Milano, 23 giugno 2026 – L’arrivo del dato PCE di maggio negli Stati Uniti, in programma per questa settimana, promette di scuotere non solo i mercati azionari ma anche il mondo delle criptovalute, con Bitcoin sotto i riflettori. È un passaggio cruciale, dicono da Wall Street: il Personal Consumption Expenditures Index (PCE), l’indicatore che la Federal Reserve usa come termometro dell’inflazione, può condizionare le prossime mosse sui tassi di interesse. E da quelle decisioni dipende in buona parte il futuro delle principali valute digitali.
PCE di maggio: cosa aspettarsi e che peso ha per la Fed
Giovedì 27 giugno, alle 14:30 ora italiana, il Dipartimento del Commercio americano pubblicherà il nuovo valore del PCE. Gli esperti, Morgan Stanley in testa, stimano una crescita annua intorno al 2,6%, leggermente inferiore al 2,7% di aprile. Il core PCE – cioè l’indice depurato da energia e alimentari – dovrebbe invece rimanere stabile, secondo Bloomberg. Per la Fed guidata da Jerome Powell questi numeri contano più dell’inflazione CPI: come ha detto la vice-presidente Philip Jefferson durante un’audizione al Senato, “Li consideriamo il barometro più affidabile per capire dove vanno i prezzi”.
Se davvero si confermasse un rallentamento dell’inflazione, non si può escludere che la Fed decida di tagliare i tassi già fra fine estate e inizio autunno. “Il calendario dipende dai dati, ma ogni segnale di raffreddamento pesa nelle scelte”, ha ribadito a Reuters la presidente della Fed di Cleveland Loretta Mester.
Bitcoin tra livelli tecnici chiave e volatilità in agguato
L’attesa per il dato PCE si riflette già su Bitcoin, che negli ultimi giorni si è mosso tra i 63.000 e i 66.000 dollari, con una volatilità più contenuta rispetto alle settimane passate. I numeri di CoinMarketCap mostrano un calo dei volumi giornalieri del 15%, a indicare prudenza in vista dell’appuntamento macro.
Secondo l’analista tecnico Michael Van de Poppe, “un PCE più basso delle previsioni potrebbe spingere Bitcoin oltre la resistenza dei 67.500 dollari, con spazio aperto verso quota 70.000 dollari“. Al contrario, se il dato dovesse sorprendere al rialzo, i supporti più solidi sono a 62.000 e 59.800 dollari. “La soglia psicologica dei 60.000 dollari resta cruciale: se viene superata al ribasso cambia l’umore degli investitori”, ha osservato Van de Poppe su X.
Gli investitori istituzionali guardano con attenzione
I grandi fondi americani e le società di asset management – BlackRock e Fidelity su tutti – seguono da vicino l’evoluzione del rapporto PCE-Fed-Bitcoin. Dopo il lancio degli ETF spot su BTC negli Usa a gennaio scorso, molti hanno preso posizione con strategie a breve e medio termine. “Il legame tra inflazione americana e cripto ormai è diretto”, conferma Joe Saluzzi, co-fondatore della piattaforma Themis Trading.
Negli ultimi giorni gli afflussi verso gli ETF spot su Bitcoin si sono stabilizzati attorno ai 180 milioni di dollari al giorno, secondo Glassnode. Un dato solido ma inferiore ai picchi della primavera scorsa, quando le attese su un taglio dei tassi erano più forti. “Molti aspettano segnali chiari dai dati macro prima di aumentare l’esposizione”, ha spiegato Saluzzi durante una conference call con investitori europei.
Scenari aperti nel medio periodo
Gli operatori mantengono un approccio cauto. “Il mercato cripto – e Bitcoin in particolare – ha mostrato grande reattività agli annunci della Fed nell’ultimo anno”, spiega Paolo Barrai, consulente indipendente noto nel panorama digitale italiano. Ogni cambio di tono sulle politiche monetarie ha portato a scossoni nei prezzi: basta ricordare la primavera scorsa quando dati sopra le attese avevano fatto precipitare BTC sotto i 58.000 dollari nel giro di poche ore.
Per ora l’umore è sospeso nel limbo dell’attesa. Secondo gli analisti di JP Morgan citati da CNBC, superare quota 70.000 dollari resterà difficile senza segnali chiari sull’inflazione Usa. Se invece il PCE di maggio dovesse sorprendere in positivo (cioè più basso), si aprirebbero scenari favorevoli per nuovi ingressi sia retail sia istituzionali.
Il conto alla rovescia è cominciato davvero. E tutto ruota intorno a un numero – quello del PCE – che questa settimana dirà molto non solo sull’economia americana ma anche sulla strada che prenderanno le criptovalute nei prossimi mesi.
