Chainlink in Ripresa: Open Interest LINK Torna Sopra i Livelli Pre-Calo, Ma Mancano 250 Milioni di Dollari

Corrado Pedemonti

20 Agosto 2026

Milano, 20 agosto 2026 – L’open interest di Chainlink, la criptovaluta che ha fatto parlare parecchio negli ultimi mesi, è tornato ai livelli pre-crollo se si guarda al numero di token coinvolti. Ma in termini di dollari resta un gap di circa 250 milioni. Un segnale chiaro della volatilità del settore e di come gli investitori stiano ancora facendo i conti con le incertezze legate a questa moneta nata nel 2017.

Open interest Chainlink: numeri e contesto attuale

I dati forniti da Coinglass, una delle piattaforme più seguite per il monitoraggio dei mercati crypto, mostrano che l’open interest – ossia il totale dei contratti aperti su Chainlink nei principali exchange – ha superato quota 23 milioni di token. Un ritorno oltre la soglia toccata prima della brusca caduta di inizio estate. Ma a guardare il valore espresso in valuta fiat, la storia cambia: siamo fermi intorno ai 545 milioni di dollari, ben lontani dai 795 milioni visti a maggio.

“C’è un ritorno di interesse sul token, almeno per quanto riguarda i volumi – spiega Francesco Tosi, analista indipendente esperto di mercati digitali – ma manca ancora quella spinta sul prezzo, segno che molti aspettano segnali più concreti”. E infatti, negli ultimi scambi tra Binance e Bybit, si nota un aumento delle posizioni long – cioè le scommesse al rialzo –, ma senza quell’entusiasmo che si respirava qualche mese fa.

Cosa significa l’aumento dell’open interest in token

Guardando all’open interest calcolato in token, si capisce che molti trader hanno riaperto posizioni su Chainlink: il dato supera persino quello di aprile. In pratica, le posizioni aperte sono vicine ai massimi storici del primo trimestre 2026, quando la moneta viaggiava intorno ai 18 dollari.

Ma il valore in dollari è ancora indietro di circa 250 milioni rispetto al picco primaverile. Un divario che racconta la correzione subita dal prezzo nelle ultime settimane: dal massimo del 15 maggio (circa 17,30 dollari per token), Chainlink è sceso fino a quota 12,30 a metà luglio e ora si aggira sui 13,50.

Secondo CryptoCompare, questa discrepanza tra open interest in token e valore in dollari segnala un mercato “prudente”, dove gli investitori accumulano posizioni ma non vogliono esporsi troppo con i capitali.

Volatilità e prospettive: le opinioni degli operatori

Tra chi opera ogni giorno su Chainlink non mancano pareri contrastanti. “Ci sono segnali tecnici che fanno sperare in una ripresa, ma il mercato resta guardingo – confida una trader londinese che preferisce rimanere anonima – molti temono ancora improvvisi sell-off”. Anche gli addetti ai lavori italiani prendono tempo: “Dopo le perdite del secondo trimestre c’è molta più attenzione ai livelli di supporto”, commenta Andrea Neri, esperto di criptovalute per una società milanese.

Le notizie arrivate nelle ultime settimane hanno mantenuto alta la volatilità. Il lancio di nuovi servizi da parte della foundation dietro Chainlink finora non ha scosso i prezzi. Qualche analista vede però nella ripresa dei volumi sulle piattaforme derivati un possibile ritorno degli hedge fund, finora rimasti ai margini dopo la correzione primaverile.

Gli scenari futuri secondo gli analisti

Per molti osservatori, il punto chiave sarà vedere se Chainlink riuscirà a mantenersi stabilmente sopra i 15 dollari. “Solo allora potremo parlare davvero di un recupero sia tecnico sia sul fronte della fiducia”, sottolinea Tosi. Nel frattempo, la criptovaluta resta saldamente nella top 20 per capitalizzazione e vanta una community molto attiva su X e Reddit.

Sul fronte delle trattative sui futures, qualche investitore nota una crescita negli scambi spot soprattutto tra le 9 e le 11 del mattino italiane. Un dettaglio che suggerisce movimenti orchestrati da gruppi asiatici o americani.

In attesa dei prossimi sviluppi, il mercato resta con gli occhi ben aperti. L’open interest torna a salire nel numero di token, ma il divario in termini monetari indica che la cautela continua a prevalere. Insomma, per Chainlink le prossime settimane saranno decisive e tutte da seguire.

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