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Bitcoin vola a 113.000$: Citi rialza il target grazie all’effetto ETF e investimenti istituzionali

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
2 Novembre 2026
in Crypto

Milano, 2 novembre 2026 – La banca americana Citi ha alzato l’asticella per il Bitcoin, puntando ora a un prezzo di 113.000 dollari entro il prossimo anno. La notizia è arrivata ieri sera con una nota agli investitori, in un momento in cui l’interesse per le criptovalute sembra riprendersi con vigore. Secondo Citi, la spinta arriverà soprattutto da un aumento degli investimenti istituzionali, che – sempre secondo gli analisti – potrebbero superare i 5 miliardi di dollari nel breve termine.

Cosa spinge Citi a rivedere le stime: più capitali e nuovi protagonisti

Nel documento diffuso dal suo team di ricerca, Citi spiega che la nuova previsione si basa su elementi concreti. Innanzitutto, l’attenzione crescente di fondi pensione e compagnie assicurative verso l’ecosistema cripto. «Vediamo segnali chiari di una partecipazione istituzionale più forte rispetto ai cicli passati», ha commentato Steven Alexander, capo analista per gli asset digitali. Un altro segnale importante è la recente approvazione della SEC americana di nuovi fondi ETF basati su Bitcoin, che da settembre hanno già raccolto adesioni importanti.

A questo si aggiunge la decisione della banca centrale svizzera di esplorare l’integrazione delle valute digitali nei sistemi di clearing nazionali. I dettagli sono ancora pochi, ma per Citi è un chiaro segnale: più fiducia nel settore e meno paura della volatilità.

I numeri del mercato: afflussi e impatti attesi

Citi stima che nel prossimo semestre potrebbero arrivare sul mercato di Bitcoin capitali per circa 5 miliardi di dollari. Una cifra “prudente”, dicono gli analisti, che potrebbe crescere se il quadro economico globale si stabilizza. Non è la prima volta che Citi aggiorna le sue previsioni sulle criptovalute: già nel 2024 aveva indicato Bitcoin come “bene rifugio” in tempi di alta inflazione e tassi ballerini. Ma questa volta il salto è netto: da 78.000 dollari si passa a 113.000.

Dietro questa revisione c’è anche un passo avanti nella regolamentazione globale: solo negli ultimi sei mesi l’Unione Europea e l’Asia hanno fatto progressi concreti sulle regole anti-riciclaggio per gli scambi di criptoasset, sottolinea Alexander dagli uffici di New York.

Reazioni dal mercato: “Una svolta possibile”

Le reazioni a Piazza Affari sono state misurate ma attente. Ieri mattina alcuni gestori hanno commentato quasi sottovoce la novità: “Non è un’esagerazione dire che l’ingresso massiccio degli istituzionali potrebbe cambiare le carte in tavola”, ha detto un trader di Mediobanca prima dell’apertura del mercato. Andrea Migliorini di Azimut parla invece di una “scommessa ragionata” su un settore ormai troppo grande per essere ignorato dai fondi tradizionali.

Resta però la prudenza, soprattutto per la volatilità recente: negli ultimi due mesi il Bitcoin ha ballato tra i 63.000 e i 72.500 dollari, secondo Coinmarketcap. Nonostante questo, tra gli operatori c’è realismo: “Nessuno pensa a una corsa senza ostacoli – spiega Migliorini – ma i fondamentali sono cambiati.”

Prospettive e incertezze sul futuro

Non mancano i dubbi tra esperti ed economisti. I precedenti rally delle criptovalute spesso sono finiti con forti correzioni. Citi stessa ammette nella nota che “restano rischi regolamentari e geopolitici” difficili da prevedere. E resta da capire se gli investitori istituzionali manterranno posizioni a lungo termine o se faranno solo mosse tattiche nei momenti giusti.

Nonostante ciò, l’annuncio sembra destinato a lasciare il segno più a lungo che qualche giorno. A Francoforte e Londra – riferiscono fonti finanziarie – le grandi banche d’affari hanno rivisto subito le esposizioni sui derivati legati al Bitcoin già dalla serata di ieri.

Un mercato in trasformazione

La nuova previsione di Citi vuole segnare una svolta nel mondo delle criptovalute. L’ingresso dei grandi investitori istituzionali viene visto come il possibile motore per una fase più matura del settore. Resta però vivo il rischio legato alla volatilità, alle regole in evoluzione e all’instabilità dell’economia globale.

Per ora, la soglia dei 113.000 dollari resta un obiettivo da raggiungere, atteso ma non certo. Una cosa però è chiara: il confronto tra i grandi player sul futuro delle criptovalute è appena cominciato davvero.

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