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Home Crypto

Bitcoin scende a 62.300$ dopo il caso Coldcard da 89 milioni: attesa per dati macro e trimestrali USA

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
11 Settembre 2026
in Crypto

Milano, 11 settembre 2026 – Nelle ultime ventiquattro ore Bitcoin ha perso terreno, scendendo fino a 62.300 dollari nella mattinata di oggi. A scuotere il mercato, già teso, è il cosiddetto “caso Coldcard” da 89 milioni di dollari, una vicenda che continua a seminare dubbi tra gli investitori. Intanto, l’attesa cresce per le prossime statistiche macroeconomiche Usa e le trimestrali di alcune big della Borsa. Il mondo delle criptovalute naviga così tra cautela e nervosismo.

Le scosse del caso Coldcard: 89 milioni in movimento

Al centro del dibattito c’è la notizia di un grande spostamento legato a Coldcard, l’hardware wallet molto usato per custodire criptovalute in sicurezza. Tra ieri sera e questa mattina sono stati mossi circa 89 milioni di dollari in Bitcoin su vari indirizzi. Secondo quanto riporta il sito specializzato The Block, potrebbe trattarsi di una falla nella sicurezza o di una gestione poco chiara dei fondi.

Chi segue la vicenda da vicino racconta di transazioni “strane”, insolite per volume e tempistiche. Sul canale Telegram ufficiale, il team Coldcard ha provato a rassicurare: “Non riscontriamo compromissioni nei nostri sistemi, stiamo indagando con i partner”, si legge in un messaggio delle 8.40 di stamattina. Non c’è nessuna conferma ufficiale su furti o attacchi, ma questi movimenti hanno comunque fatto partire nuove vendite su Coinbase, il più grande exchange Usa.

Mercati sospesi tra dati Usa e tensioni

Mentre si parla del caso Coldcard, tutti gli occhi sono puntati sui numeri che arriveranno dagli Stati Uniti. Domani – mercoledì 12 settembre – sono attesi i dati sull’inflazione americana, un appuntamento che secondo alcuni analisti come Matteo Palmisano di CryptoLab “potrebbe indirizzare il mercato digitale nelle prossime settimane”. L’eventualità che l’inflazione resti sopra i livelli voluti dalla Federal Reserve tiene sulle spine sia Wall Street sia il mondo crypto.

Dopo i massimi estivi oltre i 70 mila dollari, Bitcoin è tornato a oscillare tra i 60 mila e i 64 mila dollari. “Molti investitori istituzionali stanno diminuendo l’esposizione sugli asset più volatili aspettando segnali più chiari sulle politiche dei tassi”, spiega Roberto Galli, portfolio manager milanese contattato da alanews.it.

Le trimestrali Usa spingono l’incertezza anche sulle cripto

Oltre ai dati macro, domani saranno pubblicati anche i conti trimestrali di grandi aziende americane come Oracle e Adobe. Secondo fonti finanziarie ascoltate a New York nella notte, “questi risultati possono influenzare il sentiment generale visto il legame sempre più stretto tra big tech e andamento delle criptovalute”.

Ieri altri asset digitali hanno seguito la tendenza ribassista: Ethereum è sceso sotto quota 3.400 dollari, mentre Solana si è riportata intorno ai 144 dollari. Dalle piazze asiatiche a quelle europee la giornata si è aperta in tono dimesso: l’indice Hang Seng ha perso l’1,2%, mentre il Dax ha ceduto lo 0,8%. “La correlazione tra cripto e mercati azionari globali resta alta”, commenta Angela Bruni, analista finanziaria.

Operatori alla finestra: prudenza e stop loss stretti

Tra gli operatori italiani intervistati da alanews.it si respira prudenza. In via Meravigli, sede di uno dei principali trading desk lombardi dedicati alle criptovalute, il responsabile conferma: “In queste fasi lavoriamo con stop loss molto stretti e riduciamo le posizioni fino a quando non sarà chiara la situazione Coldcard e non arriveranno i dati macro Usa”.

Nei gruppi Telegram e sui social dedicati alle cripto c’è fermento e qualche momento di panico: utenti segnalano errori nei wallet o problemi nei prelievi da piattaforme meno conosciute. Tuttavia – sottolinea un trader indipendente che preferisce restare anonimo – “non è la prima volta che vediamo ondate improvvise di volatilità; per molti resta un problema tecnico più che strutturale”.

Le prossime ore decisive per Bitcoin

Ora tutti guardano alle prossime 48 ore. Bitcoin prova a restare sopra quota 62 mila dollari, un livello chiave per gli analisti, mentre banche centrali e trimestrali Usa promettono novità importanti per chi opera nel settore digitale. Solo allora si capirà se siamo davanti a una semplice pausa tecnica o all’inizio di un periodo più turbolento per tutto il mondo cripto.

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