Milano, 2 novembre 2026 – Un attacco informatico scoperto nella notte tra il primo e il due novembre ha preso di mira due Safe wallet collegati alla rete Ethereum, causando la perdita di 114,09 ETH. Secondo gli esperti di sicurezza, l’intrusione è stata possibile grazie a una falla nel modulo FlashLoopAdapter, un componente software diffuso nei protocolli decentralizzati. Nel giro di poche ore, i fondi sono stati spostati su un indirizzo sconosciuto, innescando l’allarme nella comunità cripto, come confermato dai dati pubblici su Etherscan.
Exploit su FlashLoopAdapter: come è avvenuto il furto di ETH
La vicenda si è sviluppata velocemente: tra le 21:40 e le 22:00 ora italiana, i sistemi di monitoraggio dei wallet hanno segnalato movimenti sospetti. La società Safe, raggiunta da alanews.it, ha confermato che “le indagini sono in corso”, precisando che l’attacco “ha colpito solo wallet che utilizzavano una versione non aggiornata di FlashLoopAdapter”. Si tratta di una situazione comune, soprattutto tra sviluppatori indipendenti che usano strumenti per automatizzare operazioni complesse. Solo dopo l’incidente, però, alcuni utenti hanno notato sui forum specializzati come Discord e Reddit la presenza di un bug noto ma spesso sottovalutato.
Danni stimati e reazioni nella comunità cripto
Il bottino rubato – 114,09 ETH, circa 370mila euro al cambio attuale – non è tra le cifre più alte viste negli ultimi exploit blockchain. Ma la dinamica lascia preoccupati: “Il vero problema è che moduli esterni possono diventare il tallone d’Achille dei wallet multi-firma”, spiega Federico Monti, ricercatore al Politecnico di Milano. Sui social si leggono commenti di “sconcerto” per la rapidità con cui l’hacker ha svuotato gli account. Altri utenti criticano la manutenzione “troppo spesso trascurata” dei plugin utilizzati per l’automazione.
FlashLoopAdapter sotto la lente: bug e responsabilità
Da una prima ricostruzione tecnica emerge che l’exploit ha sfruttato un errore nei controlli delle autorizzazioni sulle transazioni. Solo dopo l’attacco sono emersi dettagli sul funzionamento del modulo: “Consentiva l’esecuzione simultanea di più operazioni ma non verificava correttamente i permessi dell’utente che le avviava”, spiega Lorenzo Mainardi, esperto di sicurezza. Per ora la responsabilità sembra divisa tra gli sviluppatori del modulo e gli amministratori dei wallet colpiti. Il team Safe ha diffuso un comunicato alle 10:15 invitando gli utenti “a aggiornare subito tutte le componenti software non ufficiali”.
Sicurezza decentralizzata: i rischi nascosti
Il caso riporta al centro del dibattito la sicurezza dei wallet multi-firma e dell’ecosistema delle app decentralizzate (dApp). Sara Biagini, analista di Chainalysis Italia, osserva come “la facilità con cui è stato aggirato il controllo multi-livello mostra che la sicurezza resta un punto debole”. Oggi quasi il 40% delle perdite nel settore DeFi deriva da bug in software open source non sottoposti a audit approfonditi. Come racconta uno sviluppatore anonimo contattato su Telegram, “la corsa all’innovazione spesso mette in secondo piano i test sulla sicurezza”. Solo dopo episodi come questo – ammette Biagini – “la comunità tende a riconsiderare le priorità”.
Che cosa succede ora: indagini e rischi ancora aperti
Gli analisti seguono la pista di un indirizzo Ethereum dove sono finiti i fondi rubati, ma come spesso capita tracciare i movimenti successivi sarà difficile. Nessuno ha rivendicato pubblicamente l’attacco. Intanto Safe ha annunciato che “valuterà azioni per provare a recuperare quanto perso”, anche se le possibilità restano limitate data la natura delle transazioni sulla blockchain. Gli utenti coinvolti stanno ricevendo supporto tecnico per identificare altre eventuali vulnerabilità.
La lezione più importante: tenere tutto aggiornato
Mentre la comunità cerca risposte sull’exploit, cresce la consapevolezza che ogni singolo componente software – anche il più marginale – può diventare un varco per gli attaccanti. “Aggiornare e controllare regolarmente tutti i moduli è il primo passo fondamentale per la sicurezza”, rimarca Mainardi. Nel mondo cripto però, dove tutto corre veloce e i rischi si nascondono nei dettagli tecnici, non sempre si riesce a tenere il passo con la prudenza necessaria.