Guida completa all’acquisto di domini in scadenza su Aruba: opportunità e consigli utili

Giulio Righi

10 Febbraio 2026

Milano, 10 febbraio 2026 – Quando un dominio internet non viene rinnovato dal suo proprietario entro i tempi previsti, si apre un meccanismo ben noto alle principali autorità di registrazione, come l’ICANN a livello globale o Registro.it per l’Italia. Ogni giorno decine di siti lasciano scadere il loro indirizzo web. Succede a piccoli imprenditori, freelance distratti, aziende che chiudono o semplicemente a chi dimentica una scadenza segnata male sull’agenda.

Quando un dominio scade: cosa succede davvero

Se il pagamento non arriva, come spiegano operatori come Aruba e Register.it, parte una sequenza automatica. Il dominio entra nella cosiddetta fase di “grace period” (di solito dura 30 giorni, ma cambia a seconda dell’estensione e del registrar). In questo periodo resta sospeso: il sito e le caselle email collegate non funzionano più. Però il proprietario può ancora recuperare tutto pagando quanto dovuto.

Scaduto questo tempo – spesso accompagnato da email di avviso che finiscono nella cartella spam – il dominio passa alla seconda fase: la “redemption period”. Per i domini .it dura altri 30 giorni e qui recuperare il dominio è ancora possibile, ma più costoso e con qualche pratica in più. Se anche questa finestra si chiude senza interventi, il dominio viene cancellato definitivamente dai registri e torna disponibile per chiunque voglia registrarlo da zero.

Perché i domini scaduti attirano così tanto interesse

Secondo Netcraft, ogni mese vengono cancellati migliaia di domini nel mondo. Molti hanno nomi anonimi; altri invece possono valere davvero qualcosa. “Un dominio scaduto può conservare traffico organico, link da altri siti e una buona posizione su Google,” spiega Gabriele Riva, consulente SEO di Milano. Elementi che fanno gola a chi lavora nel digitale: agenzie, esperti di marketing e start-up in cerca di visibilità rapida.

Non è raro che indirizzi come “ristorantefirenze.it” o “avvocatorossi.com”, abbandonati per distrazione o chiusura dell’attività, vengano subito riacquistati da terzi. C’è chi li usa per lanciare nuovi progetti e chi invece prova a rivenderli al vecchio proprietario chiedendo molto di più. “Il mercato dei domini scaduti è cresciuto parecchio anche in Italia,” conferma una fonte vicina a Registro.it.

Come si assegnano i domini rilasciati: asta o chi prima arriva

Il modo in cui si assegnano i domini cambia in base all’estensione. Per i .it, dopo la redemption e un’attesa di 24-48 ore dalla cancellazione definitiva, il nome torna libero. Chi lo richiede per primo — tramite un qualsiasi registrar accreditato — se lo prende subito. Per altre estensioni come .com o .net è più comune che i domini scaduti finiscano all’asta su piattaforme specializzate (GoDaddy Auctions, SnapNames). Le offerte partono spesso da poche decine di euro ma possono salire molto rapidamente.

Esistono anche servizi che fanno “drop catching”, cioè tengono d’occhio in tempo reale quando un dominio molto richiesto viene liberato e cercano di registrarli subito appena disponibili. “È un’attività perfettamente legale ma serve attrezzatura tecnica potente e molta rapidità,” racconta un addetto ai lavori che preferisce restare anonimo.

I rischi per chi perde il dominio

Chi lascia andare un dominio può trovarsi davanti a problemi seri: email che smettono di funzionare all’improvviso, traffico online perso e nei casi peggiori il sito usato per fini non autorizzati. Le associazioni dei consumatori consigliano quindi attenzione alle scadenze annuali e suggeriscono di scegliere operatori con sistemi automatici per rinnovare senza pensieri.

Se il dominio finisce nelle mani sbagliate esiste la procedura di “dispute resolution”, prevista dagli enti internazionali principali per tentare di riavere indietro l’indirizzo. Ma sono iter lunghi e senza garanzie. “Meglio evitarli del tutto,” taglia corto Marco Peruzzi, responsabile legale in una nota web agency lombarda.

Domain flipping: la corsa ai domini usati anche tra i privati

Negli ultimi anni si è diffusa la pratica del “domain flipping”: comprare domini scaduti sperando che tornino utili ad altri (aziende o privati) per poi rivenderli con guadagno. Un mercato parallelo senza regole precise ma che ormai vale milioni in tutto il mondo.

Ma c’è una cosa importante da ricordare: dietro ogni dominio ci sono storie personali, piccole imprese o idee nate online. E quando quel nome non viene rinnovato in tempo… tutto può cambiare davvero in pochi clic.

Change privacy settings
×