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Home DeFi

Bitcoin supera gli 83 mila dollari, ma gli investitori istituzionali si ritirano: cosa succede agli ETF spot?

Cristina Manetti by Cristina Manetti
13 Ottobre 2026
in DeFi

Milano, 13 ottobre 2026 – Dopo un vero boom che ha portato negli ultimi giorni afflussi per 1,7 miliardi di dollari in appena due sedute, gli ETF spot su Bitcoin stanno mostrando una netta frenata da parte degli investitori istituzionali. Un’inversione di rotta che ha colto di sorpresa gli addetti ai lavori, soprattutto dopo l’entusiasmo alle stelle registrato a settembre. I dati pubblicati questa mattina da CoinShares, confermati anche da Bloomberg, raccontano un quadro più tiepido: “Negli ultimi tempi gli ingressi di capitale si sono fatti più rari e in certi casi si sono trasformati in uscite nette”, spiegano.

Il gelo degli istituzionali sugli ETF Bitcoin

L’onda di entusiasmo che ha accompagnato il debutto degli ETF spot su Bitcoin nei mercati finanziari Usa sembra essersi decisamente affievolita. Da metà settembre a oggi, la domanda da parte dei grandi fondi — quelli che avevano scommesso per primi sulla “legittimazione” del Bitcoin tramite prodotti quotati — ha iniziato a calare. A confermarlo sono i movimenti dei colossi della gestione: “L’interesse degli investitori istituzionali sta perdendo slancio, con diversi giorni consecutivi segnati da flussi negativi”, commenta stamattina James Butterfill, responsabile ricerche di CoinShares.

Non è solo una questione di oscillazioni normali, dicono gli operatori: questo potrebbe essere un primo segnale di prudenza o addirittura di attesa in vista delle prossime mosse della Federal Reserve. Solo all’inizio di settembre, ricorda Bloomberg, prodotti come il Grayscale Bitcoin Trust (GBTC) o l’iShares Bitcoin Trust avevano raccolto cifre record in meno di due giorni. Oggi però il quadro è cambiato: i flussi netti sulle principali piattaforme ETF sono scesi ai livelli più bassi da giugno.

Volatilità e politica monetaria spingono al disimpegno

Tra i gestori sentiti c’è chi indica al centro del problema la volatilità dei prezzi. Il valore del Bitcoin è passato dagli oltre 75 mila dollari registrati a fine estate agli attuali 63 mila, con salti repentini spesso legati a notizie sulle decisioni della politica monetaria. “Molti istituzionali stanno prendendo una pausa dopo un’estate decisamente movimentata”, racconta una fonte interna a un fondo europeo con base a Francoforte. “A pesare sono l’incertezza sui possibili rialzi dei tassi Fed e un clima geopolitico poco chiaro”.

Le riunioni della banca centrale americana restano quindi sotto la lente d’ingrandimento. Con tassi ai massimi da anni e lo spettro di ulteriori aumenti sui costi del denaro sempre sullo sfondo, molti gestori preferiscono per ora tenersi liquidi. Solo quando il quadro sarà più chiaro e stabile la domanda per prodotti come gli ETF spot su Bitcoin potrebbe tornare a crescere.

Effetti sul mercato e reazioni degli operatori

Il raffreddamento degli inflow istituzionali non passa inosservato neanche tra i piccoli investitori retail. Nei gruppi Telegram e nei forum specializzati si sente un certo scetticismo: c’è chi dice che era normale aspettarselo, chi invece pensa che siano prese di profitto dopo il rally estivo. Anche in Borsa i volumi sugli ETF spot segnano una flessione costante da otto sedute, come rilevano i dati LSEG Refinitiv.

Intanto le società emittenti cercano di calmare gli animi. BlackRock — uno dei maggiori protagonisti nel campo degli ETF su asset digitali — fa sapere tramite una nota che “le strategie degli investitori istituzionali seguono cicli legati ai cambiamenti macroeconomici”. Niente allarmi ufficiali quindi, anche se nelle sale trading milanesi l’aria resta cauta.

Tra regolamentazione e nuovi prodotti le incognite restano

Sul fronte regolamentare il terreno resta insidioso. La Securities and Exchange Commission (SEC) negli Stati Uniti così come le autorità europee continuano a osservare con attenzione quello che succede, consapevoli che il successo o il rallentamento degli ETF spot su Bitcoin può condizionare la percezione del rischio sull’intero comparto delle criptovalute. Per alcuni addetti ai lavori la partita non finisce qui: “Molto dipenderà dalle prossime mosse delle autorità regolatorie e dal lancio di nuovi strumenti legati alle crypto”, sottolinea Davide Ghiglino, analista fintech.

Nel frattempo il mercato sembra voler prendere fiato. L’appuntamento chiave sarà la riunione della Fed del 7 novembre. Fino ad allora, spiegano gli esperti interpellati da alanews.it, è probabile che i flussi sugli ETF spot Bitcoin rimangano prudenti, mentre tutti restano con gli occhi puntati sui dati macroeconomici e sulle scelte delle grandi case di gestione.

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