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Grantham: Bitcoin destinato a zero nel lungo termine, cosa devono sapere gli investitori italiani

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
30 Giugno 2026
in Crypto

Milano, 30 giugno 2026 – Jeremy Grantham, fondatore dell’importante società statunitense di investimenti GMO, ha lanciato un avvertimento che sta già facendo discutere: secondo il celebre finanziere britannico, Bitcoin rischierebbe di perdere tutto il suo valore “nel giro di qualche decennio”, proprio per la mancanza di un vero valore intrinseco. Le sue parole, riportate nelle ultime ore dal “Financial Times”, sollevano dubbi soprattutto tra i piccoli risparmiatori italiani ancora affascinati dalle criptovalute.

Perché Grantham boccia Bitcoin: niente valore reale

Grantham, 85 anni, una delle voci più ascoltate a Wall Street, non ha mai fatto mistero della sua diffidenza verso le criptovalute. “Non hanno flusso di cassa, non producono utili, non offrono servizi concreti”, ha spiegato durante una conferenza a Londra. Secondo lui, il boom di Bitcoin si è basato più su una fiducia irrazionale che su solidi motivi economici. “Alla fine – ha aggiunto – il mercato capisce cosa non vale nulla”.

Bitcoin: il possibile tracollo secondo GMO

Il commento di Grantham arriva in un momento in cui Bitcoin si aggira intorno ai 58.000 dollari, dopo aver toccato picchi notevoli nei primi mesi dell’anno. Negli ultimi dieci anni la criptovaluta ha vissuto oscillazioni fortissime: stando a CoinMarketCap, in poche settimane il suo prezzo può variare anche del 30%. Nonostante questo, molti analisti restano ottimisti sul lungo termine grazie alla scarsità programmata nel protocollo. Ma Grantham è netto: “Il valore reale nasce dall’utilità e dalla produttività, due cose che Bitcoin non offre”.

Che impatto per i risparmiatori italiani

Cosa significa tutto ciò per chi in Italia ha puntato sulle criptovalute? Secondo Consob, quasi il 7% degli adulti italiani ha comprato almeno una volta criptovalute, soprattutto tra il 2021 e il 2023. L’interesse resta forte soprattutto tra i giovani (18-34 anni), attratti dai guadagni veloci. Però l’allarme di Grantham riporta al centro la questione dei rischi legati a investimenti poco tutelati. “Sono asset ad altissimo rischio e senza protezioni adeguate”, mette in guardia Giovanni Sabatini, direttore generale dell’ABI.

Regolamentazione sotto la lente

Negli ultimi mesi la Banca d’Italia ha intensificato gli avvertimenti sui caratteri speculativi delle criptovalute. Con l’entrata in vigore del regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets) da luglio 2026 si punta a offrire più garanzie agli investitori europei, ma restano molte incognite sull’efficacia dei controlli. “La trasparenza migliorerà”, dice Fabio Panetta, governatore della Bankitalia, “ma resta il problema che la maggior parte delle criptovalute non ha un sottostante reale”.

Cosa aspettarsi e come muoversi con prudenza

Nonostante gli allarmi, le dimensioni del mercato delle criptovalute in Italia sono ancora modeste rispetto a quello azionario o obbligazionario tradizionale. Uno studio dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano indica che il controvalore detenuto dagli italiani non supera gli 8 miliardi di euro — una cifra marginale se confrontata ai circa 4mila miliardi del risparmio gestito nazionale. Eppure è facile per tanti piccoli risparmiatori farsi prendere dalle promesse di guadagni facili. “Serve informazione chiara e un approccio prudente”, ricorda Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori.

Bitcoin come scommessa: quali alternative

In sintesi, Grantham riporta al centro il dubbio sull’affidabilità di Bitcoin e simili. Nessun obbligo per chi lo possiede di vendere subito: il mercato resta vivo e liquido. Ma vale la pena riflettere su come considerare queste valute digitali più come asset altamente speculativi da affiancare – se proprio – a portafogli ben bilanciati e solo con soldi che si può permettere di perdere. “Investire è un conto, scommettere un altro”, osserva Andrea Ferretti, consulente finanziario milanese.

Insomma la partita è ancora aperta. Però l’allarme lanciato da Grantham suona come un monito importante per chi – da Milano a Palermo – pensa che le criptovalute siano un investimento senza rischi. Resta da vedere se la sua previsione si rivelerà giusta o se finirà solo per essere uno dei tanti campanelli d’allarme che negli anni hanno accompagnato la febbre per Bitcoin.

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