Morgan Stanley lancia ETF Ethereum e Solana con fee 0,14% e staking su NYSE Arca

Corrado Pedemonti

16 Luglio 2026

New York, 16 luglio 2026 – Morgan Stanley ha aggiornato i prospetti S-1 per i suoi ETF spot su Ethereum e Solana, annunciando una commissione di gestione fissata allo 0,14% e l’opzione di integrare lo staking tra le funzioni dei nuovi prodotti. La notizia è arrivata mercoledì mattina, con i documenti depositati alla SEC che fanno pensare a un lancio imminente, probabilmente già nelle prossime settimane, sulla piattaforma NYSE Arca.

Commissioni basse e staking: cosa cambia nei nuovi prospetti

I documenti pubblicati poco dopo le 9 a New York mostrano per la prima volta una commissione annua dello 0,14%, una delle più contenute nel settore degli ETF su asset digitali. Un funzionario di Morgan Stanley coinvolto nel progetto ha spiegato: “La struttura dei costi è pensata per attirare sia gli investitori retail sia quelli istituzionali, proprio ora che cresce l’interesse verso strumenti regolamentati”.

La vera novità è il chiaro riferimento allo staking, meccanismo tipico delle blockchain proof-of-stake che permette ai possessori dei token sottostanti di guadagnare rendimenti extra. Nei prospetti si parla di “eventuali premi derivanti dallo staking degli asset”, che potrebbero andare agli azionisti degli ETF, se la normativa lo permetterà.

Lancio vicino, mercato in attesa

Il dossier di Morgan Stanley arriva pochi giorni dopo gli aggiornamenti simili presentati da giganti come BlackRock e Fidelity, segno che negli Stati Uniti la corsa agli ETF spot sulle criptovalute si sta facendo serrata. Fonti del settore riferiscono che la SEC ha chiesto “integrazioni tecniche e chiarimenti sul funzionamento dello staking”, ma la procedura è ormai a buon punto.

“Contiamo di avere una risposta definitiva entro fine luglio”, dice a alanews.it un analista Bloomberg esperto di mercati digitali. Intanto sulla piattaforma NYSE Arca sono già apparsi i ticker provvisori dei due fondi: ETHMS e SOLMS. Da notare che nei moduli S-1 aggiornati la sede legale è indicata a New York, come richiesto dagli standard federali per le quotazioni sull’Arca.

Perché puntare su Ethereum e Solana: dietro la scelta

Non sorprende che si sia scelto di scommettere su Ethereum e Solana. Il primo è la seconda criptovaluta al mondo per capitalizzazione e lo standard per smart contract e applicazioni decentralizzate; il secondo è considerato tra i network più veloci con costi bassissimi per le transazioni. “Questi ETF offrono un modo diretto per avere esposizione ai token senza dover gestire wallet o affrontare rischi operativi”, spiega un portavoce di Morgan Stanley.

Se verrà dato il via libera allo staking da parte della SEC, si potrebbero avere rendimenti extra oltre alla semplice variazione del prezzo dei token. Non è ancora chiaro se questi guadagni saranno distribuiti agli azionisti in forma liquida o reinvestiti direttamente nei fondi. In Europa strumenti simili sono già attivi da qualche mese con risultati positivi soprattutto tra investitori istituzionali.

Reazioni del mercato e prospettive

Nelle ore successive alla pubblicazione dei documenti il mercato ha reagito con cautela: Ethereum si è mosso poco sopra i 3.450 dollari mentre Solana ha oscillato intorno ai 164 dollari (dati Coinbase alle 12 italiane). “La svolta arriverà solo con l’approvazione finale”, ammette Tommaso Greco, portfolio manager in una società londinese specializzata in digital asset. Nel frattempo, online si accende il dibattito sulla possibilità che lo staking diventi la nuova frontiera degli ETF crypto negli Usa.

Secondo alcune stime raccolte tra gestori e consulenti finanziari a Manhattan, l’ingresso di Morgan Stanley potrebbe portare fino a 1,2 miliardi di dollari nei primi sei mesi dal lancio – sempre se il mercato resta stabile e la regolamentazione non riserva sorprese.

Lo sguardo al futuro: cosa potrebbe succedere

Ora tutta l’attenzione è puntata sulla posizione finale della SEC riguardo allo staking negli ETF spot su asset digitali. Fonti interne all’authority definiscono la questione “delicata” e avvertono: “L’obiettivo è evitare rischi sistemici e garantire massima trasparenza agli investitori”. Anche Morgan Stanley si dice pronta a modificare i prodotti qualora le regole lo richiedano.

Solo allora capiremo se questo modello potrà davvero cambiare il rapporto tra risparmiatori tradizionali e mondo crypto – o se resterà un esperimento parziale. L’appuntamento ora è tra poche settimane: occhi puntati su Wall Street e sulla SEC.

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