Roma, 21 giugno 2026 – La decisione del Congresso statunitense di rinviare il voto sulla CLARITY Act, la legge che avrebbe dovuto mettere ordine nelle regole sulle criptovalute e gli asset digitali negli USA, ha messo ieri i mercati in subbuglio. L’incertezza si è diffusa rapidamente, colpendo sia il mondo delle valute digitali che quello dei metalli preziosi. L’attesa era alta: il provvedimento avrebbe dovuto chiarire meglio le responsabilità degli intermediari. Invece, tutto è stato rimandato. La ragione? Fonti parlamentari parlano di una netta spaccatura sulla cosiddetta Strategy for Digital Assets, il piano di accompagnamento alla legge che alcuni deputati vogliono discutere più a fondo.
Bitcoin in difficoltà: volatilità e ondate di liquidazioni
Il rinvio, arrivato poco dopo le 17 ora italiana, ha avuto un impatto immediato su Bitcoin, che già mostrava segni di nervosismo da qualche giorno. Nelle ore seguenti la principale criptovaluta è scesa sotto quota 63.000 dollari, arrivando a toccare i 61.200 nel tardo pomeriggio secondo CoinMarketCap. “Tutta l’attesa per la CLARITY Act rende il mercato molto sensibile a ogni ritardo”, spiega Luca Ronzani, analista crypto di Bitlocus. “Gli investitori più grandi restano cauti: senza regole chiare aumentano rischi e speculazioni”. I movimenti sono stati rapidi e intensi: tra le 18 e le 21, secondo Glassnode, si sono bruciati oltre 230 milioni di dollari tra posizioni long e short.
Oro e argento frenano: pesa il clima di attesa
L’effetto del rinvio non si è limitato al digitale. Nello stesso intervallo anche l’oro ha ceduto terreno, scendendo sotto i 2.330 dollari l’oncia sul mercato spot di Londra. L’argento ha seguito la stessa strada, perdendo l’1,7% dai massimi registrati martedì. Secondo gli esperti di Commerzbank, questa pausa nella legge americana crea un “clima di attesa” che pesa sui beni rifugio tradizionali nei momenti di tensione. Anche i mercati finanziari più tradizionali non sono stati risparmiati: ieri pomeriggio l’indice S&P500 ha chiuso con un calo dello 0,4%.
Strategy for Digital Assets: divisioni profonde tra Camera e Senato
La vera questione resta la “Strategy for Digital Assets”, allegata alla CLARITY Act e fondamentale per definire quali poteri avranno SEC e CFTC sugli asset digitali. Alcuni deputati democratici temono che la versione attuale favorisca le grandi piattaforme a scapito dei piccoli operatori. “Così rischiamo una nuova concentrazione dei poteri”, ha denunciato in aula la deputata Alyssa James (D-NY). Dall’altro lato il senatore repubblicano Tom Fletcher ha risposto che “prima vengono le regole chiare, poi si vedrà sulle divisioni politiche”. Alla fine Mike DeSantis, leader della Camera, ha deciso per un rinvio a data da destinarsi.
Mercati tradizionali sotto pressione: poca liquidità e nervosismo
Le tensioni politiche si sono fatte sentire anche sui mercati finanziari più tradizionali. A Wall Street, commenta John Mayfield di Goldman Sachs, “il rischio regolatorio pesa soprattutto sulle società con forte esposizione agli asset digitali”. Da settimane ormai si registrano volumi bassi e una certa ritrosia al rischio: titoli come Coinbase e MicroStrategy hanno perso oltre il 3% nelle ultime due giornate. Attenzione anche ai fondi pensione e agli ETF: aspettano segnali chiari prima di aumentare l’esposizione su Bitcoin.
Prossima settimana: nessuna svolta all’orizzonte
Per ora non ci sono date precise per riprendere il voto sulla CLARITY Act: il calendario parlamentare resta fermo almeno fino alla fine del mese. “Senza un accordo sulla Strategy è difficile pensare a sviluppi rapidi”, ha ammesso DeSantis ai giornalisti nel Transatlantico. Gli investitori restano fermi ad aspettare, con una volatilità destinata probabilmente a restare alta finché Washington non darà segnali concreti. Anche i mercati europei guardano con prudenza: stamattina Francoforte ha aperto in leggero ribasso (-0,2%) sull’indice DAX.
La sensazione generale è quella di un “mercato sospeso”, come lo definisce Ronzani: ogni novità legislativa – anche solo annunciata – finisce per far salire la volatilità su tutte le principali asset class. E al momento a pagarne il prezzo sono soprattutto Bitcoin, i metalli preziosi e chi nei mercati tradizionali cerca sicurezza trovando solo nuove incognite.
