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Home Crypto

Bitcoin vola a 24.531 BTC con Strive, Bitmine accelera a 5,93 milioni di ETH: la corsa delle crypto continua

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
10 Settembre 2026
in Crypto

Milano, 10 settembre 2026 – Strive ha superato quota 24.500 Bitcoin nelle sue riserve, mentre Bitmine ha portato il proprio patrimonio in Ethereum a quasi 6 milioni di ETH. Lunedì, intorno alle 15:30, i dati raccolti da ChainQuant hanno mostrato gli ultimi aggiornamenti sulle riserve digitali di queste due piattaforme. Un segnale chiaro della spinta all’accumulo di criptovalute da parte dei big del settore, anche se, come evidenzia il report pubblicato ieri, “il mercato resta diviso in due: chi riesce a consolidare gli asset e chi invece fatica a mantenere posizioni stabili”.

Bitcoin ed Ethereum, riserve in crescita costante

Guardando nel dettaglio, Strive, con sede a Zurigo, ha visto la propria riserva di Bitcoin aumentare costantemente negli ultimi otto mesi. L’ultimo dato fornito questa mattina alle agenzie stampa mostra un incremento di quasi 2.500 BTC rispetto a giugno. “La nostra strategia di acquisto graduale – ha spiegato Martin Dreher, responsabile operazioni – si è concentrata sui momenti di bassa volatilità, puntando più sull’accumulo che sulla speculazione”. Una scelta che, secondo le stime interne diffuse ieri, “serve a proteggerci dalle oscillazioni improvvise che ancora colpiscono l’intero ecosistema digitale”.

Sul fronte opposto, Bitmine, che opera nell’area EMEA, ha puntato forte su una massiccia acquisizione di Ethereum. Il wallet principale della piattaforma contiene oggi circa il 2,1% della circolazione globale di ETH. Un dato che – come sottolinea l’analista Laura Pellegrini di CoinMonitor – “mette Bitmine tra i primi cinque detentori istituzionali in Europa”. La crescita da marzo (quando erano 4,7 milioni di ETH) è stata accompagnata da alcune partnership strategiche nel mondo DeFi.

Due modi diversi per accumulare crypto

L’accumulo degli asset digitali segue strade differenti a seconda della natura delle piattaforme. Strive adotta un approccio più cauto: “Nei rally improvvisi rallentiamo”, ha ammesso Dreher durante un webcast interno la scorsa settimana. “Cerchiamo invece ingressi graduali sfruttando i ritracciamenti tecnici”. Bitmine invece gioca una partita più rischiosa. Giacomo Radaelli, responsabile trading della piattaforma, ha detto al margine dell’ultimo Crypto Finance Summit di Barcellona: “Il nostro portafoglio Ethereum serve anche come collaterale per iniziative DeFi e prestiti istituzionali. Lavoriamo su più fronti”.

Secondo ChainQuant questo divario riflette una tendenza più ampia: nel primo semestre 2026 solo poco più del 30% degli exchange monitorati ha visto un aumento costante delle riserve; per il resto invece il saldo è rimasto stabile o addirittura in calo. Un chiaro segno che l’ecosistema crypto resta molto frammentato.

Un settore ancora diviso

Nonostante la corsa all’accumulo delle criptovalute, le differenze tra operatori sono nette. Le società più grandi e internazionali tendono ad aumentare le loro riserve soprattutto nei momenti d’incertezza regolatoria o durante la volatilità dei prezzi. Al contrario, realtà medio-piccole segnalano spesso problemi nel reperire liquidità sufficiente per strategie simili.

Lo conferma anche l’ultimo rapporto trimestrale della Blockchain Industry Association: “Il 55% delle piattaforme europee ha ridotto l’esposizione diretta agli asset digitali”, si legge nella nota diffusa ieri a Bruxelles. Il motivo principale è la pressione normativa sempre più forte e la necessità di mantenere liquidità pronta a soddisfare le richieste degli utenti in caso di crisi improvvise.

Cosa dicono gli operatori e cosa aspettarsi

Gli analisti sottolineano che concentrare grandi quantità di Bitcoin ed Ethereum nelle mani di pochi può rafforzare il potere dei principali player sul mercato ma al tempo stesso aumentare i rischi sistemici in caso di turbolenze. “È uno scenario da tenere d’occhio”, avverte Paolo Riva, partner di CryptoLegal Consulting. “Più si accumula in poche mani, più il sistema rischia scossoni imprevisti”.

Le società però minimizzano questi timori. “Siamo pronti ad aggiustare la strategia in base agli scenari”, spiega Dreher di Strive in un’intervista telefonica ieri sera. Radaelli di Bitmine non esclude nuove acquisizioni nel prossimo trimestre: “Se il contesto macroeconomico rimane favorevole – dice – ci sarà spazio per ulteriori investimenti”.

Intanto, mentre il mondo delle criptovalute si muove su due binari – con alcuni protagonisti sempre più solidi e altri alla ricerca di equilibrio – cresce l’attesa per le novità normative annunciate per ottobre dal Parlamento europeo. Una svolta che potrebbe cambiare ancora una volta le carte in tavola sull’accumulo crypto nel Vecchio Continente.

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