Bitcoin sfiora i 63.000$: tensioni geopolitiche e boom prevendite Bitcoin Hyper a 33 milioni di dollari

Corrado Pedemonti

14 Agosto 2026

Milano, 14 agosto 2026 – Nelle ultime ventiquattro ore Bitcoin ha ballato intorno al supporto dei 63.000 dollari, dopo una serie di liquidazioni rapide che hanno scosso i mercati e riportato sotto i riflettori le tensioni geopolitiche ancora aperte. Tra la tarda serata di martedì e le prime ore di oggi, il movimento è arrivato in un momento in cui la volatilità delle criptovalute resta alta, mentre gli investitori cercano di capire quali siano davvero i fattori che spingono su e giù i prezzi.

Bitcoin si aggrappa ai 63mila dollari

Nella notte tra il 13 e il 14 agosto, Bitcoin ha perso quasi il 4% in meno di due ore, toccando un minimo intorno ai 62.750 dollari alle 3.14 ora italiana, secondo i dati raccolti da Binance da alanews.it. Dietro questa correzione c’è stata una serie di liquidazioni automatiche, soprattutto su contratti future a leva, che secondo Coinglass hanno fatto sparire posizioni per quasi 190 milioni di dollari in meno di sei ore. È il più grande movimento intraday visto dalla metà di luglio, come spiegano diversi analisti su X (ex Twitter).

Nonostante tutto, quel muro tecnico dei 63.000 dollari che gli operatori avevano indicato come cruciale nelle settimane scorse ha retto, almeno per ora. “Il mercato ha reagito con volumi importanti – commenta Gianluca Poma di CryptoHub – ma il rimbalzo resta debole finché la pressione delle vendite non cala. Tutti guardano a cosa deciderà la Fed sui tassi e all’evoluzione del conflitto tra Ucraina e Russia”.

Geopolitica tesa e incognite monetarie

A pesare in questa fase ci sono soprattutto le nuove tensioni internazionali: solo ieri mattina il ministero della Difesa ucraino ha parlato di “intensi attacchi missilistici” nella zona di Odessa. Dall’altra parte dell’Atlantico, invece, gli Stati Uniti hanno diffuso segnali cauti sulla possibilità che a settembre si vedano nuovi rialzi dei tassi. Nel frattempo, i dati sull’inflazione pubblicati martedì mostrano un aumento dei prezzi leggermente sopra le attese (+0,4% mese su mese), alimentando dubbi su ulteriori strette monetarie.

Le criptovalute sembrano ormai sempre più legate ai mercati tradizionali: lo conferma un report diffuso ieri sera da JPMorgan ai suoi clienti istituzionali, secondo cui “l’incertezza geopolitica resta la principale causa della volatilità su Bitcoin ed Ethereum”. Gli stessi trader coinvolti nell’ondata di liquidazioni raccontano: “Molti hanno ridotto l’esposizione durante la notte per paura di nuovi flash crash improvvisi”, dice un operatore contattato da alanews.it nella chat Telegram “Cripto Italia”.

Hyper Bitcoin vola con 33 milioni in prevendita

Mentre l’attenzione su Bitcoin resta altissima, cresce anche l’interesse per progetti nuovi nel mondo crypto. In particolare la prevendita di Bitcoin Hyper – token nato sulla blockchain Arbitrum con l’obiettivo del mining decentralizzato – ha raccolto quasi 33 milioni di dollari, secondo i dati pubblicati stamattina sulla piattaforma ufficiale hyperbtc.io.

Gli sviluppatori spiegano che “il successo deriva soprattutto dalla fiducia degli utenti verso modelli alternativi di mining e staking”. Nei canali Discord dedicati si parla anche di “forte domanda retail” e possibili accordi con fondi asiatici in autunno, ma finora i dettagli ufficiali restano pochi. Secondo le metriche aggiornate in tempo reale, più di 21.000 investitori hanno già preso parte all’iniziativa in meno di due settimane.

Cosa dicono gli analisti

E adesso? Diversi esperti sentiti da alanews.it non escludono altri scossoni a breve: “Tutto dipenderà dagli sviluppi sui fronti macroeconomici e geopolitici”, sintetizza Marco D’Avolio (CryptoAnalytics). In pratica, se il supporto a 63.000 dollari dovesse cedere con forza, i prossimi livelli da tenere d’occhio sono tra 60.400 e 58.800 dollari. Solo se Bitcoin riuscirà a stabilizzarsi sopra quota 65.000 potrà convincere una buona fetta degli investitori istituzionali a tornare sul mercato.

Intanto tra i piccoli risparmiatori si naviga a vista: molti nei gruppi social confessano che “non è facile capire se si tratti solo di una fase momentanea o qualcosa che durerà”. Insomma, il futuro prossimo del Bitcoin resta appeso a equilibri fragili, segnati dalle tensioni internazionali e dai nervi tesi delle piazze finanziarie globali.

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