Cryptohack
  • Ultime notizie
  • Crypto
  • Metaverso
  • NFT
  • DeFi
  • Cyber Security
  • Approfondimenti
No Result
View All Result
  • Ultime notizie
  • Crypto
  • Metaverso
  • NFT
  • DeFi
  • Cyber Security
  • Approfondimenti
No Result
View All Result
Cryptohack
No Result
View All Result
Home DeFi

Marketplace Blur chiude: il tramonto degli NFT e il crollo dei volumi del 99%

Cristina Manetti by Cristina Manetti
13 Ottobre 2026
in DeFi

Milano, 13 ottobre 2026 – OpenSea, la piattaforma che fino a tre anni fa era il volto più noto degli NFT e del boom digitale mondiale, chiuderà i battenti entro fine mese. Una voce che circolava già tra gli addetti ai lavori da settimane, ora è ufficiale: il marketplace nato nel 2017 per mano di Alex Atallah e Devin Finzer non riesce più a coprire i costi di gestione, travolto da un crollo verticale dei volumi che ha lasciato ben poco spazio per resistere.

Il tracollo dei volumi NFT e la chiusura di OpenSea

La storia è chiara: l’apice del mercato degli NFT è stato raggiunto nell’estate del 2023. In quei mesi, scambi milionari — Bored Ape, CryptoPunk e altre collezioni virali — avevano fatto credere a una nuova era stabile per arte e collezionismo digitali. Ma i dati raccolti da DappRadar tra fine 2023 e inizio 2024 raccontano un’altra storia: i volumi di scambio su OpenSea si sono ridotti del 99% rispetto al picco. Una caduta libera senza precedenti, spiegano gli analisti, nemmeno nelle crisi tech precedenti si era vista una frenata così netta.

“È stato un vuoto lento ma inesorabile,” ha detto ieri sera Devin Finzer in un incontro con la stampa via Zoom. “Abbiamo provato altre strade, ma il mercato non ci permette più di andare avanti.” Parole semplici, senza fronzoli. Dal quartier generale di New York — dove ora lavorano una ventina di persone — arriva un senso di rassegnazione. Qualcuno aveva già mollato l’estate scorsa, altri hanno tenuto duro fino all’annuncio.

Dal boom speculativo all’oblio: come è cambiato il mercato

A guardarci indietro, gli NFT avevano catturato l’interesse anche in Italia: investitori, artisti digitali e collezionisti si erano buttati a capofitto. Case d’asta internazionali, musicisti pop, perfino squadre di calcio avevano provato a cavalcare quell’onda. Nel 2022 OpenSea sfiorava il miliardo di dollari in transazioni ogni mese ed era definita la “Borsa di Wall Street” dei token non fungibili. Poi qualcosa si è inceppato.

Con il passare del tempo sono spariti gli investitori istituzionali. Il mercato ha perso liquidità: meno compravendite, meno movimento. Eppure qualche vendita da milioni continuava ancora nei primi mesi del 2024. Ma già allora si capiva che quella fase stava tramontando. “Non ci sono più acquirenti disposti a investire come prima,” spiegava a maggio Noah Davis, uno dei curatori più conosciuti nel settore.

Gli effetti a catena su utenti e artisti digitali

Chi sta pagando il conto? Sopratutto piccoli artisti e collezionisti arrivati troppo tardi sul mercato. “Ho messo online le mie opere sperando che tutto si stabilizzasse,” racconta Anna Russo, artista digitale milanese che nel 2022 aveva venduto due quadri virtuali a 6 mila euro l’uno. Oggi fa fatica a trovare compratori anche per pochi spiccioli. Storie simili arrivano da Berlino, Los Angeles e Tokyo: secondo alcune stime della società Messari oltre 50 mila creatori negli ultimi dodici mesi hanno abbandonato gli NFT o sono tornati alle piattaforme tradizionali.

E le grandi collezioni? Alcuni brand tentano ancora strade alternative (collaborazioni con videogiochi o iniziative legate ai concerti). Ma il tempo dei record sembra ormai alle spalle. Gli ultimi dati di NonFungible.com mostrano che il valore medio degli NFT scambiati su OpenSea è sceso a circa 23 dollari — una frazione rispetto ai circa 900 dollari del luglio 2023.

Il futuro dei token digitali dopo la chiusura

Ora la domanda è: cosa resta dopo la chiusura del principale marketplace NFT? Gli altri attori come Blur, Rarible o LooksRare non sembrano pronti a raccogliere l’eredità lasciata da OpenSea. Gli esperti parlano già di “consolidamento”, una fase naturale dopo anni di crescita turbolenta e poco sostenibile.

Nel report trimestrale della Blockchain Research Group dell’Università Bocconi si legge che “la tecnologia NFT sopravvivrà come infrastruttura”, ma con aspettative più realistiche: meno aste da capogiro e più usi concreti (autenticazione digitale, biglietti elettronici, contratti smart). Gli artisti? Per ora sono divisi tra chi crede ancora in una ripresa lenta e chi preferisce tornare all’arte tradizionale.

Insomma, con la caduta degli NFT si spegne l’ultima grande luce del boom digitale passato. Ora resta da vedere se questo sarà solo un stop temporaneo o l’inizio di una nuova fase per il collezionismo online.

Articoli recenti

  • Migliori Condizionatori Ottobre 2026: Guida Completa per Scegliere il Climatizzatore Ideale
  • Marketplace Blur chiude: il tramonto degli NFT e il crollo dei volumi del 99%
  • Binance Pool chiude nel 2026: addio al mining di Bitcoin, tutte le scadenze e istruzioni per i miner
  • Come autorizzare pagamento Postepay: guida semplice per completare acquisti online senza problemi
  • Bitcoin supera gli 83 mila dollari, ma gli investitori istituzionali si ritirano: cosa succede agli ETF spot?
  • Redazione
  • Privacy Policy
  • Disclaimer

Copyright © 2025 - Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva 16947451007
legal@editorially.it - redazione@editorially.it
Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

No Result
View All Result
  • Ultime notizie
  • Crypto
  • Metaverso
  • NFT
  • DeFi
  • Cyber Security
  • Approfondimenti

Copyright © 2025 - Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva 16947451007 legal@editorially.it - redazione@editorially.it Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001