Washington, 2 novembre 2026 – Manca meno di un giorno alle elezioni di midterm negli Stati Uniti, che si terranno domani, 3 novembre. Un momento cruciale che, secondo analisti e addetti ai lavori, potrebbe cambiare le carte in tavola non solo per la politica americana, ma anche per gli asset globali: da Bitcoin e altre criptovalute all’S&P 500, senza dimenticare dollaro e oro. Le urne chiameranno a rinnovare la Camera dei Rappresentanti e un terzo del Senato, proprio mentre i mercati mostrano segnali di nervosismo legati all’incertezza sulle riforme economiche più importanti.
Mercati in attesa: tra S&P 500 e dollaro
A Wall Street la tensione si taglia col coltello. Gli operatori sono tutti concentrati su come il nuovo Congresso potrà influenzare borse e valute. Negli ultimi vent’anni, ricordano diversi studi (tra cui uno recente di JP Morgan), le elezioni di metà mandato hanno spesso segnato l’inizio di una ripresa per l’S&P 500, con guadagni medi superiori al 10% nei sei mesi successivi. Però questo 2026 è tutto un altro film: le tensioni internazionali, il giro di vite della Fed e la corsa all’intelligenza artificiale mettono sul tavolo variabili mai viste prima. “Ci aspettiamo qualche giornata agitata, ma storicamente il mercato azionario americano tende a reagire bene alle midterm”, ha detto al New York Times Margaret Chen, strategist di Morgan Stanley.
Diversa invece la situazione per il dollaro, che dopo mesi di rafforzamento ha spinto l’indice DXY sopra quota 106 a metà ottobre. Se il Congresso dovesse restare diviso, il Tesoro potrebbe vedere ridotti i margini per politiche fiscali espansive, spingendo gli investitori a incassare qualche profitto sulla valuta americana. Solo in caso di risultati favorevoli a misure più morbide vedremo forse un’inversione di tendenza.
Bitcoin e crypto: tra speranze e ombre regolatorie
Attenzione puntata anche sulle criptovalute, soprattutto su Bitcoin, che negli ultimi tempi è tornato sopra i 37.000 dollari. Il nodo principale è la regolamentazione. Se i Repubblicani dovessero avanzare — storicamente più aperti alle innovazioni digitali — potrebbe arrivare una legge federale più chiara sulle crypto. “Le aziende vogliono regole precise e meno pesanti”, ha spiegato John Miller, consulente fintech a San Francisco. Ma i dubbi restano: la SEC ha mantenuto un atteggiamento severo verso certi prodotti derivati e le stablecoin. Solo pochi giorni fa l’amministratore delegato di Coinbase ha ribadito: “Serve una strategia nazionale chiara, basta con interpretazioni confuse”.
Inoltre, sembra che la volatilità delle criptovalute si accentui proprio prima delle elezioni: secondo CryptoCompare, le oscillazioni medie di Bitcoin nei sette giorni intorno alle midterm sono quasi il doppio rispetto al resto dell’anno.
Oro tra rifugio sicuro e rischio tassi
Parlando dell’oro, tradizionalmente considerato un porto sicuro quando c’è incertezza politica, quest’anno lo scenario è più complicato. Con i tassi d’interesse ancora alti e la crescita globale che rallenta, gli esperti mettono in guardia da possibili oscillazioni più forti del solito nel prezzo del metallo giallo. “La domanda resta solida soprattutto dall’Asia”, si legge in un report Bloomberg uscito ieri sera. Però se dopo le elezioni dovesse scattare uno stallo politico prolungato — come già successo tra il 2010 e il 2014 — i grandi fondi potrebbero vendere per motivi tecnici.
Cosa aspettarsi nelle ore dopo il voto
Gli osservatori consigliano comunque prudenza: i primi effetti sui prezzi probabilmente si vedranno solo nelle prossime 48 ore. Solo quando saranno noti i nuovi leader al Congresso si capirà se ci saranno spazi per nuove politiche fiscali o se prevarrà l’immobilismo. Wall Street seguirà con attenzione le prime conferenze stampa in programma mercoledì mattina ora italiana. Tra gli operatori c’è un mix di attesa e cautela: “Questa tornata — commenta Alan Becker, analista indipendente — forse non cambierà i fondamentali macroeconomici, ma potrà indirizzare la narrazione su crescita e innovazione”.
In sostanza, le midterm Usa del 2026 non sono soltanto un banco di prova politico per l’amministrazione in carica: rappresentano un vero test per capire dove andranno i mercati globali in un anno già pieno di incognite. E proprio su questo equilibrio fragile si giocherà il futuro prossimo di Bitcoin, dollaro e oro — che domani notte saranno sotto gli occhi di tutti insieme alle urne americane.