Milano, 3 novembre 2026 – Sempre più spesso, negli uffici e negli studi professionali, chi si mette a scrivere un documento importante prova a dargli una mano con foto o immagini. L’idea è semplice: rendere il testo più chiaro e gradevole a chi legge. Succede in una mattinata qualunque in un ufficio di via Turati, ma la scena è la stessa un po’ ovunque nel Paese. Si aprono file, si scorrono cartelle piene di scatti. Qualcuno aspetta l’ok del capo, qualcun altro cerca l’immagine giusta per accompagnare i grafici, altri ancora chiedono ai colleghi quale foto funziona meglio.
Le foto: davvero aiutano a capire?
Negli ultimi anni, studi pubblicati su riviste come il “Journal of Communication” e “Visual Studies” arrivano più o meno alle stesse conclusioni: mettere accanto al testo foto o illustrazioni aiuta a capire meglio, soprattutto quando si parla di argomenti tecnici o pieni di dati. “Una buona immagine vale più di mille parole”, ripete spesso la responsabile comunicazione di una grande azienda milanese, mostrando una presentazione dove ogni concetto chiave ha la sua foto che spiega tutto.
Chi riceve quei documenti lo conferma. “Se leggo solo parole, dopo poco mi perdo”, racconta Marco, 35 anni, impiegato amministrativo che ormai preferisce i report con tante immagini. “Ma se ci sono foto — magari delle persone coinvolte o dei posti di cui si parla — mi rimane tutto più impresso”.
Dal cartaceo al digitale: come cambiano le abitudini
Un tempo le foto erano roba da pubblicazioni cartacee importanti: annual report di grandi aziende o tesi universitarie impaginate con cura. Ora invece, con Word o Google Docs a portata di mano, inserirle è diventato facilissimo per tutti. Il problema è che si tende a esagerare. “Abbiamo visto lavori pieni zeppi di foto inutili, messe lì solo per riempire pagine”, racconta Martina Canzi, editor freelance tra Milano e Torino. “Alla fine distraggono più che aiutare”.
Anche le università italiane mettono le mani avanti: “La foto va messa solo se serve davvero”, dice una circolare dell’Università Statale di Milano. Lo stesso consiglio arriva dalle società di consulenza dove tutto — dalle immagini al font — deve avere uno scopo preciso.
La scelta delle immagini: qualità e diritti non sono un optional
Non basta prendere la prima foto che capita. Per evitare guai legali bisogna controllare bene qualità e diritti delle immagini scelte. A ricordarlo sono gli avvocati esperti in diritto d’autore: “Usare foto trovate online senza permesso può costare caro”, avverte Chiara Gallo dello studio legale LGT. Per questo molte aziende comprano immagini su siti come Getty Images o Shutterstock, oppure chiedono ai dipendenti di scattare direttamente quello che serve.
Un esempio curioso arriva da un gruppo di ingegneri informatici che ha scelto selfie fatti durante il lavoro sul campo: “Così evitiamo problemi col copyright e il documento sembra più vero”, spiega uno dei responsabili del progetto.
Tra scetticismo e consenso: cosa pensano i colleghi
Non tutti però sono convinti facilmente dell’utilità delle foto. In un open space alla periferia nord di Milano tre impiegati discutono davanti allo schermo: “A me basta che il testo sia chiaro”, dice Alessandra sfogliando un report senza immagini. Altri invece sostengono che una foto serve anche a spezzare la monotonia della pagina. In queste situazioni l’ideale resta trovare un equilibrio.
Chi insegna comunicazione aziendale dà una regola semplice: “Meglio poche foto ma ben scelte”, spiega Paolo Giannini, docente a Brescia. Una buona immagine attira subito l’attenzione e aiuta a capire dove concentrarsi. Ma — avverte Giannini — è fondamentale restare sempre coerenti col messaggio.
L’importanza della contestualizzazione
Chi lavora nella comunicazione da tempo lo ripete spesso: “La foto non deve stare lì a caso, ma deve servire”. Ogni immagine va accompagnata da didascalie chiare che spiegano chi c’è nella foto e dove è stata fatta. Solo così il documento acquista quel valore in più che fa arrivare davvero il messaggio al destinatario.
E così — tra dubbi sul copyright, tentativi di originalità e richiami alla chiarezza — scegliere le foto giuste resta un piccolo lavoro quotidiano negli uffici italiani. Un equilibrio sottile tra precisione e immediatezza che fa la differenza nei rapporti professionali giorno dopo giorno.