prossime settimane si capiranno davvero gli effetti della dissoluzione di Satsuma sui mercati. Il delisting segna la fine ufficiale di un’avventura imprenditoriale breve ma intensa. Per ora resta l’impegno a distribuire in modo ordinato le risorse residue; ma dietro le parole degli esperti si avverte anche la sensazione che questo epilogo fosse scritto da tempo.