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Hacker Uranium Finance Jonathan Spalletta accusato: milioni rubati spesi in carte rare Pokemon e Magic

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
1 Novembre 2026
in Crypto

Milano, 1 novembre 2026 – Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha messo sotto accusa Jonathan Spalletta, italoamericano residente a Miami, per il suo presunto ruolo nel clamoroso exploit di Uranium Finance del 2021. Ieri sera, l’ufficio del procuratore federale per il Distretto Sud della Florida ha reso noto che Spalletta avrebbe usato parte dei soldi sottratti per comprare carte rare dei giochi Pokémon e Magic: The Gathering. L’inchiesta, che va avanti da più di due anni, cerca di fare luce su come circa 50 milioni di dollari siano spariti dagli utenti della piattaforma di finanza decentralizzata.

Uranium Finance e il mistero della blockchain

Uranium Finance era una piattaforma nata su Binance Smart Chain e molto popolare tra i piccoli investitori nel 2020 grazie alle commissioni basse sugli scambi di criptovalute. L’attacco è avvenuto alle 3:12 del mattino del 28 aprile 2021 (ora italiana) e ha portato alla sparizione improvvisa di milioni in token digitali. Fin da subito si è parlato di un “exploit” nel codice dello smart contract. Ma sono stati i movimenti delle criptovalute, seguiti da esperti come Chainalysis e la società CipherTrace, a far scattare le indagini.

Spalletta, 33 anni e già noto nel mondo dei giochi da tavolo collezionabili, secondo la FBI sarebbe stato coinvolto nel reinvestimento dei soldi rubati. “Una fetta importante dei fondi è stata tracciata verso mercati online dove si vendono oggetti da collezione – soprattutto carte Pokémon e Magic – alcune valutate più di mezzo milione di dollari ciascuna”, ha spiegato un portavoce del Dipartimento di Giustizia.

L’accusa: carte da gioco come “lavaggio”

I documenti in tribunale svelano dettagli curiosi. Tra gli acquisti attribuiti a Spalletta ci sono una Charizard prima edizione PSA 10 (venduta all’asta Heritage nel settembre 2021) e una rarissima “Black Lotus Alpha”, una delle carte Magic più ricercate al mondo. Secondo gli atti, sono almeno sette le operazioni sospette legate agli indirizzi cripto coinvolti nel furto.

Gli investigatori sottolineano come la natura pseudonima della blockchain abbia complicato il lavoro: solo grazie ad alcuni errori commessi da Spalletta – come acquistare con account riconducibili a lui e spedizioni a indirizzi in Florida e Piemonte – è stato possibile collegare le tracce direttamente a lui.

Fonti vicine all’indagine raccontano che il 9 ottobre scorso le autorità italiane hanno sequestrato a Torino diversi raccoglitori sigillati con carte protette da sigilli numerati. È già partita la rogatoria con gli Stati Uniti per controllare i beni.

Carte collezionabili: un mercato milionario

Il legame tra investimenti in criptovalute e carte collezionabili non è una novità. Nel biennio 2021-2022, le aste di carte Pokémon hanno superato i 120 milioni di dollari globalmente. Anche Magic: The Gathering ha visto impennare i prezzi grazie alle edizioni limitate e autografate dai disegnatori storici. “Non sorprende che chi si ritrova con grandi capitali cerchi vie alternative, anche passando dal mondo ludico”, ha commentato un analista del sito CardMarket contattato da alanews.it.

Per gli inquirenti l’acquisto massiccio di carte avrebbe avuto lo scopo di “ripulire” i soldi: le carte fisiche, difficili da tracciare se scambiate privatamente, sarebbero state un modo per trasformare gli asset digitali rubati in beni più difficili da rintracciare.

Reazioni e prossimi sviluppi

L’arresto ha fatto rapidamente il giro nella community cripto internazionale. Nei canali Telegram Uranium Survivors e BSC Alert si trovano commenti pieni di dubbi (“Non sarà certo l’unico responsabile”, scrive un moderatore) ma anche richieste di risarcimento per le perdite subite tre anni fa.

Spalletta è agli arresti domiciliari a Miami in attesa dell’udienza del 15 novembre. La sua avvocata, Maria Elena Fusaro, ha detto: “Il mio assistito nega ogni accusa; contesteremo sia i fatti tecnici sia il movente durante il processo”.

Fonti investigative dicono che l’indagine potrebbe allargarsi ad altre persone coinvolte. “Le prove raccolte finora sono solo un pezzo del puzzle – ha spiegato un agente FBI – Siamo convinti che dietro ci sia una rete più vasta.” Intanto la comunità dei collezionisti segue con attenzione la vicenda: sul forum MagicWorld è partita una petizione per chiedere la restituzione delle carte sequestrate ai legittimi proprietari.

Il caso Uranium Finance resta un intreccio affascinante tra tecnologia blockchain e passioni vintage, terreno fertile per nuovi scenari tra digitale e analogico.

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