Secondo Eurostat, solo il 47,2% dei giovani italiani tra 16 e 24 anni usa l’IA generativa: cresce il divario con l’Ue
Bruxelles, 12 febbraio 2026 – L’Italia continua a collocarsi tra le ultime posizioni dell’Unione Europea per l’adozione dell’intelligenza artificiale generativa da parte dei giovani. Secondo gli ultimi dati diffusi da Eurostat, solo il 47,2% dei ragazzi tra i 16 e i 24 anni nel nostro Paese utilizza strumenti avanzati come ChatGPT o Gemini, una percentuale ben al di sotto della media europea, che si attesta al 63,8%.
Italia penultima per utilizzo dell’IA tra i giovani
Nel confronto europeo, l’Italia si posiziona penultima, preceduta solo dalla Polonia (49,3%). In testa alla graduatoria figurano Grecia (83,5%), Estonia (82,8%) e Repubblica Ceca (78,5%). Questo ritardo riflette un divario generazionale significativo: nella fascia di età 16-24 anni, l’uso dell’IA è quasi doppio rispetto alla popolazione generale europea (63,8% contro il 32,7% nell’intervallo 16-74 anni).
L’Ufficio statistico europeo evidenzia come le nuove generazioni stiano sempre più integrando queste tecnologie, soprattutto in ambito educativo, con il 39,3% dei giovani che utilizza l’IA per fini didattici rispetto al 9,4% della popolazione complessiva. L’impiego per scopi privati è altrettanto più diffuso tra i giovani (44,2%) rispetto alla media generale (25,1%), mentre l’uso professionale rimane simile tra giovani e adulti (15,8% contro 15,1%), dato che molti giovani devono ancora inserirsi nel mercato del lavoro.
Le implicazioni socioeconomiche e culturali
Questi dati si inseriscono in un contesto più ampio di sfide per le nuove generazioni italiane. L’Italia, con una popolazione di quasi 59 milioni di abitanti e un’economia tra le maggiori al mondo, fatica a offrire opportunità competitive nel settore digitale e tecnologico, come confermato anche dalle indagini che rilevano un crescente desiderio dei giovani di trasferirsi all’estero per migliorare le proprie prospettive lavorative e formative.
Eurostat e l’importanza dei dati statistici
L’Eurostat, con sede a Lussemburgo, è l’ente ufficiale incaricato di raccogliere e armonizzare dati statistici tra i Paesi membri dell’UE. Il suo ruolo è cruciale per monitorare fenomeni come l’adozione tecnologica e supportare le politiche europee volte a colmare i divari digitali e generazionali. Dal 1953, Eurostat ha evoluto la sua funzione, diventando un punto di riferimento per la definizione di strategie di sviluppo economico e sociale comunitarie.
L’analisi dei dati sull’uso dell’IA tra i giovani italiani evidenzia quindi non solo un ritardo tecnologico, ma anche la necessità di un rafforzamento delle politiche di formazione e inclusione digitale, per favorire un futuro più competitivo e inclusivo per le nuove generazioni nel nostro Paese.
